La West Nile circola da 88 anni ma oggi, nel 2025, va terrorizzata la popolazione.
Da moltissimo tempo si parla di una nuova pandemia da tirare fuori all’occasione per soggiogare nuovamente la libertà dei popoli.
Archiviato il Covid-19 si è tirato fuori – senza risultato – il “vaiolo delle scimmie” e, oggi, la “Febbre del West Nile”, un virus diffuso in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America.
La Pagina Ufficiale dell’Istituto Superiore di Sanità scrive: “I serbatoi del virus sono gli uccelli selvatici e le zanzare (più frequentemente del tipo Culex), le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all’uomo”.
Sempre dall’ISS fanno sapere che “La febbre West Nile non si trasmette da persona a persona tramite il contatto con le persone infette. Il virus infetta anche altri mammiferi, soprattutto equini, ma in alcuni casi anche cani, gatti, conigli e altri”.
Nei telegiornali, ogni giorno, ad ogni edizione, si parla dell’aumento di casi, di nuovi decessi, di persone anziane che rimettono l’anima nelle mani del Padre, a seguito della puntura della zanzara, probabilmente del “tipo Culex”.
Perché tanto allarmismo, tanto spargimento di terrore visto che sono proprio i luminari dell’Istituto Superiore di Sanità a dire che “non esiste una terapia specifica per la febbre West Nile”?
La Pagina Nazionale dell’Associazione Politica per la giustizia sociale e l’interesse nazionale “IGNIS – Fuoco Italico” tengono a spiegare perché si parla tanto della zanzara che diffonde il virus “West Nile”.
“E’ lo schema preferito dal Sistema: terrorizzare anche quando non c’è nulla da temere; spostare l’attenzione da crisi reali (sociali, economiche, geopolitiche); tenere la popolazione in uno stato di allerta continua, come in guerra, ma senza via d’uscita”, dicono da “IGNIS”.
Prima che qualcuno pensi di accusare di complottismo e di dietrologie è bene riflettere sul fatto che “se non è il Covid, è il West Nile. Se non è la zanzara, è la variante. Se non è il virus, è il cambiamento climatico”. Smentibile? Forse.
Una cosa, però, tutti la stanno percependo forte e chiara: importante è che l’italiano abbia paura di vivere normalmente. E questo accade perché “sono proprio i media mainstream a campare di allarmismo sistematico”.
Siamo arrivati al punto che i medici ci dicono che per evitare il virus West Nile si devono tenere pantaloni lunghi, maglie a manica lunga, ci si deve cospargere di prodotti repellenti (che troppo bene non fanno) e installare zanzariere in casa.
Il problema è che i medici dimenticano completamente il “colpo di calore”, una condizione patologica reale, non inventata, che “può colpire l’individuo di qualsiasi età” ed è “la conseguenza più grave che può derivare dall’incremento anomalo della temperatura dell’organismo oltre i 40°C”.
In questi giorni, complice l’anticiclone africano, in quasi tutta la Penisola vi sono temperature massime comprese fra i 35 e i 39°C. Come si fa a dire alle persone di mettere pantaloni lunghi e maniche lunghe?
Vogliamo che la gente prenda il “colpo di calore” ed abbia “nausea e vomito, pelle arrossata talora con perdita della capacità di sudorazione, respirazione o battiti cardiaci accelerati, mal di testa, crampi o debolezza muscolare, stato confusionale e, nei casi più gravi, perdita di conoscenza”?
Dinanzi ad una nuova “pseudo-pandemia” – come consigliano gli associati di “IGNIS – Fuoco Italico” – “informiamoci, ma senza abboccare; non servono zanzariere sulle menti, serve buon senso e spirito critico; la paura è lo strumento preferito dal Sistema. L’informazione vera è la nostra zanzariera mentale”.
Come sempre, bisognerà prestare attenzione all’evoluzione della cosa. Teniamo ben presente, però, che “la febbre West Nile è una malattia provocata dal virus della famiglia dei Flaviviridae isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda”.
La zanzara “del tipo Culex” porta a spasso questo virus sin dal 1937. Sono 88 anni che esiste questo virus e che miete qualche decina di vittime ogni anno. Come mai proprio oggi si è deciso di fare questo allarmismo, pressoché ingiustificato?
La storia ci darà contezza di quanto siamo a dire e rivelerà se era il caso – oppure no – di dedicare tanto tempo a terrorizzare la popolazione.
