Quando la prevaricazione di un Potere sugli altri definisce lo stato politico di un Paese
La democrazia si basa sull’equilibrio tra i diversi poteri dello Stato: “Tutto sarebbe perduto se lo stesso uomo, o lo stesso corpo di maggiorenti, o di nobili, o di popolo, esercitasse questi tre poteri: quello di fare le leggi, quello di eseguire le decisioni pubbliche, e quello di giudicare i delitti o le controversie dei privati. Perché non si possa abusare del potere, bisogna che, per la disposizione delle cose, il potere freni il potere”.
C. L. de S. Montesquieu, De l’esprit des lois, Libro XI, 174
Da quando nel secondo dopoguerra è stata abolita la monarchia, l’Italia è una Repubblica Democratica rappresentativa nella forma parlamentare, rappresentativa del Popolo Italiano attraverso il Parlamento a due Camere, Senato e Camera dei Deputati. E come dovrebbe essere in ogni autentica democrazia liberale i poteri dello Stato sono distribuiti tra varie istituzioni, onde evitare che concentrazioni di potere nelle stesse mani sfocino prima o poi in una dittatura oligarchica. Il Presidente della Repubblica rappresenta invece la massima autorità dello Stato e ‘dovendo essere super partes ed imparziale’ (vedi il nostro che ha graziato il personaggio televisivo Minetti ma non il gioielliere Roggero) dovrebbe rappresentare l’unità dello Stato.
La più alta legge italiana è la Costituzione che determina e regola tali poteri che sono fondamentalmente tre: il potere legislativo, il potere esecutivo e il potere giudiziario. Il potere legislativo è di competenza del Parlamento che ha il compito di proporre, discutere, promulgare e modificare le leggi italiane. Il potere esecutivo è di competenza del Governo, ed è il potere di applicare le norme delle leggi e di governare il paese. Il potere giudiziario ha il compito di controllare l’applicazione delle leggi e di punire coloro che non le rispettano, nel tentativo di realizzare la massima giustizia ed equità possibili.
La separazione dei tre poteri fondanti la struttura di uno Stato democratico, affidati a tre organi distinti, rappresenta la forma di tutela maggiore del popolo da eventuali derive autoritarie. Ma tra i tre, l’unico potere espressione reale della volontà del popolo è e resta il Parlamento, che purtroppo oggi ha meno influenza rispetto al Governo e alla Magistratura, composti da nominati per lo più lontani dai bisogni dei cittadini.
La decretazione d’urgenza (D.L.) e speciale (D.lgs) di competenza del Governo fa si che il Parlamento intervenga solo a ‘cose fatte e come sono state fatte’, e molto spesso è costretto ad accettare sic et simpliciter ciò che il Governo ha decretato e imposto con il voto di fiducia, facendo così passare provvedimenti che perseguono più gli interessi dei partiti e delle lobby finanziarie che quelli dei cittadini.
I tre organi sono dunque autonomi l’uno dall’altro nell’esercizio delle loro funzioni istituzionali e non possono arrogarsi il potere di esercitare la funzione l’uno dell’altro. Ma mentre a livello istituzionale il Parlamento e il Governo si controllano a vicenda attraverso il sistema della fiducia e dei veti incrociati, mantenendo in tal modo la dialettica e l’equilibrio democratico, la Magistratura che ha il compito di giudicare tutti, compresi gli altri due poteri statali, è totalmente indipendente da essi, è ingiudicabile, incontrollabile e pienamente autonoma nel proprio agire.
Queste informazioni giuridiche che uno studente di Giurisprudenza studia sin dal primo anno, dovrebbero essere alla portata di ogni cittadino, i quali dovrebbero partecipare così alla realizzazione della democrazia non solo votando i propri rappresentanti parlamentari ma anche partecipando attraverso le proprie opinioni e azioni alla vita politica del paese.
Sappiamo però che il popolo fino a poco prima della psicopandemia ha sempre e solo delegato alla classe politica, i partiti, i propri poteri e il proprio benessere, convinto che essa perseguisse quello scopo istituzionale da sempre. Solo dopo aver dolorosamente constatato che con ‘tachipirina e vigile attesa’ i politici non hanno ricercano la realizzazione del massimo bene dei cittadini ma solo la tutela degli interessi delle lobby farmaceutiche, dalle quali sono stati lautamente finanziati, una parte di cittadini hanno iniziato a rimboccarsi le maniche e a pretendere di controllare l’operato dei loro rappresentanti.
Il potere giurisdizionale della Magistratura sui cittadini, sul Governo e il Parlamento, sulle leggi così come sugli atti amministrativi è totale, e per i loro eventuali errori o decisioni ideologiche e politiche non possono essere fermati, non possono essere a loro volta giudicati, e non sono soggetti a risarcire i danni procurati.
La Corte Costituzionale per le leggi, la Corte di Cassazione per la legittimità nelle controversie tra privati e il Consiglio di Stato sul fronte amministrativo sono i tre organi giurisdizionali della Magistratura, con i massimi poteri ed emettono decisioni e pareri non più contestabili o modificabili. Anche l’organo di autogoverno della Magistratura, il Consiglio Superiore della Magistratura è indipendente da ogni altro potere e da ogni controllo, persino da quello del Ministero della Giustizia.
“La Magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere”, così recita il primo comma dell’art. 104 della Costituzione Italiana, che declina l’autonomia decisionale dei magistrati, dal singolo Giudice di Tribunale alle Corti su richiamate, per garantire l’assenza di ingerenze e contaminazioni politiche nei loro giudizi. Peccato però che sin dagli anni ‘90 le ingerenze ideologiche e partitiche nella Magistratura si siano concretizzate, e non perché provenienti dagli ambienti esterni, ma perché si è radicalizzata nell’ambito di essa una visione politica e ideologica di sinistra (Magistratura Rossa).
Si parla da anni e anche attualmente, a fronte delle sentenze emesse, di una forma di prevaricazione decisionale della Magistratura che colpisce non solo gli altri poteri dello Stato ma anche intere categorie di cittadini; prevaricazione che deriva dal senso di onnipotenza e di impunità totale maturata dalla categoria dei Magistrati. L’invasione di campo da parte dei Giudici degli ambiti di competenza degli altri poteri istituzionali è ormai lapalissiana e dilagante, e determina i giudizi per conflitto di attribuzione tra diversi poteri dello Stato che ai sensi dell’art.134 della Costituzione devono essere risolti dalla Corte Costituzionale; che, evidentemente, non essendo super partes li risolve sempre a favore della Magistratura.
Quanti Magistrati vediamo narcisisticamente apparire in TV a rilasciare interviste, impegnati in battaglie ideologiche a suon di sentenze, che ricercano fama e carriera. Adesso per loro come per altre categorie è alla moda l’epoca del politicamente corretto, del buonismo peloso e inclusivo tipico dell’ideologia woke, per fortuna già in declino.
Questa tendenza si appalesò con il ‘colpo di Stato giudiziario’ che la Magistratura sferrò con l’inchiesta ‘Mani pulite’, aperta nel 1992. Venne si denunciato il sistema corruttivo dei partiti politici ma venne anche azzerata l’intera classe politica (nipote dei padri della Costituente) dei partiti della Democrazia Cristiana e del Partito Socialista, mentre vennero risparmiati i vertici del Partito Democratico di Sinistra, i cui misfatti vennero fuori negli anni successivi. Si buttò il bambino insieme all’acqua sporca, così com’era stato programmato. Il vuoto dirigenziale dei partiti venne colmato dal potere politico assunto dalla Magistratura, che alterò drasticamente l’equilibrio tra i poteri dello Stato. A distanza di decenni in molti sostengono che in quegli anni la Magistratura fece un uso politico sia delle leggi che della giustizia.
Da allora a quell’exploit ne sono seguiti altri fino ai giorni nostri, attraverso i quali constatiamo come la Magistratura abbia preso il controllo politico del paese. D’altra parte la classe politica succeduta a quella della Prima Repubblica è senza fede e competenze, è litigiosa e più corrotta che mai, ed è talmente insipiente da non riuscire a riportare l’equilibrio istituzionale necessario.
Ricordiamo alcune delle più attuali e scellerate politiche realizzate dalla Magistratura attraversi le proprie sentenze.
Sul fronte della famiglia naturale (madre, padre e figli) poniamo mente a tutte le decisioni assunte a favore dell’ideologia LGBTQIA+. Tolgono i figli alle famiglie (35.000 attualmente) che sono in difficoltà (anziché aiutarle come prevede la Costituzione ad uscire dallo stato di crisi) e li parcheggiano in comunità gestite da organizzazioni e cooperative di sinistra, per poi darli in affidamento a famiglie arcobaleno.
È del gennaio di quest’anno la sentenza della Corte d’Appello di Bari con la quale si è consentito l’iscrizione di un bambino nei registri dell’anagrafe con tre genitori: La madre che ha portato il bimbo in grembo, il padre biologico e il padre intenzionale compagno dell’altro. A parte il fatto che tale sentenza contrasta con il reato internazionale dell’utero in affitto, condannato in Italia, per esaudire il desiderio di maternità di una coppia gay si negano i diritti fondamentali del bambino di avere una famiglia composta da padre e madre, come Natura insegna.
E come non accennare alla ‘famiglia nel bosco’ le cui vicende seguiamo da svariati mesi con grande dolore e senso di impotenza, rispetto alla decisione di rapire e mantenere quei bambini lontani dai genitori. La giudice Angrisano, titolare del relativo fascicolo, che insieme alle assistenti sociali ha messo in atto questo rapimento, è un’attivista LGBTQIA+ spesso fotografata ai gay pride negli anni addietro. Sono tre bambini destinati all’affido etero famigliare e a successiva adozione a famiglie arcobaleno.
E cosa dire dei trattamenti di favore che i Magistrati riservano agli immigrati irregolari, residenti o di seconda generazione che delinquono in Italia? Delinquono, vengono catturati ma i Magistrati li rimettono in libertà perché motivano non avevano contezza dell’antigiuridicità dei loro comportamenti, oppure perché sono sottoposti allo stress e al disagio della loro condizione di immigrati fuggiti dalle guerre e dalla fame. Mentre il nostro Roggero è in carcere! Contrastano le attività degli organi di Polizia e perseguono i poliziotti anziché gli immigrati che delinquono, sostenendo finanche che il senso di insicurezza in cui viviamo a causa dell’aumento esponenziale della delinquenzialità degli stranieri non sia reale ma frutto solo di una nostra falsa percezione della realtà. Contrastano in ogni modo la remigrazione e bloccano persino gli aerei destinati ai rimpatri o diretti ai centri di permanenza in Albania, con la complicità di avvocati che della difesa di costoro e del disbrigo delle false praticahe per l’ottenimento del permesso di soggiorno ne hanno fatto un lucroso business. Le loro motivazioni e politiche multiculturaliste sono fallite, ma loro non smettono di perseguirle.
E che dire infine della sentenza 242/2019 della Corte Costituzionale che ha sostanzialmente introdotto e dato il via alla procedura di assistenza al suicido assistito prevaricando il potere del Parlamento, unico organo legittimato a legiferare sul fine vita a livello nazionale?
Ecco perché il referendum costituzionale del marzo di quest’anno sulla giustizia (divisione delle carriere, doppio C.S.M., creazione dell’Alta Corte Disciplinare dei Magistrati, nomine con sorteggio), sebbene imperfetto doveva passare. I magistrati dopo il respingimento di questa riforma hanno brindato nelle loro aule giudiziarie cantando ‘Bella ciao!’
Chi dall’esterno, partiti di sinistra, verdi ed europeisti obbedendo agli ordini ricevuti dall’anglosfera, chi dall’interno dei poteri dello Stato, i Magistrati, tutti sono impegnati nel realizzare la ‘cancellazione della nostra cultura’.
Povera Italia! Evviva l’Italia!

Le azioni legate alla corruzione è le falsità nelle più importanti istituzioni di governo e nella Magistratura sono regolate da poteri inglesi che conosciamo bene! Nella storia lungo i secoli passati questi poteri hanno sempre agito con superbia e falsità depredando e impossessandosi di popoli e nazioni come pirati! Il loro motto è il potere e il denaro ed oggi è sotto i nostri occhi e in Italia hanno la prepotenza di distruggere la nostra cultura i nostri ideali veri!! A questi noti fa gola distruggere la famiglia ! Distrutta la famiglia cosa ci rimane? Il Vaticano poi da una mano a distruggerla ancora di più!! Gli italiani non sono svegli non hanno ancora capito l’importanza di quello che ha descritto sopra, cara Ines!! Io non mi do per vinta e lotto con tutto quello che posso! É ora di prendere decisioni e gli italiani devono riprendersi i loro diritti oltre che i doveri recuperare la nostra sovranità!!
Gentile Paola comprendo bene quanto testimonia. Sono d’accordo con lei. Non perdersi d’animo e fare la propria parte.