Settecentosei anni dalla bolla papale del 14 marzo 1319 “AD EA EX QVIBVIS” (di Alessandro Mella)
Ricorrendo in questi giorni i 706 anni dalla bolla papale che riconobbe il supremo Ordine del Cristo del Regno del Portogallo, si vuole riassumerne brevemente le vicende.
Il Real Ordine del Cristo è un Ordine Dinastico della Real Casa del Portogallo. Quest’ordine trae la propria origine dall’Ordine dei Templari portoghesi (ossia dall’ordine medievale dei Cavalieri di Nostro Signore Gesù Cristo) dopo che questi vennero soppressi definitivamente nel 1312. Sotto la pesante influenza del Re Filippo IV di Francia, Papa Clemente V aveva ordinato di sopprimere l’ordine templare in tutta la Cristianità e di considerarlo eresia per lo strapotere acquisito negli anni, ma Re Dionigi del Portogallo forzò il debole pontefice a creare un ordine cavalleresco che potesse consentire allo spirito templare di sopravvivere in qualche modo. Tale ordine, fondato nel 1318, prese il nome di Ordine del Cristo.
Re Dionigi negoziò col successore di papa Clemente, papa Giovanni XXII, per il riconoscimento ufficiale del nuovo ordine nella speranza di ottenere anche i possedimenti dei templari a beneficio dello stesso. I Templari si costituirono nel 1118 e presto ottennero molte commende in tutta Europa per supportare il loro operato in Terrasanta e si insediarono anche in Portogallo nel 1128, il primo Paese ove ottennero piena libertà. Don Gualdim Pais, Maestro provinciale dell’Ordine del Tempio in Portogallo, diede disposizioni per la costruzione del Convento de Cristo nel 1160. Secondo la tradizione popolare egli scelse il luogo dell’edificazione, su ispirazione e dopo molti progetti, su una collina tra il fiume Fria e il canyon di San Gregorio. Il Convento de Cristo, che ancora oggi si trova in quella posizione, è un chiaro testamento dell’abilità architettonica templare. La chiesa ottagonale fu ispirata dalla Casa della Roccia, il tempio islamico presente in Gerusalemme, usato dai Templari come base delle loro operazioni in Terrasanta.
La Casa della Roccia è posta sul Monte Tempio, dove era presente il Tempio di Gerusalemme prima della sua distruzione nel 70 d.C., e i Templari erano convinti che la Casa della Roccia fosse la parte restante dell’antico tempio e come tale da esso fecero derivare il loro nome.

L’Ordine incluse quindi l’ottagono nella propria simbologia e come tale esso venne riproposto anche all’interno dell’architettura templare. Altro modello fu certamente la Chiesa del Santo Sepolcro sempre a Gerusalemme. Il sepolcro stesso di Cristo si trova in un’elaborata struttura di forma rotonda-ottagonale. Il 13 luglio 1190 il Re del Marocco pose assedio ai Templari presso Tomar, un assedio che però fu rovinoso per gli attaccanti e dimostrò nel contempo la potenza militare dei Templari stessi. Pais morì nel 1195 dopo 50 anni di governo in Portogallo. Come detto, dopo la soppressione dei Templari ad opera di Papa Clemente nel 1312, il Re Dionigi (Dinis) del Portogallo diede disposizioni per la creazione di un nuovo ordine che rimpiazzasse i templari nel suo reame. Egli istituì pertanto la “Militia Christi”, sotto il patronato di san Benedetto da Norcia, nel 1317 (altre fonti riportano la data del 14 agosto 1318) e Papa Giovanni XXII approvò tale ordine con la bolla papale del 14 marzo 1319 “AD EA EX QVIBVIS”. Il Re Dionigi I (1261-1325) aveva infatti richiesto la creazione di un nuovo ordine per sostituire l’Ordine soppresso dei Templari (Papa Clemente V, nel Consiglio di Vienne, nel 1312). Il primo Gran Maestro fu Don Gil Martins, che fino ad allora era stato il Gran Maestro eletto dell’Ordine di San Benedetto di Avis. Il gran maestro Gil Martins promulgò le prime Costituzioni dell’Ordine nel 1321. Cinque anni più tardi, il secondo gran maestro João Lourenço le modificò. Dopo quattro anni di negoziati, papa Giovanni XXII pubblicò una nuova bolla con la quale autorizzò il Re Dionigi ad ottenere il passaggio di tutti i beni dei Templari al nuovo ordine nel 1323. Il suo ultimo Gran Maestro in Portogallo fu Dom Lopo Dias de Sousa, morto nel 1417. I cavalieri dell’Ordine dovevano fare i voti di povertà, castità ed obbedienza. Non è chiaro se molti templari abbiano proseguito la loro attività cavalleresca nel nuovo ordine, anche se molti storici sono favorevoli a questa tesi. Assunse quindi la natura di un ordine militare religioso: i cavalieri laici s’impegnavano con voti di povertà, castità e obbedienza. La sede originale dell’Ordine era nella città medievale di Castro Marim, nell’Algarve. Come detto, il primo Gran Maestro del nuovo ordine, Don Gil Martinez, fu dapprima cavaliere dell’Ordine Militare di San Benedetto d’Avis. Nel 1357, durante il regno di Pietro I (1357-1367), che già da tempo aveva concluso la riconquista, l’Ordine si trasferì nella città di Tomar, ex sede dell’Ordine dei cavalieri Templari in Portogallo, durante il Gran Magistero di Don Nuno Rodrigues, sesto Gran Maestro dell’Ordine. Oltre ai beni che già furono dei Templari, il Re concesse anche il villaggio e la fortezza di Castro Marim nell’Algarve (Diocesi di Faro), ordinando che ivi dovesse sorgere il convento dell’ordine, da dove, oltre via mare anche da terra, avrebbe potuto fare la guerra contro i Mori del Marocco e di Granada, che disturbavano i mari portoghesi e minacciavano di invadere e conquistare nuovamente tutta la Spagna. Nel 1357, l’Ordine venne spostato nel villaggio di Tomar, presso Santarém, già sede dei templari in Portogallo (altre fonti citano questo spostamento nel 1366 sotto il sesto Gran Maestro, Don Nuno Rodrigues). Dopo il 1417, il Re Giovanni I del Portogallo (1385-1433), sposato con la Regina Filippa di Lancaster, chiese al Papa l’ufficio di governatore, ossia di reggente, per conto del suo terzo figlio, il Principe Enrico “il Navigatore” (1394-1460). Questi, dal 1420 al 1460, divenne quindi Gran Maestro dell’Ordine, con approvazione papale e con il titolo del governatore, avviando un nuovo brillante periodo nella storia dell’Ordine, collegando il suo destino, alle proprie scoperte. A quel tempo Duarte I ed Alfonso V erano co-reggenti del trono portoghese. Nel 1433, Re Duarte I diede all’Ordine lo status di “Sovrano” non solo sui territori che già erano in suo possesso, ma anche degli altri che sarebbero seguiti per donazioni o conquiste. Durante il suo ufficio l’Ordine fu riformato da Giovanni, vescovo di Lamego, nel 1449, con l’approvazione di Papa Eugenio IV. Papa Callisto III nel 1455 confermò che Alfonso V avrebbe avuto la potestà di estendere la propria giurisdizione temporale acquisendo tre nomine episcopali nell’area governata dall’Ordine. Nel 1460 Re Alfonso V garantì ai Cavalieri dell’Ordine del Cristo il 5% delle rendite delle terre africane del Regno del Portogallo. Con il denaro dell’Ordine, dunque, il principe Enrico il Navigatore organizzò la prima scuola per navigatori a Sagres, preparando la via alla supremazia marittima portoghese che porterà alle grandi esplorazioni cinquecentesche. Dopo Enrico, il gran magistero venne mantenuto entro le personalità della famiglia reale. Il Principe Enrico colonizzò le Azzorre e Madera. Durante la sua reggenza, vennero costruiti due chiostri gotici del convento di Tomar e con lui iniziò un vero periodo d’oro per l’Ordine. Il principe Enrico lo governò in nome del nipote ed adottò il Principe Ferdinando, già figlio di Re Edoardo I. Alla morte del Principe Enrico successe nella reggenza del gran magistero dell’Ordine il Principe Ferdinando, figlio del Re Edoardo I, che morì nel 1470. Nel 1484, Emmanuele, Duca di Beja, divenne il XI Governatore dell’Ordine e, alla fine, venne riconosciuto come il Gran Maestro dell’Ordine con Bolla di Leone X “Constante fide “(30 giugno 1516), dopo essere salito al trono del Portogallo nel 1495. Poiché la disciplina dell’Ordine andava perdendosi progressivamente, Papa Alessandro VI commutò il precetto del celibato in quello di castità coniugale nel 1492; nel 1496 gli aderenti vennero completamente dispensati dal mantenere il celibato e dal 1505 anche dalla povertà. Già nel 1501 Papa Giulio II aveva mitigato il voto di povertà col pagamento di una tassa corrispondente ai tre quarti delle entrate annuali che però aveva sollevato polemiche interne all’Ordine. Re Manuel, successore di Giovanni I, inviò pertanto Vasco da Gama (membro dell’Ordine del Cristo) ad esplorare l’Africa e l’India. Già alla fine del regno di Manuel stesso, l’Ordine possedeva 454 commende nelle terre portoghesi e coloniali. Re Manuel (Emanuele), inoltre, predispose estensive migliorie alla sede dell’Ordine a Tomar: egli ordinò l’allargamento della chiesa del convento con l’aggiunta di una nuova e grandiosa navata centrale, il rifacimento del coro e della sacrestia, così come il rifacimento della casa capitolare.

L’Ordine iniziò. Quindi. il proprio processo di secolarizzazione da ordine monastico a ordine statale. Alcuni storici affermano che nel 1522 l’Ordine venne diviso in due rami, di cui uno religioso sottoposto all’autorità del Papa e l’altro civile sottoposto all’autorità del re del Portogallo così come attualmente risultano suddivisi. Il figlio di Re Manuele non ottenne automaticamente i diritti di successione per governare l’Ordine, e dovette pertanto richiederli al Papa Adriano VI che glieli concesse con la bolla “EXIMIAE DEVOTIONIS” (14 aprile 1523) e succedette quindi, nel gran magistero, il figlio Re Giovanni III. Nel 1523 Giovanni III andò a Tomar e tenne un Capitolo dell’Ordine affidando a Fra’ António da Lisbona la responsabilità di intraprendere la riforma dell’Ordine stesso. Lo scopo della riforma era quello di rendere sempre più presente la vita religiosa tra i cavalieri dell’Ordine e i nuovi statuti vennero approvati nel 1529. Frà Antonio ottenne la posizione di Priore e persuase Papa Pio V a concedergli il controllo di tutti i conventi dell’Ordine nel 1567. Questo atto venne aspramente criticato dal Re Sebastiano I il quale, rivolgendosi direttamente al pontefice, ottenne la conferma perlomeno del ruolo di Gran Maestro dell’Ordine e i membri dell’Ordine vennero suddivisi in una classe civile ed in una classe religiosa. Il Gran Priore venne privato del proprio incarico e a tutti i sacerdoti ed i religiosi membri dell’Ordine venne richiesto di prendere residenza conventuale a Tomar, vestendo l’abito e la croce dell’Ordine. Nel 1529 furono approvati nuovi statuti per i quali i Frati (i Cavalieri Professi dell’Ordine) si ridussero al Convento: l’Ordine divenne dunque un ordine regolare. Per le ricezioni dei nuovi Frati, e la dimora dei membri dell’Ordine, Giovanni III ordinò la costruzione del Convento a Tomar. Quindi, dopo trent’anni, nel 1551, dopo la morte del Principe Giorgio (1481-1550), Duca di Coimbra (figlio illegittimo di Re Giovanni II), Gran Maestro degli Ordini di Avis e di San Giacomo, solo Giovanni III del Portogallo, regnante dal 1521 al 1557, riuscì ad ottenere l’”Amministrazione Perpetua” dell’Ordine e degli Ordini Militari, il quale li passò definitivamente alla corona portoghese per merito del Papa Giulio III che pubblicò un’apposita Bolla il 4 gennaio 1551. Tra il 1580 ed il 1640 vi fu un altro rilevante tentativo di riforma dell’Ordine. I nuovi statuti pubblicati dal capitolo a Tomar nel 1619 vennero promulgati da Filippo IV di Spagna nel 1627. Vi si prevedeva, tra l’altro, che le condizioni per l’ammissione all’Ordine fossero la nobiltà di nascita e due anni minimi di servizio in Africa o tre nella flotta portoghese. Questa riforma fece del convento di Tomar, ancora una volta, il quartier generale dell’Ordine. Il sovrano continuava a mantenere la posizione di Gran Maestro dell’Ordine ma, al posto di un priore conventuale, venne ripristinato il Gran Priore.
Nel 1789 la Regina Maria I secolarizzò i tre ordini militari tradizionali: Papa Pio VI (1789) e Maria I del Portogallo (1789) fecero quindi un ulteriore ed ultimo tentativo di riforma. Papa Pio VI, con il Breve del 18 agosto 1789, confermò il Gran Magistero degli Ordini alla corona portoghese e permise alla regina di riformare l’Ordine del Cristo. Dal 1789 i membri dell’Ordine vennero stabiliti in un massimo di 6 Gran Croci, 450 Commendatori ed un numero illimitato di Cavalieri. Potevano esservi ammessi unicamente i cattolici di nobile origine. Tutti gli Ordini militari portoghesi, in quanto ai cavalieri laici, divennero così semplici Ordini di Cavalleria di natura aristocratica. Gli Ordini di Cristo, Aviz e San Giacomo (Santiago) furono poi affidati dal Re Giovanni VI, nel 1821, al Principe Pietro pur sotto la tutela paterna e fino al 1822 quando il figlio in Brasile si proclamò imperatore dopo la dichiarazione d’indipendenza. Da questa data, e fino al 1827, l’Imperatore Pietro I del Brasile (1822-1831) conferì l’Ordine del Cristo, Aviz e San Giacomo, anche se non s’intitolò mai Gran Maestro, ma piuttosto Imperatore del Brasile. Dopo la morte di Re Giovanni VI del Portogallo, Dom Pietro I del Brasile venne riconosciuto come il suo successore dalla corrente liberale. Volendo risolvere la questione del Gran Magistero degli Ordini militari portoghesi in Brasile, Pietro I (IV del Portogallo) chiese al Papa, attraverso l’ambasciatore brasiliano alla Santa Sede, di riconoscere i suoi diritti di Gran Maestro degli Ordini in Brasile, diritti che appartennero un tempo ai re del Portogallo. Questo fu il motivo della pubblicazione della Bolla “Praeclara Portugaliiae Algarbiorumque Regum” del 15 maggio 1827 di Papa Leone XII, con la quale venne creato un ramo brasiliano dell’Ordine di Cristo. Nonostante ciò, la Bolla provocò una grande controversia politica e non venne mai ratificata dal Parlamento Imperiale. Da questo punto si potrebbe dire che gli Ordini Portoghesi cessarono di esistere in quanto tali nell’Impero del Brasile. Nel 1834, dopo la sconfitta del Re Michele del Portogallo nella Guerra Civile, sotto la monarchia costituzionale l’Ordine perse i propri possedimenti. Divenne così una libera associazione e successivamente un Ordine di Merito, il che fece cessare anche tutti privilegi che l’appartenenza allo stesso potevano comportare. Nel 1843, sotto l’Imperatore Dom Pietro II, gli Ordini di Cristo, di Aviz e di San Giacomo furono riconosciuti in Brasile come Ordini Nazionali ed ebbero l’Imperatore come loro Gran Maestro. L’insegna era sostanzialmente la stessa con l’aggiunta della corona Imperiale alla Stella e l’alterazione del fiocco per distinguerla dagli ordini portoghesi con lo stesso nome. Questi ordini brasiliani durarono fino alla loro abolizione da parte della costituzione repubblicana del 1891 che segnò anche la fine dell’Impero del Brasile. In alcuni testi relativi all’Ordine del Cristo si ricorda che le origini pontificie dell’Ordine Militare portoghese di Cristo si basavano sul fatto che, con Bolla del 1319 di fondazione dell’Ordine, il Papa avesse riservato al papato il diritto di creare cavalieri. È tuttavia da chiarire come, nella citata Bolla Papale del 1319, non esista alcuna traccia di tale facoltà pontificia. Infatti, l’ammissione all’Ordine era disciplinata dallo Statuto dell’Ordine stesso ed era soggetta ad un rito speciale, compresa la professione di voti, sotto l’autorità del Gran Maestro. Nonostante ciò, è noto come, almeno nel XVII secolo e forse prima, il Papa avesse creato diversi “cavalieri di Cristo”. Questa pratica, tuttavia, venne fortemente avversata dai monarchi portoghesi. Tra i molti episodi basti ricordare l’incidente che si verificò durante il regno di Giovanni V, e che coinvolse l’architetto italiano Giovanni Niccolò Servandóni (Firenze, 2 maggio 1695 – Parigi, 19 gennaio 1766), che lavorò in Portogallo nel 1745-1746, quale progettista e decoratore per il palazzo e il convento delle Necessidades. Servandoni che, presumibilmente, era stato fatto cavaliere dell’Ordine del Cristo dal Papa nel 1733, portava l’insegna dell’Ordine a Lisbona. Tuttavia, il Re Giovanni V, considerando unica legittima fons honorum il re del Portogallo, proibì a Servandoni di indossare l’insegna e poi lo arrestò. Solo nel 1905 Papa San Pio X creò l’Ordine Supremo di Nostro Signore Gesù Cristo, come il più alto Ordine Pontificio. Con il pontificato di Papa Paolo VI si iniziò a conferirlo solo ai capi di Stato per motivi straordinari. Nel 1910, quando la monarchia portoghese ebbe termine, la repubblica abolì definitivamente tutti gli ordini cavallereschi portoghesi ad eccezione dell’Ordine della Torre e della Spada, anche se molti di questi vennero ripristinati nel 1917 alla fine della Grande Guerra, seppur come onorificenze militari con a capo il Presidente della Repubblica portoghese. L’Ordine, tuttavia, sopravvisse ininterrottamente come ordine dinastico. Attualmente esso prevede la sola classe di Cavaliere. È raramente concesso ed è a numero chiuso: i cavalieri di merito devono professare la religione cattolica. I cavalieri di questo ordine sono tradizionalmente membri della Famiglia Reale, di altre Famiglie Reali Europee e dell’alta aristocrazia. L’insegna dell’Ordine consiste in una croce detta “dell’Ordine del Cristo” smaltata di rosso avente il braccio inferiore più lungo. Sotto il periodo monarchico la classe civile riportava un’insegna simile a quella moderna ma sormontata dal Sacro Cuore di Gesù, mentre quella militare riportava una croce di Malta smaltata di rosso riportante degli scudi ovali con l’emblema del Portogallo su ciascuna delle braccia della croce, il tutto circondato da foglie di palma. Al centro si trovava un medaglione riportante l’insegna dell’Ordine (come nelle insegne concesse oggi). La placca era composta da 22 raggi asimmetrici smaltati per la Gran Croce e per il Grand’Ufficiale, in argento per il Commendatore. Ora, con la classe unica, è utilizzata solo la versione smaltata, rarissimamente sostituita da diamanti per le concessioni in brillanti. Il disco centrale, smaltato in bianco, riporta l’insegna moderna. Il nastro dell’Ordine è completamente rosso. L’attuale Gran Maestro dell’Ordine è SAR Dom Pedro José de Mendoça Bragança e Bourbon, Principe Reale, Duca di Loulé e Capo della Real Casa del Portogallo. Tra i pochissimi italiani insigniti ricordiamo il conte Giuseppe Rizzani ed il dott. Andrea Borella direttore dell’Annuario della Nobiltà Italiana.
Alessandro Mella
