Quali alternative al governo Lecornu?
Nonostante le baruffe delle opposizioni il Parlamento italiano ha approvato la Legge Finanziaria entro il 2025, con la reazione positiva della Borsa. Così iniziamo in tranquillità il 2026.
Situazione diametralmente opposta in Francia ove la vita travagliata del governo Lecornu segna un’ulteriore battuta di arresto.
Secondo accreditati annalisti, costerà undici miliardi di euro all’economia francese la mancata approvazione della legge finanziaria. Il governo Lecornu ha fallito nel suo principale obiettivo, cosa non sorprendente considerata la complessa situazione politica del Paese. Del resto, anche il 2024 si era chiuso senza approvazione della legge finanziaria. In Francia sta diventando un’infausta consuetudine.
Unico obiettivo raggiunto, in una sorta di compromesso al ribasso, dall’esecutivo Lecornu il sì del parlamento ad una legge speciale destinata a garantire il funzionamento dei servizi pubblici. Scongiurata una paralisi della macchina amministrativa francese, la mancata approvazione della finanziaria ha comunque un impatto negativo molto pesante sul sistema Paese: bloccati, in particolare, nuovi investimenti e progetti, l’assunzione di oltre 1.500 dipendenti funzionari del ministero della Giustizia, le iniziative per la decarbonizzazione del sistema produttivo.
A dispetto dell’orientamento interventista del guerrafondaio presidente Macron sfumerà, con tutta probabilità, anche buona parte degli investimenti per il comparto difesa, stimati nel corso del 2025 in circa 6.7 miliardi di euro. Ritardi e mancati investimenti che, stando ad uno studio del ministero dei Conti Pubblici, potranno costare fino ad undici miliardi di euro alla Francia. Un dato in linea con quello del 2024, quando la mancata approvazione della legge finanziaria portò ad un conto di ben dodici miliardi di euro per l’intero sistema Paese.
Il primo ministro Sebastien Lecornu punta ad uscire da questa pericolosa situazione di stallo nel corso del mese di gennaio, puntando ad un accordo tra le diverse forze politiche che possa portare all’approvazione della manovra entro le prime settimane dell’anno. «Prendersi il tempo di costruire un buon bilancio – ha detto Lecornu – in una democrazia come la Francia non è una debolezza». Quale sarà il prezzo che Macron dovrà pagare?
Non sarà una debolezza, ma di certo resta un traguardo difficile da raggiungere, considerato che il governo si regge su una “non sfiducia” più che sul consenso di una coalizione di maggioranza. Il mese scorso solo un accordo raggiunto in extremis con il partito socialista ha consentito di sbloccare le risorse necessarie per il finanziamento della Previdenza Sociale. In cambio i socialisti hanno ottenuto il congelamento della riforma delle pensioni, uno dei punti più controversi del programma di riduzione della spesa portato avanti nel tentativo di contenere il deficit accumulato negli anni.
