Tra storia e leggenda
Volendo indagare sulle origini storiche del Tarocco, troveremo che le fonti storiche più accreditate fanno risalire la comparsa di questo “gioco” tra il XVII e il XVIII secolo.
Nati come svago aristocratico vennero diffusi con l’invenzione della stampa, ma si affermarono come strumento divinatorio nel XVIII secolo, raggiungendo una straordinaria fortuna culturale e simbolica nel Novecento e fino ai giorni nostri.
Contesto Storico: secondo la storia ufficiale non hanno origini egizie o misteriche, ma nascono come passatempo per le corti nobiliari. Il mazzo più antico, il Visconti-Sforza, risale alla metà del Quattrocento.
Dalle corti italiane si diffusero in Francia, dove nel XVII secolo si sviluppò il famoso Tarocco di Marsiglia,Tarot de Marseille, ampiamente studiato e revisionato da Alejandro Jodorowsky.
Jodorowsky è conosciuto dal grande pubblico oltre che per le sue opere cinematografiche, anche per aver ideato una tecnica divinatoria basata sui Tarocchi di Marsiglia detta “Psicomagia”.

Alejandro Jodorowsky è noto anche per aver elaborato una forma d’arte che ha come fine la guarigione, chiamata “Psicomagia“. Come egli stesso ha scritto:
“La Psicomagia consiste nel dare consigli per risolvere problemi, applicando in modo non superstizioso le tecniche della magia. Gli elementi sui quali si fa affidamento sono tutta una serie di atti simbolici che possono essere proposti a una persona. La prima cosa di cui dobbiamo essere coscienti è che, quando una persona ha un problema, bisogna introdurla nel suo problema, affinché ne sia consapevole. È necessario portarla al limite del suo problema, non allontanarla subito, ma metterla di fronte alle sue paure. Dopo aver superato tutto ciò, l’angoscia sparisce e la persona può risalire. Se qualcuno ha paura di qualcosa, bisogna metterlo di fronte a questa paura. Non c’è niente di originale in questo: bisogna mettere la persona di fronte alla sua angoscia. A partire da questo punto, ci sono metodi concreti per aiutarla. Nel caso in cui una persona abbia sofferto per tutta la via, l’unica cosa che si può fare è lasciarla morire e farla rinascere un’altra volta. Questo avviene per via metaforica, per esempio cambiandole il nome e facendole un nuovo biglietto da visita”. [Psicomagia, 1999].
Alla fine del XVIII secolo i tarocchi vennero associati alla cabala e ad altre tradizioni, come quelle magico-religiose egiziane. I Tarocchi iniziano a chiamarsi Arcani e compaiono carte come le figure di sfingi e lettere ebraiche.
Dal Gioco alla Divinazione, dalla Divinazione alle Interpretazioni esoteriche.
Siamo verso la fine del XVIII secolo, in Francia. Grazie agli studi di Etteila, Papus ed Eliphas Levi i tarocchi iniziarono a essere interpretati esotericamente, teorizzandone un’origine egizia che si avvalse di antichissime simbologie.
Quello che ora mi propongo di sottoporre ai Lettori è una analisi inedita di quello che potrebbe essere uno studio esoterico sulle Lame del Tarocco, prendendo spunto dagli interventi dei numerosi studiosi che dal IX secolo ad oggi hanno cercato di riproporre le indiscutibili relazioni con le antiche simbologie iniziatiche.
Partiamo dalla struttura basilare di un mazzo di Tarocchi italiani o napoletani:
10 carte numeriche, dall’asso al 10.
4 Figure, Re, Regina, Fante e Cavaliere.
Quindi 14×4 o 56 Arcani Minori.
22 Lame o Arcani Maggiori
Il numero totale di carte è quindi di 78 elementi.
Per comprendere lo schema logico che sottintende a questa struttura dovremo tirare il ballo alcuni simboli ermetici per applicare al mazzo di carte uno specifico significato.
Nulla di casuale, nessuna altra possibilità che possa essere così calzante come quella dei simboli che ora andremo ad analizzare.
Domandiamoci perché siano state scelte le 4 figure del Re, Regina, Fante e Cavaliere?
Per trovare una risposta dovremo prendere in prestito dalla Cabbala il sacro nome di Yavé. Nel contesto cabalistico ebraico il termine è composto da 4 lettere: Yod, prima Hé, Vav, seconda Hé.
Se alle quattro lettere associamo i quattro simboli delle quattro figure degli Arcani minori otterremo una prima interpretazione: Bastoni, Coppe, Spade e Denari.
Yod-Bastoni, 1° Hé-Coppe, Vav-Spade e 2° Hé-Denari.
Per semplice analogia assoceremo ai simboli degli Arcani minori i quattro Elementi dell’Ermetismo:
Bastoni-Fuoco, il bastone prende fuoco ed è un simbolo fallico maschile.
Coppe-Acqua, la coppa contiene acqua ed è un simbolo di ricezione femminile.
Spade-Aria, la spada fende l’aria e nasce dalla introduzione sessuale del Bastone nella Coppa.
Denari-Terra, i denari sono un simbolo di materialità come la Terra. La grafica ci ricorda che una moneta può essere costituita da 2 coppe sovrapposte a creare un cerchio. Le due coppe si originano da una prima coppa (primo Hé) che si raddoppia algebricamente e che rovesciata (secondo Hé) costituisce i denari.
Il disegno sottostante rappresenta questa ipotesi.

I numeri 10 e 22, sono riferiti: il 10 ai primi valori delle carte che vanno dall’Uno (Asso) al Dieci, si ritrovano in un noto simbolo cabalistico chiamato “Albero Sephirotico”.
Albero Sephirotico o Albero della Vita è composto da 10 sfere chiamate Sefirot (plurale di Sefirah), collegate tra loro da 22 sentieri (imm. a destra)
Le Sefirot rappresentano emanazioni divine, cioè modi in cui l’energia divina si manifesta.

Spesso l’Albero della vita viene collegato a:
- i Tarocchi (22 sentieri = 22 Arcani Maggiori)
- l’alfabeto ebraico
- gli elementi (come nel tuo schema Bastoni, Coppe, Spade, Denari)
- il Tetragrammaton (Yod-He-Vav-He)
Come si vede il 4, il 10 e il 22 sono numeri particolari che si relazionano simbolicamente tra di loro per regalare una immagine più concreta e comprensibile allo schema del Tarocco.
Inoltre il 4 e il 10 sono anche messi in relazione con un altro antichissimo simbolo pitagorico: la Sacra Tetractys.
I primi 4 numeri se sommati danno il valore 10: 1+2+3+4 = 10.
1 → origine, unità (il principio divino)
- 2 → dualità (maschile/femminile, luce/ombra)
- 3 → armonia, relazione
- 4 → struttura, materia
Il 10 rappresenta la perfezione cosmica

La Tetractys è:
- una mappa dell’universo
- un simbolo di ordine e armonia
- la struttura nascosta della realtà
I pitagorici giuravano:
“Per colui che ha trasmesso alla nostra anima la Tetractys…”
I Tarocchi non sono solo questo, quello che avete letto è solo una matrice della simbologia esoterica che governa il Sistema-Tarocco.
Abbiamo visto che il Sistema del Tarocco è organizzato secondo complessi schemi simbolici che considerano i numeri 4, 10 e 22 come gli organizzatori logici di tutte le 78 Lame. Ma non finisce qui, in un prossimo articolo, analizzando gli Arcani maggiori, raccontando il significato gnostico di un viaggio eterno che partendo dall’Uno, attraverserà l’intera Manifestazione… per reintegrarsi nuovamente nell’Uno…

quand’ero in ospedale, in Francia, mi ricordo di una simpatica, anziana signora che riuniva intorno al tavolo l’interesse di molti pazienti e ci raccontava, anzi, direi che ci spiegava di queste e di altre cose. In Francia erano molto più legati ai tarocchi, al loro significato e anche al gioco stesso che era nella quotidianità. Io ci capivo poco, da noi non si usava né uno né l’altro, però in questo articolo ritrovo molti ricordi all’indietro!
Grazie 🤩
Generalmente si tende a sottovalutare l’importanza dei tarocchi. In realtà vi sono studi culturali profondi, in ambito storico, filosofico,psicologico, artistico, simbolico e cromatologico. Molti artisti come Salvador Dali , si sono sbizzarriti attraverso creazioni personalizzate, e ancora oggi, i dipinti sono valorizzati da artisti contemporanei. Non tralasciamo le rappresentazioni tramite gli Arazzi, e non di meno, attraverso l’Arts and Crafts che unisce quella miscellanea tra il
sentore estetico, il simbolismo e la creatività maestosa artigianale. Complimenti a Giancarlo che sta sviluppando un tema difficile da trattare, ampio nel contesto specifico, ma pregno di fascino ancora oggi. Grazie.