I Carabinieri, presso il Comando Generale dell’Arma, ricordano il Brigadiere Capo Carlo Legrottaglie.

Negli scorsi mesi ci siamo molto occupati del tremendo omicidio del Brigadiere Capo Carlo Legrottaglie, Sottufficiale dell’Arma dei Carabinieri in terra pugliese, ed oggi vogliamo tornare a fare memoria di questo grande italiano.
Lo facciamo riportando le bellissime parole che il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, incontrando la vedova e le figlie del Brigadiere Capo Legrottaglie, ha detto: “Carlo non è più tra noi, ma la sua eredità continua a vivere. Oggi celebriamo l’essenza stessa di ciò che significa essere Carabiniere”.
L’incontro è avvenuto il 12 agosto scorso, in occasione del secondo trigesimo, quando il Comandante Luongo ha voluto accogliere presso il Comando Generale i famigliari del Brigadiere Capo Legrottaglie, “ucciso tragicamente il 12 giugno a Francavilla Fontana (BR) nel suo ultimo giorno di servizio”.

Dal Comando Generale dell’Arma ci fanno sapere che “ai familiari del Caduto, il Vertice dell’Arma ha consegnato l’encomio solenne alla memoria e le insegne del nuovo grado. Encomio solenne ricevuto anche dal Brigadiere Costanzo Giuseppe Garibaldi, che con il Brigadiere Legrottaglie si era posto all’inseguimento di due individui sospetti a bordo di un’autovettura rubata, ingaggiando poi una violenta colluttazione con il malvivente, armato di pistola, che aveva attinto mortalmente il commilitone”.
Chi vi scrive, occupandosi di cronaca militare sin dal 2011, ha visto passare tanti Comandanti Generali dell’Arma ma nessuno empatico ed affezionato ai suoi Carabinieri come il Generale Salvatore Luongo.
In ogni attività, visita istituzionale, momento cerimoniale, il Comandante Luongo riesce sempre a far sentire la sua vicinanza e il suo reale attaccamento ai militari, con i quali condivide la medesima uniforme.
Chi non conosce bene il mondo militare può dare la cosa per scontata ma è fuori strada.
I Comandanti, se vogliono davvero essere ubbiditi, devono essere uomini d’esempio, di empatia e di vicinanza ai loro sottoposti. Diversamente otterranno solo un’obbedienza figlia del timore e della paura di punizione.
Quello che si è tenuto presso la guarnigione di Viale Romania, nella Capitale, è stato “un momento di profonda riflessione e gratitudine, un’occasione per ricordare il valore e il sacrificio dei Carabinieri che, quotidianamente, si impegnano per tutelare l’incolumità dei cittadini”.
A ricordare questo estremo sacrificio è un Comandante che, visitando i suoi giovani sottoposti, il 13 agosto scorso, ha detto: “Io sono un Carabiniere tra i Carabinieri e il grado cucito sulla nostra spallina ci differenzia solo per ruolo e responsabilità: lo spirito che ci unisce non dovrà mai essere scalfito. Grazie per quello che fate per i cittadini”.
Ricordare, ringraziare, riconoscere ed apprezzare non è semplice.
Il fatto che il Comandante di tutti i Carabinieri d’Italia metta in atto queste azioni dice in modo chiaro in quale direzione sta andando la Forza Armata.
Il sacrificio estremo e doloroso del Brigadiere Capo Carlo Legrottaglie non è stato vano ed egli continuerà a vivere nel ricordo di colleghi, sottoposti, amici, famigliari, e di tutti gli italiani che hanno a cuore chi si occupa della loro sicurezza.
