Da sempre, pur in presenza di conflitti sanguinosi, la linea della diplomazia è rimasta aperta, portando risultati, se non eclatanti, tali da poter poi ridurre peso e durata dei conflitti.
Nel caso della guerra Russia- Ucraina, che dura ormai da troppi anni, ci siamo sempre chiesti come mai, anche i tentativi mediatori annunciati e autorevoli, siano poi tutti miseramente falliti.
Il Professor Daniele Marchetti ci fornisce una sconcertante testimonianza pro veritate. È grave quel che viene affermato, ma non ci stupisce più di tanto. Continuiamo a non capire come nonostante questa e forse altre testimonianze, i governi dei Paesi europei continuino a dissanguarsi senza mettere il presidente dell’Ucraina di fronte alle sue gravi responsabilità.
Conflitto Russia-Ucraina: Zuppi smaschera Zelensky
“È alquanto strano, per non dire bizzarro, che nessuno abbia colto la gravità delle parole di S.E. il Cardinale Matteo Maria Zuppi, già emissario di pace a Kiev per il Santo Padre Francesco, pronunciate nel docufilm di Ezio Mauro “Francesco, cronache di un papato” recentemente trasmesso da La7 e disponibile in rete (dunque verificabile).
Alla precisa e secca domanda posta dal conduttore: “Lei [Cardinale Zuppi ndr] è stato inviato dal Papa in Ucraina durante la guerra, quale era il suo mandato e cosa è riuscito ad ottenere? “, il Cardinale risponde altrettanto chiaramente “Quando andammo dal Presidente Zelensky ci disse che non servivano mediazioni, che non serviva un dialogo. Ci ha chiesto aiuti sull’umanitario: la situazione dei bambini e lo scambio dei prigionieri, lo scambio delle salme. Tutto quello che riguardava l’umanitario. “
Una risposta disarmante, che avrebbe dovuto far saltare sulla sedia i cancellieri di mezza Europa. Una risposta che ovviamente non fa in alcun modo venire meno le atroci e vili colpe della Russia e del suo condottiero Vladimir Putin, ma che innegabilmente inchiodano il Presidente ucraino alle proprie responsabilità smentendo clamorosamente una narrazione che domina il campo da lunghi anni.
La vulgata per la quale la volontà di pace manca solo sul versante russo è quindi smontata e fatta a pezzi dalle parole sommesse (nel più tipico stile -per così dire- zuppiano) ma fortissime ed autorevolissime del Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.
“Non serve un dialogo “e “Non vogliamo mediatori “: queste sono le frasi che dovrebbero essere portate sul tavolo dei volenterosi per una pregnante presa di coscienza della realtà nella consapevolezza di come la pace non sia nell’agenda -purtroppo- di nessuno: né dei due contendenti, ma forse neppure dei tanti primi ministri europei o più in generale occidentali, pronti ad inviare truppe.
Senza “volere”, “cercare” e “lavorare” per un dialogo anche mettendo in campo una difesa armata energica e strategica, nessuna pace, nessuna concordia sarà mai possibile mentre sarà pressoché inevitabile ogni tipo di nefandezza, ogni bestialità; sinonimi vivi di guerra che è -come gridava Francesco- una pazzia!
Quella che per l’Ucraina era e doveva rimanere secondo il pronunciamento di tanti Parlamenti europei una lotta di difesa dall’aggressore; una battaglia di resistenza e di libertà per l’intero popolo ucraino e, persino, l’intera Europa è divenuto -con le armi fornite dall’occidente- un confronto armato da vincere e basta!
Un salto di qualità che rischia di svilire ogni sforzo diplomatico ed ogni tentativo di fermare una distruzione ed un massacro di cui oggi -sia detto con rispetto ma chiaramente- portano la responsabilità all’unisono i due zar: quello russo e quello ucraino.”
Daniele Marchetti
