Di Alessandro Mella
Non fosse bastato l’infausto intervento militare italiano in guerra, venne il giorno in cui, in cerca di vittorie e di glorie, il capo del governo annunciò che avrebbe “spezzato le reni alla Grecia”. Fu un giorno infelice e la duchessa di Spoleto, Irene di Grecia, pianse per il dolore. Sapeva che i suoi connazionali d’origine avrebbero dovuto sparare sui suoi nuovi connazionali italiani e viceversa. Si pensava ad una campagna rapida, una guerra lampo sul modello tedesco, ma le cose andarono diversamente ed i greci difesero la loro terra con tenacia ed energia rare. Riuscendo non solo a bloccare le operazioni italiane ma, talvolta, ad avanzare nel territorio albanese unito, obtorto collo, all’Italia l’anno prima.
Una guerra durissima, tra le montagne, tra mille privazioni, con ferocia crescente e mille difficoltà. Gli italiani soffrirono non meno dei greci. Tra loro, purtroppo, un giovane caporale biellese del IV° bersaglieri.
Alfonso Botta, figlio di Lino e di Adelina Marzaglia, nacque a Cossato di Biella il 27 settembre 1919. (1)
Il giovanotto era stato mobilitato, inserito in un reparto di fanti piumati ed inviato prontamente al fronte per sostenere la campagna italiana nei Balcani.

I giornali del tempo ci dicono che, forse per mera propaganda forse per dovere di verità, Alfonso era partito entusiasta tanto per la leva tanto per il fronte. Pare difficile da credere ma è anche vero che, a quel tempo, l’educazione guerresca del regime poteva aver condizionato lo spirito del nostro come quello di tanti suoi coscritti. Ma la realtà della prima linea fu ben diversa dalla mitologia bellicista del ventennio. Tra le montagne, poveri di tutti, i nostri soldati dovettero vivere momenti di vera difficoltà fisica e morale. Quale contesto colsero gli occhi del caporale Botta al suo arrivo in linea?

Nominato caporale, Alfonso fu posto al comando di un gruppo di mitraglieri durante un attacco greco. Reagì con fermezza e stoicismo al degenerare della situazione comportandosi da valoroso ma, purtroppo, perdendo la sua vita:
Alfonso Botta Cossato, 5. Sul fronte greco albanese è caduto da eroe il bersagliere Alfonso Botta di Lino, della classe 1919. Partito entusiasta per il servizio militare aveva partecipato, ai combattimenti del fronte occidentale. Quindi era partito per l’Albania. In suo suffragio è stata celebrata martedì scorso una solenne funzione religiosa, alla quale hanno presenziato, con i familiari, tutte le autorità politiche, civili e militari di Cossato, nonché le rappresentanze di tutte le organizzazioni del Regime. Il nome di Alfonso Botta resterà perenne nel cuore dei cossatesi, siccome quello di un Eroe cui è dovuta l’eterna riconoscenza della Patria. (2)

Nei mesi successivi alla sua prematura scomparsa, avvenuta a Quota 1828 il 21 novembre 1940, le istituzioni riconobbero il valore di questo giovane biellese. (3) Ebbe, quindi, la medaglia d’argento al valore militare alla memoria:
La medaglia d’argento alla memoria del Cap. Magg. Botta. Cossato, 12. Ecco la motivazione della medaglia d’argento concessa alla memoria del valoroso cap. magg. Alfonso Botta del 4.o Bersaglieri, nostro conterraneo sacrificatosi sull’altare della Patria: «Capo arma di un gruppo mitraglieri in posizione violentemente battuta dal nemico dava costante esempio di valore ai propri bersaglieri. Ferito il tiratore lo sostituiva prontamente continuando il fuoco. Resa inservibile l’arma da una granata nemica si lanciava animosamente all’assalto alla testa di un gruppo di bersaglieri trovando gloriosa morte. Quota 1028 Mónte Sancha (fronte greco) 21-11-40- XIX». (4)
Quanti, oggi, ricordano questo eroico caporale dal piumetto al vento? Forse pochi, forse meno ancora. Ma queste poche righe vorrebbero rinnovarne la memoria per onorarne il sacrificio ed il coraggio. In un tempo in cui di memoria sembra difficile averne più.
Alessandro Mella
NOTE
1) I nomi dei genitori sono stati ricavati dalla motivazione della decorazione al valore militare (Ministero della Guerra, Bollettino Ufficiale, Dispensa 70, 30 luglio 1942, p. 5012). Singolare come il 27 settembre di diversi anni dopo, era il 1943, la citata Irena di Grecia, divenuta frattanto duchesse d’Aosta, avesse messo al mondo SAR il Principe Amedeo (scomparso nel 2021).
2) Il Popolo Biellese, 11, Anno XX, 6 febbraio 1941, p. 3.
3) La medaglia d’argento alla memoria del Caporale Alfonso Botta da Cossato. Cossato, 1 Alla memoria del caporale Alfonso Botta del 4.o Reggimento Bersaglieri, è stata conferita la medaglia d’argento al valor militare. (Ibid., LXXIX, Anno XX, 2 ottobre 1941, p. 3). Ne diede cenno anche La Stampa, 233, Anno LXXV, 30 settembre 1941, p. 4.
4) Ibid., LXXXII, Anno XX, 13 ottobre 1941, p. 3.
