Il ministro Giorgetti: “Ce l’abbiamo fatta: noi l’abbiamo approvata, altri Paesi in Europa no”
Preceduta dalle consuete proteste ordite dalla CGIL sulle piazze e dalle opposizioni in Parlamento, è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 301 del 30 dicembre 2025, Supplemento ordinario n. 42/L, la Legge di Bilancio 2026 recante il Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028, approvata dalla Camera in via definitiva nella seduta del 30 dicembre 2025, con 216 voti a favore, 126 contrari e 3 astenuti.
Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, difende la legge di Bilancio 2026 da 22 miliardi di euro e parla di manovra improntata alla prudenza e che dovrebbe portare l’Italia ad uscire dalla procedura di deficit eccessivo già nel 2026, con un anno di anticipo rispetto all’obiettivo concordato con Bruxelles. “Ce l’abbiamo fatta: noi l’abbiamo approvata, altri Paesi in Europa no”, dice Giorgetti respingendo le accuse delle opposizioni, secondo cui aiuta “aiuta i ricchi”. Anzi, il ministro rivendica di aver fatto tutto il possibile – anzi, l’impossibile – su contratti e salari.
Resta il nodo pensioni, anche se Giorgetti apre a un possibile nuovo stop sull’aumento dell’età per lasciare il lavoro: nel corso del 2026, “se le cose continueranno ad andare bene sui conti pubblici come fino ad oggi, cercheremo di ridurre quel mese in più che partirebbe dal 2027”.
È una manovra che guarda al futuro, varata da un governo stabile. Il dato più esplicito ci porta allo spread che all’inizio del Governo Meloni era di 225 punti, mentre a fine 2025 ha chiuso a 66 punti, con una valutazione positiva delle agenzie di rating dopo 23 anni di valutazioni negative. Uscire in anticipo dalla procedura di infrazione comporta una posizione di vantaggio nei negoziati economici europei e una maggiore libertà di utilizzazione delle risorse pubbliche nei settori chiave della vita del Paese.
Si aggiunga che si è consolidato il record storico di occupazione maschile e femminile, con particolare incremento di quella a tempo indeterminato.
Entrando nel merito della manovra, quali sono le misure fondamentali previste a misura del cittadino?
-Riduzione della seconda aliquota dell’IRPEF, con lo scaglione tra 28 e 50mila euro – che passa dal 35% al 33%. La riduzione sarà sterilizzata solo per i redditi superiori a 200.000 euro.
-Regime fiscale agevolato su rinnovi contrattuali (5% sugli aumenti per redditi fino a 33mila euro), premi di produttività, lavoro festivo/notturno e trattamento accessorio.
-È confermata per il 2026 la disciplina in merito al bonus ristrutturazione sulla prima casa al 50% e al 36% dalla seconda in poi e il bonus mobili fino a 5mila euro.
-Cambia la normativa sugli affitti brevi. Dal terzo immobile scatta l’attività di impresa (prima dal quinto).
Confermato l’innalzamento a 35mila euro della soglia di redditi da lavoro dipendente o da pensione che permette di beneficiare della cosiddetta flat tax al 15 per cento sui redditi autonomi.
Raddoppiano le aliquote dell’imposta sulle transazioni finanziarie a partire dal 2026 (cosiddetta Tobin tax).
Contrariamente a quanto affermato dagli sciacalli dell’opposizione, al fine di favorire l’accesso a determinate prestazioni agevolate si introduce una revisione della disciplina per il calcolo dell’ISEE. In particolare, viene innalzata da 52.500 a 91.500 euro la soglia del valore della prima casa esclusa dal calcolo ISEE (tetto innalzato fino a 120mila euro per i nuclei residenti nelle città metropolitane).
Per il 2026, rispetto al 2025, viene rafforzato il bonus mamme, che passa da 40 a 60 euro mensili a favore delle lavoratrici con almeno due figli e reddito fino a 40mila euro. Potenziati anche il congedo parentale e il congedo per malattia dei figli minori.
Le famiglie con ISEE fino a 30mila euro potranno inoltre beneficiare del bonus libri comunale per l’acquisto di libri scolastici per le scuole superiori e di un contributo fino a 1.500 euro per chi sceglie le scuole paritarie (medie e primo biennio superiori).
Rifinanziata per gli anni 2026 e 2027 la “Carta dedicata a te”, un contributo di 500 euro per le famiglie con ISEE non superiore a 15mila euro per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità.
Viene inoltre istituito il fondo per il sostegno abitativo dei genitori separati e divorziati con una dotazione di 20 milioni a decorrere dal 2026 e un fondo per il sostegno del caregiver familiare (1,15 milioni per il 2026).
Viene altresì sterilizzato l’aumento di tre mesi dell’età pensionabile, a partire dal 2027, per i lavoratori impegnati in attività usuranti e gravose. Classificazione che dovrebbe doverosamente essere ampliata includendo gli addetti alle attività sanitarie.
Per le restanti categorie di lavoratori l’aumento sarà di un solo mese nel 2027 e di due mesi nel 2028. Per il personale militare delle forze armate, inclusi carabinieri, guardia di finanza, polizia e vigili del fuoco è previsto dal 1° gennaio 2028 – oltre all’aumento che scatterà per tutti – l’incremento di un mese per il 2028, di un ulteriore mese per il 2029 e di un ulteriore mese a decorrere dal 2030 dei requisiti per il pensionamento.
Previsto l’incremento di 20 euro al mese per le pensioni dei soggetti in condizioni disagiate.
Prorogata l’APE sociale con riferimento a determinate fattispecie. Estesa la platea delle aziende che dovranno conferire il TFR al fondo INPS: anche i datori di lavoro che raggiungono i 50 dipendenti negli anni successivi a quello di inizio attività, ad esclusione, per gli anni 2026 e 2027, dei datori di lavoro per i quali la media annuale (del relativo anno precedente) sia inferiore a 60 lavoratori dipendenti, saranno obbligati a versare al fondo INPS le quote di TFR non destinate alla previdenza complementare. Dal 2032 l’obbligo sarà esteso alle aziende da 40 dipendenti. Inoltre, dal 1° luglio 2026, scatta l’adesione automatica alla previdenza complementare per i neoassunti del settore privato, se non esprimono la propria scelta entro 60 giorni dall’assunzione.
Anche il comparto della Sanità, nonostante le ristrettezze del bilancio, ottiene doverose attenzioni. Ai rifinanziamenti previsti l’anno scorso dalla legge di bilancio, pari a oltre 5 miliardi per il 2026, a 5,7 miliardi per il 2027 e a quasi 7 miliardi per il 2028, si aggiungono 2,4 miliardi di euro per il 2026 e 2,65 miliardi a decorrere dal 2027. Una parte di tali risorse sarà destinata a nuove assunzioni e al miglioramento dei trattamenti in favore del personale sanitario. La principale scommessa del governo resta comunque quella dell’abbattimento delle liste d’attesa nella sanità. Per farlo, accanto all’immissione già prevista di un migliaio di medici e di 5mila infermieri, è necessario controllare che il tempo dedicato dai sanitari all’attività privata nelle strutture pubbliche sia ridotto rispetto alla loro funzione principale.
Per quanto concerne le imprese, viene introdotto, su un orizzonte triennale, il regime di iperammortamento per gli investimenti in beni strumentali funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale delle imprese effettuati tra il 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Istituito anche un fondo, con una dotazione di 1,3 miliardi di euro, volto a incrementare le risorse a disposizione per il credito d’imposta a favore delle imprese per gli investimenti effettuati secondo il modello “Industria 4.0”; finanziato il credito d’imposta nella Zona economica speciale unica (ZES unica Mezzogiorno), il credito d’imposta per le imprese che operano o si insediano nelle Zone logistiche semplificate (ZLS). Rifinanziati anche i contratti di sviluppo e la misura agevolativa “Nuova Sabatini” per il sostegno agli investimenti in beni strumentali da parte di micro, piccole e medie imprese.
Burocrazia e giustizia sono tra gli elementi essenziali per rendere competitivo un Paese e qui si potrà valutare l’impegno effettivo del governo.
La legge di Bilancio 2026 introduce interventi di rilievo per il settore giustizia, con un duplice obiettivo:
- efficienza dei procedimenti,
- rafforzamento delle strutture amministrative.
L’articolo 36-bis interviene sulla giustizia tributaria, in particolare proroga gli incarichi per una specifica platea di giudici tributari e la rideterminazione dei compensi del Consiglio di presidenza, in coerenza con il recente riordino del settore; allo stato, il Dossier conferma la collocazione della norma mentre i dettagli finanziari non risultano quantificati nel materiale consultato.
In ambito organizzativo, l’articolo 60‑bis rafforza la capacità amministrativa del Ministero della giustizia: prevede stabilizzazioni del personale assunto per l’attuazione del PNRR (Uffici per il processo), nuove facoltà assunzionali e misure sul collocamento fuori ruolo dei magistrati. (Importi non indicati nei Dossier provvisori).
In ottica di legalità sostanziale, l’articolo 134‑bis istituisce il Fondo per la promozione delle iniziative di contrasto alla criminalità organizzata con dotazione stabile pari a 500.000 euro annui, destinata a attività di formazione, sensibilizzazione ed educazione alla legalità.
Al contempo, è incrementato di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027 il Fondo per le pari opportunità, con una quota vincolata ai centri di riabilitazione per uomini maltrattanti, consolidando l’approccio preventivo al contrasto della violenza di genere.
A vantaggio delle famiglie viene prorogata al 31 dicembre 2026 la sterilizzazione di plastic e sugar tax.
La soglia esentasse dei buoni pasto elettronici per i dipendenti passa da 8 euro a 10 euro. Viene introdotto un contributo di 2 euro su tutte le spedizioni di valore inferiore a 150 euro provenienti da paesi extra UE.
Nelle fasi preparatorie alla Legge di Bilancio un grosso sforzo contributivo è stato chiesto dal governo a banche e assicurazioni.
Per gli istituti di credito è previsto un aumento di due punti percentuali dell’IRAP per tre anni, con una franchigia di 90 mila euro nel 2027 e 2028, lo slittamento delle DTA (imposte differite attive) e la possibilità di distribuire le riserve da extraprofitti con il pagamento di un contributo straordinario. Viene inoltre ridotta la deducibilità sulle perdite pregresse ed eccedenze ACE: per il 2026 la percentuale scende dal 43% al 35%, mentre per il 2027 passa dal 54% al 42%. Infine, la deducibilità degli interessi passivi è prevista nei limiti del 96% per il 2026, del 97% per il 2027, del 98% per il 2028 e del 99% per il 2029.
L’aumento dell’IRAP, da cui sono escluse SIM, SGR, SICAV e holding industriali, si applica anche alle assicurazioni. Previsto inoltre per le assicurazioni il versamento di un acconto pari all’85% del contributo sul premio delle assicurazioni dei veicoli e dei natanti dovuto per l’anno precedente.
Vengono introdotti interventi di pacificazione fiscale rivolti ai contribuenti per i carichi affidati all’agente della riscossione fino al 31 dicembre 2023. Questi ultimi potranno essere definiti in una unica soluzione oppure pagati in 9 anni, in 54 rate bimestrali uguali. La misura è rivolta ai contribuenti che hanno presentato la dichiarazione, ma hanno omesso il pagamento. Vi è la possibilità di aderire alla misura anche per gli enti locali
La materia pensionistica, tallone d’Achille di ogni governo sin dai tempi della riforma Dini (legge 8 agosto 1995, n. 335 (“Riforma del sistema pensionistico obbligatorio e complementare“) e successive , dalla presentazione del disegno di legge da parte del Governo, ha scatenato le proteste non solo delle opposizioni, ma anche dalle Lega che in sede di discussione, ha addirittura presentato un Ordine del giorno per impegnare il Governo a valutare il blocco dell’aumento dei requisiti pensionistici dal 2027 compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica. Da un sondaggio realizzato da YouGov, invece, emerge che la maggior parte degli europei ritiene che sarà sempre più difficile accedere alla pensione e per questo si dice contraria a riforme che puntino a innalzare i requisiti di accesso o tagliare gli assegni, ma anche a scaricare sui giovani, tramite un aumento delle tasse, i costi del sistema. Riguardo gli italiani, secondo il sondaggio, il 73% di loro ritiene che le pensioni siano di importo troppo basso e il 65% che il sistema previdenziale presto, tra circa 10-20 anni, non sarà più sostenibile.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha voluto ricordare che con la manovra il Governo ha ridotto l’aumento dei requisiti pensionistici in base all’aspettativa di vita che avrebbe dovuto essere di tre mesi dal 2027, spalmandolo in due tranche (un mese dal 2027 e altri due mesi dal 2028). Si vedrà l’anno prossimo, come chiesto anche dall’Ordine del giorno della Lega già citato e approvato, se ci saranno le risorse per cancellarlo del tutto. Le opposizioni, tuttavia, hanno criticato quest’ordine del giorno.
I requisiti pensionistici costituiscono un tema da sempre caldo e decisivo per la stabilità delle maggioranze. Il governo dovrebbe, da un lato inserire misure vincolanti, affinché tutti i nuovi assunti siano assoggettati alla contribuzione pensionistica, disponendo altresì controlli serrati e onerosi per i datori di lavoro inadempienti. L’altro rimedio consisterebbe nel disboscare la palude di leggi e leggine che anche attraverso le regioni, per attirare il consenso, concedono contributi a pioggia per categorie e circostanze che nulla hanno a che vedere con la crescita del Paese e il benessere sociale, spostando i fondi a copertura dei ritardi nell’adeguamento dei requisiti pensionistici.

Civico20News
Francesco Rossa
Editorialista
