Settimo Torinese non ha voluto – e non vuole – intitolare nulla a Sergio Ramelli.
Il 22 marzo 2023, tanto per rammentare quanto la nostra Testata si è sempre battuta contro le ingiustizie legate alla memoria, scrivevamo: “Settimo Torinese discuterà una mozione per intitolare un luogo pubblico a Sergio Ramelli”.
La mozione venne discussa durante una seduta del Consiglio Comunale, il 29 marzo 2023, dopo un pressing accalorato portato avanti dall’allora Consigliere Comunale di “Per l’Italia con Paragone”, Antonio Borrini.
Borrini, giovane e brillante amministratore locale, presentò una mozione così titolata: “Richiesta di intitolazione di una via/piazza/giardino della Città di Settimo Torinese alla memoria di Sergio Ramelli e a tutte le vittime dell’odio politico”.
Una richiesta di assoluto buon senso, una proposta che serve a pacificare un clima assai rovente, nonostante siano passati 51 anni dai fatti che riguardano Sergio Ramelli e la sua tristissima storia.

E’ necessario riassumere brevemente la storia: “Il 13 marzo del 1975, Ramelli, un giovane appena maggiorenne, di ritorno a casa in via Amedeo a Milano, fu assalito e ucciso a colpi di Hazet 36 da un gruppo di circa dieci persone riconducibili all’area più estrema dell’antagonismo dell’epoca. Il 29 aprile dello stesso anno, dopo 48 giorni di agonia trascorsi nel reparto di Neurochirurgia del Policlinico di Milano, Sergio Ramelli morì”.
Ne parliamo il primo maggio, Festa dei Lavoratori, visto che si è visto – anche oggi – l’odio e il livore di cui la Sinistra è capace.
Abbiamo ascoltato l’assurdo slogan, gridato dai “compagni” dei giorni nostri, secondo cui “Il primo maggio non è una ricorrenza, ora e sempre resistenza”. Slogan trito, ritrito, scevro dal buon senso, retorico, francamente inascoltabile.
Dal 29 aprile 2026 sentiamo le peggiori asserzioni sulla presenza di centinaia di persone che, a Milano, hanno onorato la memoria di Sergio Ramelli, alzando il braccio e urlando “Presente!”. Per la centomillesima volta abbiamo sentito parlare di “rievocazione fascista”, “tentativo di riabilitare il Fascismo”, “apologia di Fascismo”, …
Le solite amenità che la Sinistra, priva di argomenti, snocciola dal 1948.
Abbiamo sentito Antonio Borrini sul tema ed egli ci ha detto che “ogni città dovrebbe avere un luogo dedicato alla memoria di Sergio Ramelli, ucciso nel nome dell’antifascismo militante”.
E’ sempre il giovane ex-Consigliere Comunale a dirci: “Non mi stupisce che Settimo Torinese non abbia un luogo intitolato alla figura di Sergio Ramelli. Del resto stiamo ancora aspettando l’intitolazione di un luogo della nostra città a Norma Cossetto”.

Dispiace dover dire che nei comuni amministrati dalla Sinistra – specialmente dal “Partito Democratico” – c’è una sincera allergia alla memoria storica di quanti sono stati uccisi da mano sinistra, comunista, socialista, anarchica.
Il mondo dell’informazione – a differenza di quanto fa la Sinistra, e nel caso specie il Sindaco di Settimo Torinese, Elena Piastra, “Partito Democratico” – deve onorare la storia delle vittime dell’odio politico.

L’intitolazione di una via/piazza/giardino di Settimo Torinese a Sergio Ramelli sarebbe stato un atto dall’alto valore simbolico, per dare alle giovani generazioni una lezione di democrazia, tolleranza del pensiero e garanzia di libertà.
Non aver accolto la mozione del 2023, presentata da Antonio Borrini, ha fatto perdere un’occasione al Comune di Settimo Torinese per risultare scevro da ideologia, disposto alla pacificazione storica.
Peccato. Il PD non perde occasione per dimostrare la sua ottusa visione della storia.
L’immagine di copertina è stata generata con Microsoft Copilot AI.
