La notizia è del 15 settembre 2026, (Il 13 settembre 2026 Zelensky ha firmato il decreto che applica le sanzioni contro Mendel e altre nove persone) l’Ucraina ha imposto a Iuliia Mendel, ex portavoce di Volodymyr Zelensky, sanzioni personali della durata di 10 anni, pochi mesi dopo la sua intervista a Tucker Carlson.
Le misure comprendono congelamento dei beni, restrizioni sui movimenti di capitale e sulle operazioni commerciali. Nel caso di Mendel è stato inoltre limitato, dall’interno dell’Ucraina, l’accesso ai suoi profili Facebook, Instagram e X.
Mendel sostiene che il provvedimento sia una ritorsione per l’intervista a Tucker Carlson, nella quale aveva attaccato duramente Zelensky e sostenuto, tra l’altro, che il presidente fosse un ostacolo alla pace. Ha definito le sanzioni contro cittadini ucraini «anticostituzionali».
La motivazione ufficiale: diffusione di disinformazione e propaganda russa e sostegno alla politica aggressiva della Russia. Tuttavia, la sequenza degli eventi rende l’intervista un elemento centrale della vicenda.
Cosa disse Mendel a Tucker Carlson
Nell’intervista del maggio 2026, Mendel fece diverse accuse molto pesanti contro Zelensky e il suo entourage:
- I negoziati di Istanbul del 2022. Sostenne che la delegazione ucraina fosse pronta ad accettare le richieste russe per porre fine alla guerra e che Zelensky avrebbe personalmente accettato di rinunciare al Donbas. Disse di basarsi su conversazioni con persone coinvolte nei negoziati.
- Accuse di corruzione e riciclaggio. Accusò Zelensky di essere coinvolto in operazioni finanziarie illecite e di utilizzare il potere per interessi personali.
- Uso di droghe. Fece anche affermazioni secondo cui Zelensky avrebbe fatto uso di droghe e frequentato locali notturni. Zelensky le nega.
- Andrii Yermak. L’ex capo dell’Ufficio del presidente venne descritto da Mendel come una persona «molto pericolosa». Arrivò inoltre ad affermare che Yermak praticasse rituali magici, comprese visite ai cimiteri e l’uso della cosiddetta “acqua morta”.
- Accusa politica di fondo: secondo Mendel, Zelensky starebbe utilizzando la guerra e la mobilitazione anche per mantenere il proprio potere e reprimere chi chiede una soluzione negoziata.
La domanda che ci poniamo è quanto spazio rimanga al dissenso politico e alla libertà di espressione in Ucraina durante la guerra, e se l’uso dello strumento delle sanzioni sia proporzionato in questo caso.
Aggiornamento del 16 settembre 2026.
L’Europa che professa libertà e democrazia ha proibito all’ex portavoce di Zelensky (con la colpa di aver denunciato la corruzione in atto in Ucraina), di entrare al parlamento europeo e fare un discorso precedentemente organizzato.
Dichiarazione su X di Iuliia Mendel: “On the day of my speech, I was barred from entering the European Parliament. I directly attribute this to Zelenskyy’s sanctions. But the speech will go ahead anyway, because I know that I represent a huge segment of society that longs for peace and wants to be heard”.
(Il giorno del mio discorso, mi è stato impedito di entrare al Parlamento europeo. Attribuisco questo fatto direttamente alle sanzioni di Zelensky. Tuttavia, il discorso si terrà comunque, perché so di rappresentare una vasta parte della società che anela alla pace e vuole essere ascoltata).

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