Torino, mediante la Città della Salute e della Scienza, investe nell’innovazione per sconfiggere il tumore al fegato.

Quando si parla di sanità pubblica spesso si spendono critiche senza eguali. Difficilmente, invece, si parla di quando la sanità pubblica è eccellenza, a servizio del paziente, vicino a chi si trova nella sofferenza.
In questi giorni si è appreso che “alle Molinette arriva una nuova tecnologia che aiuta i medici a curare alcuni tumori del fegato in modo più preciso e sicuro, senza ricorrere alla chirurgia tradizionale”.
Torino, ancora una volta, si conferma città della salute e dell’attenzione alla cura di quanti sono nella sofferenza e nella malattia.
Dall’Azienda Ospedaliera Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino tengono a spiegare che presso il Dipartimento di Radiodiagnostica e Radiologia Interventistica è stato introdotto un “software innovativo basato su intelligenza artificiale, chiamato Ablation-Fit (RAW Srl), che serve a verificare subito se un tumore è stato trattato in maniera completa”.
Il Direttore Generale dell’Ospedale Molinette, Livio Tranchida, ha dichiarato: “Oltre al singolo caso clinico, è fondamentale puntare ad uno standard qualitativo elevato e costante per tutti i pazienti. L’installazione di questo software rappresenta una prova concreta di questo impegno e di come l’intelligenza artificiale possa avere un impatto reale nella pratica clinica quotidiana”.
Parole intelligenti ed interessanti che sottolineano come la Regione Piemonte sta lavorando bene sul fronte della sanità pubblica.
Si poteva fare di più? Si può sempre fare di più ma questo è un gran bel passo che la sanità alla portata di tutti ha compiuto per essere più efficace, eccellente, performante.

Diffondiamo le notizie sulle tante e meritate glorie della Medicina Piemontese, frutto di impegno,studio e abnegazione
Caro Francesco, in Consiglio Regionale del Piemonte c’è Giulia Marro che attacca l’Assessorato alla Sanità ad ogni seduta.
La piccola dilettante di “Possibile” non sa che in Piemonte abbiamo liste d’attesa lunghe perché siamo pieni di liguri e meridionali che salgono in Piemonte per trovare medicina di eccellenza.