Una mostra al Museo Civico di Bologna, curata dalla professoressa Vera Fortunati, per riscoprire un pittore attivo tra in Cinquecento e il Seicento, autore di dipinti a soggetto religioso. Oltre trenta opere tra dipinti, disegni e monumentali pale d’altare per celebrare la pittura di Bartolomeo Cesi
Il Museo Civico Medievale di Bologna ospita fino al 22 febbraio 2026 la mostra “Bartolomeo Cesi (1556-1629).
Pittura del silenzio nell’età dei Carracci”, curata dalla professoressa Vera Fortunati. La prima monografia dedicata al pittore bolognese, figura di rilievo dell’età della Controriforma, che lo vede come protagonista della pittura sacra attraverso la sua poetica del silenzio. Oltre trenta opere, tra pale d’altare, disegni e dipinti restaurati raccontano un linguaggio sospeso e contemplativo in dialogo con l’innovazione dei Carracci. Un percorso diffuso tra Museo Civico Medievale e altri luoghi cittadini invita a riscoprire la dimensione spirituale e introspettiva dell’arte di Cesi. Il progetto espositivo è accompagnato da uno splendido volume,edito da Silvana Editoriale, e curato sempre dalla professoressa Vera Fortunati.
Il volume non ha solo il taglio di un catalogo, ma offre sia al visitatore che al cultore, punti di interpretazione e chiave di lettura dell’artista pittore bolognese attivo tra il
Cinquecento e il Seicento, molto noto negli ambienti accademici ma ancora poco conosciuto al grande pubblico. Questa pubblicazione, oltre al ricco apparato iconografico, contiene anche contributi scientifici curati da: Stefano Ottani, Daniela Benati, Vera Fortunati, Alessandro Zacchi, Angela Ghirardi, Angelo Mazza, Michele Danieli, Flavia Cristalli, Ilaria Bianchi, Mark Gregory D’Apuzzo, Mirella Cavalli, Valeria Rubbi, Antonella Mampieri, Emanuela Fiori, Caterina Pascale Guidotti Magnani, Stefania Biancani, Giovanni Giannelli e Federica Restani e Patrizia Moro.
Autore principalmente di opere di soggetto religioso, destinate a restare all’interno delle
mura di chiese e conventi, Bartolomeo Cesi operò in diretta concorrenza con i coevi Agostino, Ludovico e Annibale Carracci, dai quali seppe distinguersi per la costruzione di un vocabolario espressivo originale fatto di figure immobili e solenni, ritmate da colori squillanti e collocate in paesaggi solitari in cui prevalgono effetti di sublimato naturalismo: una pittura alternativa a quella radicalmente innovativa dei Carracci, tesa allo studio diretto del naturale e del vivo, che sarebbe risultata vincente tra quelle offerte dal panorama artistico bolognese del tempo. Come ad anticipare la pittura di Guido Re
ni, tutta volta alla ricerca di un bello ideale non esperibile nella sfera del reale, la sua opera spinge lo spettatore verso una dimensione sovrasensibile di assorta e silenziosa contemplazione.
L’ esposizione si concentra sul periodo più felice della lunga carriera di questo artista colto e raffinato, negli anni in cui si impegnò in un dialogo solitario e coraggioso con le novità della produzione carraccesca tra il 1585 e il 1597 circa. Attraverso un percorso di visita articolato in oltre trenta opere – tra dipinti, disegni e monumentali pale d’altare – vengono affrontati i temi salienti della sua poetica e i generi pittorici con cui si affermò come protagonista di grande rile
vanza nella vivace geografia artistica e culturale di Bologna nel suo tempo. L’evoluzione stilistica della sua identità, oscillante tra ascendenze manieristiche e momenti di apertura al naturalismo carraccesco, sempre in equilibrio con un rigore compositivo e tonale aderente ai dettami dell’ideologia cattolica post-tridentina, viene approfondita nella successione di cinque nuclei tematici: la formazione, i ritratti, idisegni, le pale d’altare e i cicli decorativi presso le Certose.
La mostra si apre con il racconto della formazione dell’artista negli anni Settanta del Cinquecento, durante la stagione di rinnovamento spirituale e figurativo inaugurata dalla Chiesa contro
riformata, a cui partecipa anche la città di Bologna sottol’influenza del pontificato di papa Gregorio XIII, il bolognese Ugo Boncompagni,l e dell’azione pastorale del cardinale Gabriele Paleotti. Il volume, che accompagna il progetto, intende riscoprire la pittura immaginifica di Bartolomeo Cesi, pittore bolognese capace di assimilare, sublimandolo, l’innovativo naturalismo dei Carracci e allo stesso tempo di inoltrarsi nello spazio insondabile e silenzioso dell’Assoluto mistico. Un’arte sacra che, nascendo nel clima composito della riforma cattolica, sembra anticipare l’ardente universo spirituale di Zurbarán. Tele che hanno richies
to una lunga gestazione affidata a straordinarie provegrafiche, custodite in numerose collezioni pubbliche e private. Cesi è anche un singolare ritrattista che fissa i protagonisti assorti in silenzi introspettivi, quasi a svelare il mistero di un interiore raccoglimento. Presentiamo al lettore il sommario degli argomenti trattati nel volume.
Sommario:
Stefano Ottani”Se chiudi gli occhi per pregare, vedi un Cesi, Bartolomeo Cesi, prototipo dell’arte riformata”;
Daniele Benati “Per il percorso iniziale di Bartolomeo Cesi”
Vera Fortunati “Bartolomeo Cesi “vero poeta conventuale” nell’età dei Carracci”
Alessandro Zacchi “Bartolomeo Cesi: i disegni. Frammenti sparsi in un eloquente silen
zio”
Angela Ghirardi “Ancora per Bartolomeo Cesi ritrattista dello spirito”
Angelo Mazza “Bartolomeo Cesi e l’affresco”
Michele Danieli”La tarda attività 1598-1629”
Flavia Cristalli “ Bartolomeo Cesi e Guido Reni a confronto: storia di un rapporto artistico e nuove prospettive”
Ilaria Bianchi “nella sede dello Studium bolognese; il ciclo mariano di Santa Maria dei Bulgari”
Mark Gregory D’Apuzzo” “Severa come in un’ora solenne di gelido inverno”:L’Adorazione dei Magi di Bartolomeo Cesi in San Domenico a Bologna
Mirella Cavalli “ Bartolomeo Cesi nella Pinacoteca nazionale di Bologna: un breve viaggio tra i dipinti esposti”
Valeria Rubbi”La cultura architettonica di Bartolomeo Cesi”
Antonella Mampieri”La certosa di Bologna e Bartolomeo Cesi”
Emanuela Fiori “I restauri nella cappella maggiore di san Girolamo della Certosa. Conferme e scoperte”
Caterina Pascale GuidottiMagnani “Bartolomeo Cesi e la gloriosa gara nella cappella del Santissimo Rosario in San Domenico a Bologna”
Stefania Biancani “Una fonte per Bartolomeo Cesi: Rinaldo Corso e la censura del nudo”
Giovanni Giannelli ,Federica Restiani “Il restauro del capolavo di Bartolomeo Cesi: la pala della cappella Paleotti nella chiesa bolognese di San Giacomo”
Patrizia Moro “I restauri della Trinità e la Vergine adorate dai santi Bernardino da Siena e Sebastiano e di San Benedetto seduto”
Le opere sono catalogate in cinque sezioni
I sezione “Le arti a Bologna negli anni di Gabriele Paleotti e Gregorio XIII
II sezione i disegni
III I ritratti
IV “Cesi e l’esordio dei Carracci:il periodo più felice della sua originale creatività (1585-1597 circa)
V “la tarda attività”
Il volume si chiude con una nutrita bibliografia.
Descrizione delle immagini:
Foto copertina catalogo
Foto 1 Ludovico Carracci”San Vincenzo martire in adorazione della Vergine col Bambino sulle nubi”, 1580-1582, olio su tela, 154x102cm, Bologna, quadreria di Palazzo Magnani, UniCredit Art Collection
Foto 2 Bartolomeo Cesi “La Trinità e la Vergine adorante dai santi Bernardino da Siena e Sebastiano”, 1583-1585, oli su tela, 246x146cm Bologna, IRCCS – azienda Ospedaliero – Universitaria di Bologna – Policlinico di Sant’Orsola
Foto 3 Bartolomeo Cesi “San Benedetto ascolta la celeste armonia”,1588-1590circa, olio su tela,290x186cm Bologna chiesa di San Procolo
Foto 4 Bartolomeo Cesi “ Madonna col Bambino in gloria e i santi Benedetto, Giovanni Battista e Francesco”, 1590circa, olio su tela,288x191cm, Bologna, chiesa di san Giacomo Maggiore, proprietà del fondo edifici di culto del Ministero dell’Interno
Foto 5 Bartolomeo Cesi “Gesù Cristo consegna le chiavi a san Pietro”, 1595circa olio su tela, 207x147cm Milano, collezione Koelliker, courtesy, BKV Fine Art
Foto 6 Bartolomeo Cesi “sacra Famiglia con i santi Caterina d’Alessandria, Anna e Francesco”, 1595circa olio su rame,40×30,5cm Bologna,collezione privata già Fondantico di Tiziana Sassoli
Foto 7 Bartolomeo Cesi “Incontro di Cristo flagellato e incoronato di spine con la Madre, Giovanni evangelista e le pie donne”, 1602-1603 circa, olio su tela, 190x186cm Bologna, chiesa di santa maria della Misericordia
Foto 8 Bartolomeo Cesi “san Francesco in preghiera”, 1607, olio su tela, 188x111cm Frati Minori cappuccini dell’Emilia Romagna
Le immagini che documentano il testo sono tratte dal catalogo della mostra:
“Bartolomeo Cesi 1556-1629. Pittura del silenzio nell’età dei Carracci”, a cura di Vera Fortunati,pp.247 ill. col. Silvana Editoriale , Cinisello Balsamo, 2025,€32.00.
