La causa scatenante della 1ª Guerra Mondiale
Come mettere il mondo a ferro e fuoco con due soli colpi di rivoltella
L’uomo sbagliato al momento sbagliato, con due soli colpi di pistola sparati agli aristocratici passeggeri di una macchina scoperta è riuscito fare 20 milioni di morti (minima spesa, massima resa). Questo è quanto successo dopo l’attentato di Sarajevo (in serbo-croato Сарајевски атентат-Sarajevski atentat), compiuto quel giorno di giugno del 1914 dallo studente e patriota, Gavrilo Principìp nei confronti dell’arciduca Francesco Ferdinando d’Asburgo, erede al trono d’Austria-Ungheria, ammazzando pure la sua moglie Sofia.
L’attentato intendeva reclamare l’indipendenza della Bosnia–Erzegovina dall’impero austro ungarico e annetterla alla Serbia. Invero, una guerra grossa così, nessuno voleva farla veramente, perché i regnanti erano tutti imparentati tra loro. Ma come in ogni famiglia che si rispetti, una serie di ripicche, di minacce e di infauste promesse tra i nobili signori degli Stati europei & interessati “amici di famiglia”, innescò la Prima guerra mondiale, dichiarata a vicenda e in progressiva degenerazione, tra il 4 e il 6 agosto del 1914.
L’Italia si aggiunse al macello in un secondo tempo, iniziando a sparare il 24 maggio 1915, dopo essere stata alla finestra, tradendo fatue alleanze e dichiarando guerra all’Austria-Ungheria il giorno precedente.
Per sua sfortuna, l’intraprendente Gavrilo Principìp, che era stato condannato a soli 20 anni in attesa di vedere come andava a finire la guerra, morendo in prigione per tbc a soli 23 anni, quattro dopo, l’attentato, non vide la gloria per poco.
Lo studente infatti, raggiunse lo scopo poiché, dopo la prima guerra mondiale la Bosnia-Erzegovina e la Serbia si unirono nello Stato degli Sloveni, Croati & Serbi, che in seguito divenne Regno di Jugoslavia.
Oggi, Gavrilo Principìp, è considerato eroe nazionale in Serbia, mentre in Austria è ricordato come un terrorista. Principìp riposa in una celebre tomba monumentale allocata nel cimitero di San Marco a Sarajevo. Che 20 milioni di morti, l’abbiano in gloria.
Per il futuro della vecchia Europa, del Medio Oriente e del nervoso mondo, ogni giorno che passa chissà che ne sarà… “Mala tempora currunt” e tra bombardamenti americani sull’Iran, minacce di acute ritorsioni, stragi per fame e scambi di missili, ogni pretesto sembra quello buono per dar fuoco ad altre polveri.
Ora tocca a Papa Leone XIV, in teoria imparentato soltanto con Dio, il duro compito di essere faticosa, unica voce di pace?
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Se Vis pacem parà pacem.
Sempre bene rispolverare la memoria di questi grandi esempi!!!
Bel tuffo nella storia da collegare alla giornata odierna!
Interessante notare che questo ragazzo Gavrilo Principip in Serbia è un eroe e in Austria un terrorista!
Come sempre…dipende dai punti di vista…e di osservazione! Esattamente come oggi … chi è la vittima e chi l’aggressore? Fino a quando continueranno questi dibattiti perversi…ci saranno guerre fratricide
Purtroppo