Bergoglio è ricoverato al decimo piano del Policlinico Universitario “Agostino Gemelli” di Roma e i suoi seguaci ne tessono le lodi per i suoi 12 anni a “Casa Santa Marta”.

Il giornalista Doriano Vincenzo De Luca, in un articolo su “AgenSIR”, in occasione del 12esimo anniversario di “pontificato” di Jorge Mario Bergoglio, ha scritto: “Tra i gesti profetici, spiccano il viaggio a Lampedusa nel 2013, primo atto del pontificato e denuncia del dramma dei migranti, e l’incontro con il patriarca Kirill a Cuba nel 2016, che ha riacceso la speranza di un’unità tra le Chiese cristiane”.
Tutte cose vere, peccato che De Luca abbia dimenticato di dire che un Pontefice dovrebbe occuparsi delle cose di Dio ma, soprattutto, come Successore di Pietro, dovrebbe confermare i fratelli nella Fede, difendendoli dagli attacchi del diavolo.
A dirlo non è chi vi scrive ma Gesù in persona: “Simone, Simone, ecco Satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli” (Luca 22:31-32).
Evidentemente Bergoglio non si è ancora ravveduto visto che tutti quelli che ne tessono le lodi – e non di rado, lo idolatrano – lo citano per il suo impegno pro-immigrati e per il suo essere più un sindacalista che un vescovo.

Il Romano Pontefice, infatti, tra i vari titoli di cui è detentore ha quello di Vescovo di Roma e, come tale, dovrebbe proprio ricordarsi di guidare, proteggere e “confermare” quei fratelli che cercano la giusta via per accedere alla Gerusalemme del Cielo.
Eppure i “catto-bergogliani” non si rendono conto che Bergoglio tutto fa fuorché il pastore d’anime e non riescono neppure a comprendere che la sinodalità è uno strumento pericoloso per portare all’interno della Chiesa la teoria sincretista, secondo la quale “tutte le religioni sono ugualmente buone agli occhi del Signore”.
Infatti Doriano Vincenzo De Luca, in chiusura di articolo, ha scritto che Bergoglio “continua a essere un dono per la Chiesa. Ha riformato strutture, aperto dialoghi, indicato strade nuove – come quella sinodale, che proietta la Chiesa verso un futuro di comunione e missione – ma soprattutto ci ha ricordato che il cristianesimo non è una teoria, bensì una vita vissuta, anche nella fatica e nel dolore”.
Dunque tutti i Pontefici che lo Spirito Santo ha donato alla Chiesa, tra cui Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, non sono stati in grado di ricordare “che il cristianesimo non è una teoria, bensì una vita vissuta, anche nella fatica e nel dolore”?
Vengono i brividi a leggere certe cose.

Giovanni Paolo II ha guidato la barca di Pietro con il morbo di Parkinson, dopo un attentato, con la dittatura comunista nell’Est-Europa, e ha fatto della sofferenza il suo tratto caratteristico di Successore di Pietro.
Benedetto XVI, fine ed arguto teologo, ha avuto contro tutto il mainstream dell’informazione, è stato irriverentemente chiamato “panzerkardinal”, si è visto trafugare documenti riservati dall’appartamento apostolico, …
Questi due giganti della fede hanno vissuto concretamente la fatica e il dolore ma, con tutta evidenza, agli appartenenti alla corrente “catto-bergogliana” della Chiesa la cosa non interessa.

Ciò che deve passare, ad ogni costo, anche a costo della verità, è che Bergoglio è un martire, un eroe e un riformatore senza eguali.
Si rammenta a quanti perseguono questa visione che l’ultimo grande “Riformatore” si chiamava Martin Lutero e, con la sua riforma protestante, ha distrutto la Tradizione, demolito il Magistero e si è fatto beffa di Maria Vergine, dei Santi, dei Sacramenti del Matrimonio, dell’Ordine Sacro, della Confessione, … trasformando la Chiesa da “Sposa di Cristo” a serva del mondo e delle sue concupiscenze.
Per fortuna Gesù sapeva che sarebbe giunto un falso profeta, animato dalla sete di demolire la Chiesa, e, proprio per questo, parlando all’Apostolo Pietro, disse: “Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa” (cfr. Matteo 16:17-19).

È scandaloso che vi siano giornalisti completamente impreparati che trinciano giudizi e lodi sperticate a chi proprio non le merita. Oggi ci sono solo gli impreparati o i massoni che rifiutano di capire chi è Bergoglio. Ieri ha cominciato a fargli qualche critica mons. Bux, considerandolo quasi dimissionario. È stato un brutto gesto, ma segnala che fino a quando stava bene nessuno osava dire nulla per timore della sua “misericordia “. Ora che è mezzo fuori combattimento osano di più. Sempre più vigliacchi