Piero Bretto
Dal 1981 ha eseguito oltre 10.000 trapianti di rene. Rigore scientifico, generosità ed empatia erano le sue doti.
La notizia della dipartita del dottor Bretto si è sparsa come un baleno tra gli amici, i colleghi e i tanti che hanno ricevuto la restitutio in integrum, in seguito ai 10.000 trapianti di rene che lo hanno visto indiscusso protagonista in tanti anni di attività.
Per lui la chirurgia dei trapianti era una mission e non soltanto la professione nella quale eccelleva. Dopo la laurea brillantemente conseguita all’Università di Torino, si specializza in Chirurgia d’Urgenza e in Angiologia e Chirurgia vascolare.
La sua formazione spazia a livello internazionale, prima nel 1973 con uno stage in Chirurgia presso il Memorial Hospital – Houston Texas, poi nel 1975 con una borsa di Studio presso la New-York University per Corso E.C.F.M.G. (Esame di Stato americano per riconoscimento Laurea in Medicina e Chirurgia conseguita in Paesi Stranieri).
Al ritorno dagli Stati Uniti frequenta il Reparto di Chirurgia Vascolare alle Molinette di Torino, dove effettua il Tirocinio pratico in Chirurgia Vascolare e viene assunto in qualità di Assistente nel 1977. E nel 1980 il suo maestro, il professor Ferrero che stimava le sue potenzialità e intuendo l’importanza di introdurre anche a Torino, la chirurgia dei trapianti, lo manda a Oxford per seguire uno stage presso quell’Università dove apprende le tecniche di prelievo e trapianto renale dal Prof. Peter Morris.
Nel 1981 partecipa al primo trapianto renale eseguito a Torino presso l’Ospedale Molinette e l’anno successivo ha uno stage presso l’Università di Manchester per ulteriori approfondimenti sui trapianti renale.
Qui a Torino, Bretto agiva in un contesto di “numeri primi”, con i nefrologhi Antonio Vercellone, Giuseppe Piccoli, Beppe Segoloni e altri. In èquipe con urologi e anestesisti che seguivano passo passo le varie fasi della trapiantistica, con scienza e umanità. Il salvare vite umane, nel ruolo non facile di Pionieri, rappresentava per loro un “Must”.
L’approccio del paziente con il dottor Bretto significava acquisire una carica di sicurezza e di fiducia, indispensabile per sottoporsi a un trapianto d’organo, perché prima ancora di essere un clinico affermato, Piero Bretto era una Persona che sapeva trasferire la sua empatia e dietro al suo aspetto imponente e professionale mostrava solidarietà e comprensione verso coloro che, senza poter ricorrere al trapianto, sarebbero stati costretti a sottoporsi al calvario della dialisi per tutta la vita.
Ma l’uomo di scienza non si è limitato al trapianto da cadavere. Nel 1999 introduce la tecnica dei doppi Trapianti Renali per l’uso di reni da donatori marginali. L’anno successivo è presso il John Hopkins Hospital e University Hospital Baltimora U.S.A. per apprendere la tecnica di prelievo laparoscopico nei Trapianti Renali da Vivente, che viene applicata a Torino a partire dal 2001.
Dal 2001 al 2016 è Responsabile Trapianti Renali Pediatrici all’O.I.R.M. Sant’Anna di Torino. La sua già spiccata umanità, si dimostrò nella sua pienezza, quando si accingeva ai trapianti pediatrici e, parlando con coloro che ebbero il privilegio della sua amicizia, appariva radioso quando era risuscito a assicurare un percorso di vita normale a un bambino.
Dopo aver trascorso notti in camera operatoria (Il primato delle Molinette lo ha portato con la sua équipe a eseguire più trapianti in sequenza), non era raro che partisse per adempiere a missioni umanitarie per operare bambini che in zone di guerra, in Paesi lontani, rischiavano la vita.
Il 25 marzo scorso, alle Molinette, Bretto ha ricevuta la targa per i 10.000 trapianti celebrati nella sua carriera, associato agli altri giganti della chirurgia piemontese che si sono prodigati per superare le frontiere della trapiantistica di organi, principalmente cuore, fegato e polmoni. Grazie alla loro dedizione e professionalità, il Piemonte si colloca tra i Primati europei nel salvare vite umane, in seguito ai trapianti di organo.
Piero Bretto era un grande! Ha saputo conquistarsi un largo retaggio di affetto che si rileva in modo particolare in questi giorni. Era orgoglioso e ci teneva moltissimo alla sua famiglia; la moglie Giuliana nefrologa affermata e Direttore della Nefrologia e Dialisi dell’AslTo3, la figlia Elisabetta che pur giovane medico è già protesa verso traguardi internazionali nel campo della ricerca clinica e della medicina.
Quanti lo hanno stimato e voluto bene, avranno modo di salutarlo domani, martedì 9 dicembre alle 10,15 alla Parrocchia Sacro Cuore di Gesù in via Nizza, 56 a Torino, ove si svolgeranno i funerali.
Ciao Piero, non riesco ancora a capacitarmi, nel non ricevere i tuoi quesiti mattutini stringenti sul destino della nostra città, sulle curiosità storiche, per conoscere, in anteprima quello che un cronista scorge, ma per vari motivi non trasferisce in un articolo. Per Lui tutto rivestiva interesse, curiosità e talvolta lezione di vita.

Descrizione perfetta, il mio Piero era proprio così, era tutto questo, ha lasciato un vuoto incolmabile ma anche ricordi meravigliosi che rimarranno in eterno non solo in me ma in tutti coloro che hanno avuto la fortuna di incrociarlo nella loro vita ed il privilegio di conoscerlo
Con tanto Amore Giuliana Tognarelli Bretto con la nostra adorata Elisabetta
Ho avuto il privilegio di conoscerlo e non potro’ mai dimenticare il suo approccio schietto e la simpatia che generava. Dovrebbe rappresentare un esempio x i medici che, attratti dalla medicina informatizzata, tendono a sorvolare sull’incontro umano con il paziente. Grazie Piero