Il Giubileo 2025 non ha avuto il successo sperato dal Vaticano. La Chiesa Cattolica, oggi come in passato, continua a silenziare chi la critica.
In questo 2025 tanto abbiamo sentito parlare di Giubileo e non sempre in modo competente e pertinente.
Una delle persone che ne ha parlato in modo diffuso e molto serio è senz’altro Federico Silvio Toniato, Segretario Generale del Senato, che ha scritto “Giubilei. Storia di tempi, spazi e potere”.
In questo snello e pregevole lavoro, il dottor Toniato dedica un ampio paragrafo al Giubileo del 1525, indetto da Papa Clemente VII. Ne parliamo innanzitutto perché da allora sono passati 500 anni e poi perché erano tempi tumultuosi per la Fede, esattamente come lo sono oggi.
Nell’analisi della storia, il Segretario Generale del Senato scrive: “diverse tensioni tra nazioni, pestilenze, avversità naturali ostacolarono la piena partecipazione dei pellegrini all’anno giubilare, che venne esteso conseguentemente al 1526”.
In questo 2025 non ci siamo fatti mancare le “tensioni tra nazioni” dal momento che – come tutti sappiamo – ci sono stati tanti ucraini e tanti cittadini del Medio Oriente che non sono riusciti a venire a Roma per via di ciò che sta accadendo a casa loro.
Al Giubileo 1525 presero parte dei giganti della Fede: il fondatore della riforma cappuccina in seno all’Ordine Francescano, fra Matteo da Bascio, i fondatori dei Chierici Regolari Teatini, padre Gaetano da Thiene e padre Gian Pietro Carafa (che nel 1555 verrà poi eletto al soglio pontificio con il nome di Paolo IV).
A quel tempo, cosa oggi impensabile, “Il potere pontificio e curiale fu oggetto di aspre critiche da parte di un personaggio che per le vie di Roma scagliava i suoi strali contro la corruzione dei costumi: Bartolomeo Garosi, che rendeva quasi plastica la sua oratoria graffiante vestendosi con un saio sul quale un teschio, due pietre e un crocefisso mettevano in risalto la sua attrattività popolare”.
Il fatto che Toniato citi Bartolomeo Garosi – conosciuto con il nome di “Brandano”, definito “il pazzo di Dio” – è singolare quanto onesto.
E’ molto importante che non si dimentichi un uomo coraggioso, che sfidò la Chiesa Cattolica, prevedendo anzitempo “il Sacco di Roma”, e che coniò il detto: “Quando le carrozze andran senza cavalli il mondo sarà pieno di travagli”.
Per solennizzare e render speciale il Giubileo 1525 “Clemente VII arricchì la ritualità giubilare stabilita da Alessandro VI, non solo per l’uso, per l’apertura della Porta Santa, di un martello d’oro – che sarebbe poi divenuto d’argento con i suoi successori – ma anche grazie al maestro di cerimonie Paris de Grassis, che fissò una vera e propria liturgia di chiusura della Porta Santa, lasciata solo ad una vertebratura essenziale nel precedente Giubileo del 1500”.
La ritualità dell’odierno Giubileo deve, senza ombra di dubbio, molto al suo antenato del 1525 e, come spesso ricordiamo, la storia si impone da se stessa e la tradizione non è orpello ma sostanza delle cose che contano e che restano nel tempo.
Come ben sappiamo, lo abbiamo studiato tutti alle scuole medie, “il più strenuo oppositore “esterno” del Giubileo fu, ovviamente, Lutero, con riferimento specifico al culto dei Santi e all’indulgenza”.

Oggi, ad opporsi ad un Giubileo “indetto da uno che Papa non è”, cioè Jorge Mario Bergoglio, è il fondatore del “Sodalizio Sacerdotale Mariano”, don Alessandro Maria Minutella, che coadiuvato da cinque confratelli sacerdoti ed un diacono, va in giro per l’Italia, l’Europa, il mondo, a “confermare i fratelli nella Fede” (cfr. Luca 22:32) e ad insegnare quella Sana Dottrina Cattolica che il Vaticano non trasmette più.
Il mainstream dell’informazione, come fa ormai da quasi un decennio, ignora e non cita don Minutella, fa finta che il “Sodalizio Sacerdotale Mariano” non esista e non menziona mai, neppure per sbaglio, il “Piccolo Resto Cattolico”.
Per amor di verità, per ossequio alla storia, per rispetto dei lettori, i giornalisti non possono non tener conto del nutrito “popolo santo di Dio in cammino verso la Gerusalemme del Cielo” che segue il “leone di Maria”, don Alessandro Maria Minutella, e il suo valente parterre di confratelli.
Il tema giubilare, certamente, tornerà a destare interesse ma, per il momento, è bene fermarsi qui ricordando che sono passati 500 anni e la Chiesa non ha perso il “vizietto” di silenziare chi la critica, non per interesse personale, ma per il bene delle anime.

Grazie Elia per le preziose informazioni storiche sul giubileo e complimenti per il coraggio da ottimo giornalista che ti ha suggerito di parlare chiaro almeno tu. Il vizietto ( uno solo?) della falsa chiesa di “troncare-sopire” non ha freni in questo momento perché un santo e coraggioso sacerdote ha osato dire la verità chiara e tonda: la chiesa cattolica e apostolica in Vaticano NON ESISTE PIÙ!! Ci sono uomini vestiti con la talare ma non sono veri preti perché stanno deformando la Parola di Gesù Cristo, stanno cambiando la struttura piramidale del governo ecclesiastico spianando tutto: Gesù non è capo e Re dell’Universo, ma è uno che ha detto la sua, ma oggi con il mondo che cambia bisogna dire altro!!! COME OSANO ANDARE CONTRO LA PAROLA DEL CRISTO CROCEFISSO PER LA NOSTRA SALVEZZA?? Eppure osano, i temerari! A meno che non siano più cattolici ma asserviti ad un’altra religione. NON SARÀ VENUTO IL MOMENTO CARI FRATELLI CATTOLICI DI APRIRE GLI OCCHI E LA MENTE SU QUESTA REALTÀ?? Io sinceramente sono stanca di stare in mezzo agli struzzi che in maggioranza popolano il mondo
Cara Margherita, se migliaia di fedeli Cattolici, in Italia e nel mondo, si sono allontanati dal Vaticano, non frequentano più le Messe “una cum” Leone XIV, rinunciano addirittura al Funerale, qualcosa vorrà dire.
Il mainstream fa finta che il problema non sussista, al più delegittima chi si oppone all’attuale gestione vaticana con il termine di “scismatico”, ma qualcosa sta accadendo e, almeno per squisita speculazione sociologica, bisognerebbe analizzare la questione.
L’accelerazione conferita da “Papa Francesco” allo “sbriciolamento” della Chiesa Cattolica (ancora esistente fino al giorno della sua “presa di possesso”-usurpazione della Cattedra di San Pietro) è stata del tutto voluta, intenzionale, e programmata con serio “studio di fattibilità” da parte degli storici nemici della Chiesa, i massoni. Una volta che la Chiesa è stata fatta a pezzi, fino a diventare un reperto del passato, non più significativo né influente sulla società civile.
Assodato questo risultato di insignificanza e di distacco della società da ogni prospettiva religiosa e spirituale, che senso ha più la parola “Giubileo”, se non un vuoto rito che gli stessi (ex)cattolici snobbano? Una volta sradicate da Bergoglio, le basi della Fede Cristiana non arrivano più ai fedeli con la certezza e la vigoria di sempre, rendendo i già tiepidi cattolici ancor meno interessati a riti e cerimonie sacrali. Non fa affatto meraviglia che il Giubileo venga “giubilato” dagli stessi fedeli! Bergoglio, e ora Prevost, sono all’opera per allontanare i credenti dalla Fede Cattolica, di cui il Giubileo è il più piccolo dei problemi reali……
Carissimo Claudio, nulla da aggiungere. Il tuo discorso è coerente, concreto e lineare, come sempre. Solo chi non vuol vedere non vede.