L’impermanenza: consapevolezza, connessione e amore. Il racconto di Kipewa
Nella vita capita di incontrare persone incredibili. In questo momento in cui l’umanesimo e il sentore intimo di amor-bellezza del vivere in un meraviglioso Pianeta, sfugge tra le dita del pensiero, deturpato dai nuovi pupazzi del Male, non si spengono le voci e le luci degli animi lucidi e puri.
Gabriele Di Costanzo, non per caso “Kipewa” è un poliedrico portatore di amorevole appartenenza che un giorno incontrai certamente non per caso e ultimamente, dopo aver discusso dell’anima, di queste ed altre cose, mi ha risposto con un racconto che vale la pena sorseggiare con cura. C’è bisogno dell’impermanenza ed altro adesso…
Tra le tante cose, Kipewa ha recepito le dottrine tantriche del Trulkhor tibetano e l’impermanenza è il principio buddhista secondo cui tutti i fenomeni (materiali e mentali) sono transitori, in mutamento e privi di un’essenza permanente.
Accettare che nulla resta per sempre libera dall’attaccamento alle cose e modera la paura, permettendo di vivere in libertà, pienezza e cognizione del presente.
Gabriele scrive racconti come questo: buona lettura.
Il pianto dell’Impermanenza”
C’era una volta un mondo fatto di emozioni e parole, dove ogni concetto aveva un volto, un cuore, una storia. In questo mondo vivevano cinque anime uniche: Connessione, Vibrazioni, Rispetto, Impermanenza e Amore
Connessione
Era una giovane donna dagli occhi profondi, in cui si riflettevano tutti gli altri. Aveva il dono di vedere i fili invisibili che univano le persone: sguardi, gesti, silenzi, persino distanze. Ovunque andasse, costruiva ponti tra anime ferite e anime antiche.
Vibrazioni
Vibrazioni era un musicista errante, fatto di onde e sensazioni. Parlava poco, ma le sue note arrivavano dritte al cuore. Ogni suono che produceva era un linguaggio intimo, capace di scuotere anche le rocce più dure. Era amico della musica, e la sua anima danzava al ritmo dell’universo.
Rispetto
Era un vecchio saggio, dai modi lenti e misurati. Ogni parola che pronunciava aveva il peso dell’oro e la leggerezza della verità. Non cercava di cambiare gli altri, li accoglieva per ciò che erano. Aveva cura di ogni dettaglio, di ogni spazio, di ogni parola di ogni gesto di ogni confine
Impermanenza
Impermanenza era una creatura misteriosa, bellissima e triste. Cambiava forma ogni giorno: ora era un bambino che ride, ora una foglia che cade, ora un addio sotto la pioggia. Tutti avevano paura di lei, ma lei non faceva altro che ricordare una cosa: nulla dura per sempre, ma tutto vale la pena di essere vissuto.
Amore
E poi c’era Amore. Giovane e antica, forte e fragile, silenziosa e urlante. Aveva cicatrici ovunque, che adornavano il suo corpo come pieghe di seta, gli occhi brillavano di una luce intensa. Cercava gli altri uno ad uno, bussava ai loro cuori, e quando veniva accolta… trasformava tutto
Un giorno, in un villaggio, Impermanenza giunse a cavallo,
Un cavallo mezzo alba e mezzo tramonto spinto da un vento turbolento e portò via le certezze, gli abbracci, le promesse. Le case si svuotarono, i cuori si chiusero, e ognuno si ritirò nel proprio dolore.
Connessione non riusciva più a trovare i fili.
Vibrazioni non vibrava Cercando i tasti.
Rispetto restava in silenzio, immobile osservando il cambiamento.
E Amore… sembrava scomparsa.
Ma in quella quiete spezzata, Connessione si mise a cercare. E uno alla volta, raggiunse gli altri.
Toccò la spalla di Vibrazioni, e le sue dita risvegliarono un suono melodico e coinvolgente.
Guardò negli occhi Rispetto, e lui annuì con la complicità di un bambino e abbracciò Impermanenza, senza paura, e lei pianse per la prima volta.
Solo allora, come per incanto con passi leggeri Amore tornò.
Non gridò, Non parlò Non pretese. Si sedette accanto a tutti loro, tenne loro le mani e disse:
“Nulla dura per sempre. Ma finché siamo qui, io posso renderlo eterno.
E così fu.
Nel fluire del tempo, nella musica che risorge, nel silenzio che accoglie, nella connessione che ricuce,
Amore si espanse
E tutto il villaggio balla con l’impermanenza
La comprende e l ‘ama.
E io osservatore, scrivo la loro storia con amore verso l’amore consapevole che…
L’ amore può tutto
Tutto può l ‘Amore adesso.
Gabriele Kipewa ha una certa età ed il cuore appena nato, medita immerso nella neve. Maestro & allievo che fu, divulga, coinvolge, piace alla gente, scolpisce, dipinge, scrive, suona il sax, vola in parapendio, si sposta con la moto, nuota sotto il ghiaccio, cammina sui carboni ardenti ed è molto simpatico.
Il nostro Kipewa soffre per i mali sulla Grande Madre Terra, ma vive in modo sorridente e naturale, e dal profondo di un animo-spirito connesso con l’essenza del Mondo, anziché lasciarsi travolgere dalle crudeltà presenti, oggi mi-ci regala una perla di Impermanenza, e connessioni d’amore. Marsicano da Sanremo che, fu pellerossa in una vita un po’ più in là, Gabriele potrebbe sorprendere ogni lettore se solo sapesse anche il resto… Un grazie, per ora può bastare?

Grazie Caro Carlo fratello di colori e pensieri.
Spettacolare e commovente, dove ognuno può trovare un pezzo di se e del suo mondo…….grande grazie
Una piacevole stupenda descrizione dell’essere della consapevolezza del vivere le sensazioni più profonde di questa meravigliosa vita
Un uomo poliedrico che racconta la sua vita e le sue esperienze con magia e sentimento…
Grande spunto di riflessione dopo avere interiorizzato in silenzio.
Un mio claim è;
Respira rifletti agisci amati
Grazie del tuo feedback
Intenso , penetrante proprio come quando AMORE c’è.
Mi sono piacevolmente sorpresa perché qui Amore è raccontata al femminile (donna), mentre io , donna, avevo pensato maschile (uomo). Grande veramente grande
Grazie di cuore Rita per le tue parole. Mi fa davvero piacere che il testo ti abbia trasmesso questa intensità. È bello anche il tuo punto di vista su Amore: il fatto che possa essere percepito sia al femminile che al maschile forse dice proprio quanto sia universale.
bellissimo racconto, profondo ed emozionante. Grazie
Grazie a te
Grazie Elisabetta Grazie di cuore per queste parole. Sapere che una storia riesce a far risuonare qualcosa di personale in chi la legge è la soddisfazione più grande per chi scrive.
…sono così abituata alla durezza della vita che ,leggere questo emozionante racconto, in un certo senso mi ha ridato , per un momento, quel calore che mi manca da tanto.- E’ bellissimo, grazie Kipewa……………
Grazie a Te di cuore per queste parole. Sapere che il mio racconto ti ha regalato anche solo per un momento un po’ di quel calore che ti manca significa davvero tanto per me. È uno dei motivi per cui scrivo. kipewa Un abbraccio.
Questo racconto ha una struttura classica ma trabocca di filosofia orientale mentre il suo autore ha scelto un nome nativo americano… si può dire che nelle tue parole c’è tutto il mondo. Grazie Kipewa