Zelensky e Putin pronti a un bilaterale entro fine agosto
Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky potrebbero incontrarsi entro la fine di agosto. È il risultato della notte “storica” alla Casa Bianca, dove Donald Trump ha avuto un colloquio con il presidente ucraino, prima di accogliere i leader europei giunti a Washington. I segnali che qualcosa è cambiato sono adesso tangibili, almeno sul piano diplomatico, dato che i combattimenti sul campo stanno comunque andando avanti.
L’annuncio di un téte à téte tra Putin e Zelensky nelle prossime settimane si inserisce in questo modo nel piano di negoziati diretti che Russia e Ucraina hanno iniziato già a maggio a Istanbul ed è rimasto incanalato su livelli intermedi, senza andare a toccare i dossier fondamentali per la pacificazione.
Se una road map per il lavoro diplomatico sembra essere dunque stata abbozzata, ed è in sostanza quella che lo stesso Trump aveva evocato dal suo insediamento a gennaio, ma con tempi dilatati, ora si tratta di discutere di cose concrete, ossia di territori e garanzie di sicurezza, in un quadro pieno di dettagli che non potrà essere chiarito in breve tempo.
In ogni caso, tra gli incontri di Anchorage e Washington è emersa definitivamente la divisione dei ruoli al tavolo delle trattative, con gli Usa che ormai hanno assunto quello di arbitro e mediatore tra la Russia da una parte e l’Ucraina e l’Europa dei volenterosi dall’altra.
A dettare ritmo e condizioni dei negoziati rimane ovviamente il Cremlino, forte della posizione sul terreno, del vantaggio di avere saldamente l’iniziativa militare da almeno due anni, dalla fallita controffensiva ucraina nella primavera del 2022, del fatto di occupare un quinto dell’ex repubblica sovietica; inoltre Mosca è favorita dal disimpegno della Casa Bianca, di fronte al quale l’Unione europea e gli alleati più bellicisti, dalla Francia alla Germania passando per il Regno Unito, hanno dovuto fare buon viso a cattivo gioco, cercando di mascherare la propria impotenza e i propri fallimenti.
I negoziati per la fine di ogni guerra vengono diretti da chi sta vincendo, non da chi sta perdendo e non è in grado di imporre obblighi: nel caso specifico, con lo smarcamento di Trump, il coltello dalla parte del manico ce l’ha di certo Putin. E per i sostenitori di Zelensky si tratta di tentare di evitare da quest’ultimo colpi fatali.
Tre mesi fa c’è stato il primo ultimatum dei volenterosi, che hanno chiesto una tregua evocando pesanti provvedimenti; poi ci ha provato Trump, che si è ritrovato con il niet di Putin e il muro di Cina e India di fronte alle minacce statunitensi di sanzioni secondarie, subito accantonate; nelle ultime settimane la situazione nel Donbass è poi sensibilmente peggiorata, con Zelensky sotto pressione sia dal punto di vista militare sia politico.
Per il presidente ucraino si tratta di evitare una capitolazione e raggiungere un compromesso accettabile, in vista anche delle prossime elezioni, che in caso di accordo comprensivo o comunque di una tregua prolungata e garantita dovranno essere tenute in Ucraina e potranno cambiare sensibilmente gli equilibri interni.
Putin da parte sua pare intenzionato ad avviare le vere trattative, ma, come peraltro ha ribadito nel corso del conflitto, alle condizioni irrinunciabili dell’Ucraina fuori dalla Nato e del mantenimento di gran parte dei territori conquistati.
Dopo il vertice fra Trump, Zelensky e i volenterosi, tra cautela e scetticismo, sembra che qualcosa si stia muovendo proprio in questa direzione.
Il premier Giorgia Meloni, presente all’incontro insieme a Emmanuel Macron, Keir Starmer, Friederich Merz, Urusula von der Leyen, Alexander Stubb e Mark Rutte, ha avanzato la proposta sulle garanzie di sicurezza da parte dei Paesi Nato anche senza l’ingresso di Kiev nell’Alleanza.
Ma mentre i leader europei, insieme a Zelensky e Trump, discutevano su “chi farà cosa” in termini di queste garanzie, Mosca ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma che non accetterà alcuno scenario che preveda il dispiegamento di truppe dei Paesi Nato in Ucraina.
Al termine dei colloqui, il presidente statunitense ha anticipato i prossimi passi.
“Ho chiamato il presidente Putin e ho avviato i preparativi per un incontro, in una sede da definire, tra il presidente Putin e il presidente Zelensky”.
“E potremo avere o meno un incontro trilaterale – se non lo avremo, i combattimenti continueranno. E se lo facciamo, credo che ci sia una buona possibilità di porre fine al conflitto”, ha dichiarato Trump.
Il percorso verso la pace vera e duratura è però ancora molto lungo.
