La Polizia in forza presso la Questura di Ragusa contrasta due distinti episodi di violenza domestica.
Il giornalismo italiano, visti i troppi episodi di violenza domestica, violenza di genere, violenza sulle donne, non può non occuparsi del tema. E’ quanto mai necessario tenere acceso un riflettore sul fenomeno affinché le Istituzioni non abbassino il livello dell’attenzione.
Dalla sede della Questura di Ragusa tengono a raccontare che “gli Agenti della Squadra Mobile hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misura provvisoria della libertà vigilata nei confronti di un 46enne ragusano, resosi responsabile di reiterati maltrattamenti nei confronti della compagna”.

In Italia il Legislatore ha previsto il reato di maltrattamenti in famiglia, articolo 572 del Codice Penale, che “punisce condotte abituali di violenza fisica, psicologica, minacce, ingiurie o privazioni che rendono dolorosa la vita di familiari o conviventi”.
Quando si parla dell’odioso reato di maltrattamenti nei confronti della compagna bisogna parlare del fatto che questi hanno carattere abituale, dunque non si tratta di episodi isolati quanto piuttosto di “atti ripetuti nel tempo che creano un sistema di sopraffazione”.
Il ragusano era già “noto alle Forze dell’Ordine, che aveva tenuto un comportamento violento, in alcune occasioni aveva anche danneggiato beni di proprietà della donna”.
Dalla Questura tengono a far trapelare che “personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Modica ha notificato ad un cittadino tunisino di 45 anni la misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale. Il provvedimento trae origine dalla segnalazione all’Autorità Giudiziaria della condotta violenta posta in essere dall’uomo nei confronti della moglie in presenza dei figli minori”.
Questo tipo di notizie fanno veramente arrabbiare gli italiani onesti e per bene che, in virtù dell’educazione ricevuta, non possono e non vogliono accettare che una donna possa essere trattata in un modo tanto becero e brutale, per di più dinanzi ai propri figli.
Al netto delle informazioni va detto che l’immigrato era stato già “allontanato dalla casa familiare” e gli “è stato imposto il divieto di avvicinamento con l’applicazione del braccialetto elettronico”.
Un plauso va fatto al Questore di Ragusa, Dirigente Superiore della Polizia di Stato Salvatore Fazzino, e al personale che gli è sottoposto. Affrontare questo tipo di reati non è mai semplice ma, soprattutto, richiede una professionalità non scontata.

Non mi stupisce che degli extracomunitari, data la cultura in cui vivono o siano vissuti, si comportino ancora in modo così barbaro con la moglie; ma che un italiano, senza distinzione di latitudine, sia ancora così incivile mi fa sentire sempre più estranea a questo mondo, ad una civiltà che ormai si crede moderna ed evoluta. E non capisco come possa esistere un uomo che non abbia ancora capito ( italiano eh!) che non ha il diritto di fare violenza alla donna che ha sposato! Se non gli va bene, se ne vada!!! Certo la moglie non va dai carabinieri, ma ci dovrebbe andare!!!
Cara Margherita, mentre le femministe fanno sterile propaganda, ci sono migliaia di donne che non vengono rispettate. Lo Stato deve essere assai più coercitivo e repressivo.