Il 25 aprile non sia la solita giornata di retorica senza verità.

Sulla Pagina Facebook “Associazione vittime della resistenza”, realtà sociale che parla della “Verità sugli omicidi, le fosse comuni, le foibe, l’eliminazione fisica del possibile nemico di una dittatura di stampo sovietico”, è comparso un interessantissimo scritto sul libro di Paola Giovetti dal titolo “Beato Rolando Rivi – Seminarista martire testimone di Gesù”.
La coraggiosa scrittrice, conscia di attirarsi le ire di partigiani e associazioni di sinistra, ha scritto: “Nel tragico periodo precedente la fine del secondo conflitto mondiale, Rolando Rivi, un ragazzo di San Valentino (Castellarano, Reggio Emilia), buono e intelligente, di famiglia contadina, seminarista quattordicenne dalla vocazione precoce, reo unicamente di vestire l’abito sacerdotale e di manifestare con fierezza la sua appartenenza a Gesù e alla Chiesa, viene barbaramente percosso e ucciso in odio alla fede da partigiani comunisti”.
Poche righe che la Giovetti pone in quarta di copertina del suo libro, edito da “San Paolo”, che aprono le conoscenze dei giovani a cui è stato insegnato che “i partigiani hanno fatto solo cose buone”.
Stupidaggini immonde insegnate da una scuola, da sempre, in mano alla Sinistra che – senza merito alcuno – si sente la detentrice della “questione morale” di berlingueriana memoria.
Il Vaticano, sotto Jorge Mario Bergoglio, il 5 ottobre 2013 ha beatificato Rolando Rivi riconoscendo il suo “martirio in odium fidei”. Scelta coraggiosa e pregna di significato.
La Sede della Cristianità universale ha stabilito che i partigiani comunisti hanno odiato Rolando Rivi in quanto Cattolico. Parole che non possono essere chiuse in un cassetto e dimenticate.
In vista del 25aprile, Anniversario della “liberazione” d’Italia, è bene ricordare che durante il periodo che ha preceduto la Repubblica Italiana, molte sono state le “vittime della resistenza”.

Per questo è importante rammentare la storia di Rolando Rivi che Paola Giovetti definisce “esemplare e commovente”.
Tra un “Bella Ciao” e un “Governo fascista”, il 25 aprile ci si ricordi che le mani di molti partigiani hanno grondato litri di sangue, il più delle volte sangue di vittime innocenti che avevano una sola colpa: non volersi piegare all’ideologia comunista e sovietica.
L’immagine di copertina è stata realizzata con Microsoft Copilot AI.
