La Banca di Piacenza dedica una mostra e un libro, curato da Antonio Iommelli ai quattrocento anni dell’inaugurazione dei due simboli della città
La mostra “Piacenza e i suoi cavalli. Francesco Mochi e il genio equestre 1625-2025”, che si chiusa recentemente, veniva accompagnata da un catalogo (Foto copertina) curato da Antonio Iommelli che era anche il
curatore dell’evento espositivo, commemorava, e vuole commemorare il 400° anniversario dei monumenti equestri di Ranuccio e Alessandro Farnese, simboli iconici della città. In mostra, e riportati nel catalogo. erano esposti calchi e bronzi in miniatura provenienti da collezione private, offrendo una visione approfondita dell’arte barocca del XVII secolo.
”In questo volume trovate, scrive nella prefazione Giuseppe Nenna, presidente Banca Piacenza – a cura di Antonio Iommelli, un’analisi approfondita dell’opera di Francesco Mochi, al cui genio, è stata dedicata la mostra di Natale della Banca di Piacenza , conclusasi qualche settimana fa, celebrando così, colui che ha ideato e realizzato i maestosi monumenti equestri che adornano la piazza principale della nostra città, che prese il nome proprio dai cavalli dedicati a Ranuccio e Alessandro Farnese.
Francesco Mochi, scultore italiano nato a Montevarchi, in provincia di Arezzo nel 1580 formatosi a Firenze con il pittore manierista Santi di Tito, Francesco Mochi passò alla bottega di Camillo Mariani. I suoi principali modelli furono i grandi scultori attivi a Firenze nel Rinascimento, come Donatello, Michelangelo e Giambologna. Il suo primo capolavoro fu l’Annunciazione per il Duomo di Orvieto. Nel 1612 si trasferì a Piacenza dove realizzò i due monumenti
equestri per Ranuccio ed Alessandro Farnese per la piazza principale della città, oggi giorno nota come Piazza dei cavalli proprio per la presenza delle due sculture.
Dal 1629 ritornò a Roma e completò la splendida statua, iniziata in gioventù della Santa Marta per la Cappella Barberini in Sant’Andrea della Valle. Nel 1634 realizzò il bellissimo Battesimo di Cristo, nato per San Giovanni dei Fiorentini, ma mai collocatovi, fu in seguito posto su Ponte Milvio( oggi conservato a Palazzo Braschi ). La Santa Veronica per uno dei pilastri della cupola di San Pietro in Vaticano, viene considerato il suo capolavoro della vecchiaia. Francesco Mochi si spegne nel 1654 a Roma.
“Questa mostra e questo testo, pensato come strumento divulgativo a disposizione dei visitatori, non intendono , tuttavia, afferma Antonio Iommelli , curatore – limitarsi alla sola celebrazione di due monumenti emblematici. Vogliono celebrare la figura di Mochi nel suo profondo legame con Piacenza, un invito a riscoprire sia i due bronzi equestri, sia Mochi come un autentico figlio di Piacenza”. Peccato che la mostra è durata solo poche settimane.
Descrizione immagini:
Foto copertina cataloghino
Foto 1 Francesco Mochi “Piacenza che si inchina alle virtù di ranuccio Farnese, bronzo, 1625-29. Piacenza, Piazza Cavalli
Foto 2 Francesco Mochi “La proprietà di Piacenza sotto il governo di Ranuccio Farnese, bronzo 1625-29, Piacenza, Piazza Cavalli
Le immagini che documentano il testo sono state tratte dal libro
“Piacenza. E i suoi cavalli. Francesco Mochi e il genio equestre 1625-2025”, curato da Antonio Iommelli, 61pp. ill. Banca di Piacenza, 2025 Piacenza, s.i.p.
