Oltre cento capolavori provenienti da importanti musei italiani da numerose collezioni private in una grande mostra curata da Francesca Dini, Elisabetta Matteucci e Fernando Mazzocca, per scoprire o riscoprire uno dei movimenti più affascinanti della pittura europea dell’Ottocento, fino al 14 giugno 2026
Ancora due mesi e mezzo, fino al 14 giugno 2026, per poter visitare al Palazzo Reale di Milano la grande retrospettiva
dedicata al movimento rivoluzionario dell’arte italiana dell’Ottocento Italiano, “I Macchiaioli”. Il progetto espositivo ideato e curato da Francesca Dini, Elisabetta Matteucci e Fernando Mazzocca, è un momento per presentare gli ultimi studi eseguiti dai tre autorevoli studiosi ed esperti italiani del movimento, una riflessione e valorizzazione di una pagina fondamentale di storia dell’arte del Paese, che ha costruito le nostre comuni radici culturali, anche per scoprire o riscoprire uno dei movimenti più affascinanti della pittura dell’Ottocento espressione degli ideali del Risorgimento italiano ed è stata fondamentale per la costruzione dell’identità dell’Italia unita.
Oltre cento opere che esplorano il realismo la luce e il contesto storico – patriottico ponendo dei punti fissi sul legame fra arte e Risorgimento. Prodotta da Palazzo Reale 24 ORE Cultura – Gruppo il Sole 24 ORE e Civita Mostre e Musei, la mostra “I Macchiaioli”, presenta capolavori provenienti da importanti musei italiani e da
numerose collezioni private, tracciando l’evoluzione dello stile della “Macchia”, e cioè la pittura di paesaggio, la vita quotidiana, la luce naturale e il connesso storico, con un focus sul “visto dal vero”.
L’evento, creato per le Olimpiadi Invernali di Milano – Cortina 2026, con questa importante mostra si è inaugurato anche un’altra Olimpiade quella Culturale, offrendo ai visitatori provenienti da tutto il mondo l’occasione di scoprire o riscoprire uno dei movimenti più affascinanti della pittura europea dell’Ottocento. “Con questa grande esposizione Milano rende omaggio a un movimento che ha saputo coniugare rinnovamento artistico e impegno civile nel contesto del Risorgimento italiano, afferma l’Assessore alla Cultura Comune di Milano Tommaso Sacchi, trasformando la pittura in un linguaggio di libertà e partecipazione culturale”.
A partire dalla loro rivalutazione avvenuta tra le due guerre e proseguita sino a oggi, le opere dei Macchiaioli, incompresi dai contemporanei come in seguito capiterà agli Impressionisti, sono entrate nei grandi musei e in prestigiose collezioni private. Ma al movimento nel suo complesso, come ai singoli protagonisti, in particolare a Giovanni Fattori, Silvestro Lega e Telemaco Signorini, sono state dedicate molte mostre, soprattutto negli ultimi decenni. Può apparire allora singolare che proprio a Milano, città dove a partire dagli anni Venti del Novecento è avvenuta la loro riscoperta sia sul versante della critica che del collezionismo non sia mai stata realizzata fino a oggi una grande esposizione su questo fenomeno della storia dell’arte italiana ed europea.
La rassegna vede coinvolti come prestatori i più importanti musei italiani che custodiscono le opere dei Macchiaioli, come l’Accademia di Belle Arti e la Pinacoteca di Brera, le Gallerie degli Uffizi e Palazzo Pitti, il Museo del Risorgimento e la Galleria di Arte Moderna di Milano, la Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea di Torino, il Museo Civico, Giovanni Fattori di Livorno, nonché numerose collezioni private. La mostra si avvale del
partenariato dell’Istituto Matteucci di Viareggio, e vede come main sponsor Pirola Pennuto Zei & Associati come sponsor BPER Banca Private Cesare Ponti.
“Grazie alla disponibilità di una sede illustre come quella di Palazzo Reale, scrivono nella premessa del catalogo della mostra” ragioni di una mostra “i curatori Francesca Dini, Elisabetta Matteucci e
Fernando Mazzocca, ci è stata offerta l’occasione per proporre una nuova e più approfondita lettura della loro esaltante esperienza, proiettandola sullo sfondo storico degli anni appassionanti e contraddittori che hanno visto la nascita della nostra nazione. Allora abbiamo pensato a una mostra corale dove i dipinti dei Macchiaioli sono stati accostati a quelli di altri pittori contemporanei- come i fratelli Domenico e Gerolamo Induno, Federico Faruffini, Domenico Morelli, Francesco Saverio Altamura – che a Milano o a Napoli si sono confrontati sugli stessi temi e in analoghe sperimentazioni formali”.
La mostra intende ricostruire la breve ma intensa esperienza del movimento in un arco cronologico che va dal 1848 al 1872, data della morte di Giuseppe Mazzini, esule e clandestino in patria. A quel punto i Macchiaioli, convinti sostenitori delle idee politiche mazziniane, avevano ormai esaurito la loro carica rivoluzionaria; ma questa intensa vicenda artistica, politica e umana aveva segnato una delle svolte più radicali nella lunga storia dell’arte italiana. Il percorso si svolge in nove sezioni.
Si parte dalla svolta epocale rappresentata dai moti risorgimentali del 1848, vista come imprescindibile momento fondante, nella prima e seconda sezione, le vicende della formazione dei Macchiaioli a Firenze, culla culturale animata dal culto di Dante e di Lorenzo il Magnifico e dalla passione per il Medioevo e il Rinascimento, visti come un passato esemplare in cui riconoscere le proprie radici. Si passa poi al presente, che li
vede partecipare, sia di persona sia rappresentandola nelle loro opere, a quella esaltante epopea contemporanea che è stata la seconda guerra d’Indipendenza.
Si passa quindi alla loro presenza alla prima esposizione Nazionale allestita a Firenze nel 1861, che fu la grande occasione per proporre, suscitando scandalo, le loro novità. Attraverso il focus della sezione “I percorsi della macchia”, viene analizzata la varietà del repertorio dei Macchiaioli, fondato su un radicale rinnovamento dei generi. Dal paesaggio, indagato in luoghi prediletti, al ritratto, dove gli artisti
restituiscono un nuovo mondo di affetti legati alla famiglia, fino alle scene di vita quotidiana che riflettono la dignità del popolo.
Quest’ultimo soggetto nei Macchiaioli rappresenta non solo un punto di rottura totale con le convenzioni accademiche imperanti all’epoca, ma risponde alla necessità del movimento di affermare una nuova visione artistica e storica dell’Italia, unita anche grazie, e soprattutto, al quotidiano lavoro e sacrificio del popolo. Nella penultima sezione, due capolavori, impressionanti nella loro dimensione di denuncia, “In vendetta” di Giovanni Fattori e lo “Studio di testa per gli ultimi momenti
di Giuseppe Mazzini” di Silvestro Lega, testimoniano la consapevolezza condivisa della mancata realizzazione, o del tradimento, degli ideali del Risorgimento.
La nona e ultima sezione è dedicata a Milano, la città della rivalutazione critica del movimento, e della fortuna collezionistica dei Macchiaioli. La mostra ospita un capolavoro assoluto come “La toilette del mattino” di Telemaco Signorini, appartenuto a Toscanini e fonte di ispirazione come i dipinti militari di Fattori, come l’esemplare in “Garibaldi a Palermo” – per “Senso” il grande film di Luchino Visconti del 1954 che riflette sulle contraddizioni del nostro Risorgimento Italiano, di cui i Macchiaioli rimangono i più significativi interpreti. Ad approfondire questo straordinario legame tra pittura, collezionismo e cinema un video realizzato ad hoc per la mostra della società 3D Produzioni. 
La mostra è accompagnato da un elegante esauriente catalogo copertina cartonata telata edito da 24ORE Cultura e Civita Mostre Musei con testi dei curatori, disponibile al bookshop dell’esposizione, in tutte le migliori librerie e online. La rassegna è considerata una delle esposizioni assolutamente da non perdere per approfondire la conoscenza di artisti come Fattori, Lega, Signorini e tanti altri. L’occasione per vivere questa esaltante esperienza, proiettandola sullo sfondo storico di quegli anni fondamentali che hanno visto la nascita della nostra nazione.
Descrizione immagini
Foto copertina catalogo della mostra © Silvestro lega”Un dopo pranzo (Il pergolato), 1868, Milano, Pinacoteca Brera
Foto 1 © Federico Faruffini “Cola di Rienzo che dalle alture di Roma ne contempla le rovine”,1855 olio su tela, 146x122cm Milano, collezione privata courtesy Gallerie Maspes, Milano
Foto 2 © Domenico Morelli “Mattinata di Lorenzo il Magnifico”(Mattinata fiorentina), 1856-1857 olio su tela, 130x100cm Collezione privata
Foto 3 © Enrico Pollastrini “Michelangelo scopre al pubblico la statua del David”, 1863 Olio su tela, 54,5×40,5cm, Collezione privata
Foto 4 © Telemaco Signorini ”L’artiglieria toscana a Montechiaro salutata dai francesi feriti a Solferino” 1860 Olio su tela, 60x117cm Collezione privata
Foto 5 © Francesco Saverio Altamura”La prima bandiera italiana portata a Firenze nel 1859”, 1859 Olio su tela, 51x75cm Torino, Museo Nazionale del Risorgimento Italiano
Foto 6 © Silvestro Lega “Ritratto di Giuseppe Garibaldi”, 1861 olio su tela, 111x 78,4 cm Modigliana, Pinacoteca comunale “Silvestro Lega”
Foto 7 © Giovanni Fattori “Il campo italiano dopo la battaglia di Magenta”, 1862 Olio su tela 117,5x175cm Collezione privata
Foto 8 © Giuseppe Abbati “L’Arno alla Casaccia”, 1863circa, Olio su tavola, 27x38cm Collezione privata, courtesy Galleria Bottegantica , Milano
Foto 9 © Silvestro Lega “La raccolta delle rose”, 1862 olio su tela, 60x50cm Firenze, Galleria degli Uffizi, Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti, comodato Gagliardini
Foto 10 © Giovanni Fattori “La raccolta del fieno in Maremma”, 1867-1870 Olio su tela, 110x160cm Collezione privata
Foto 11© Giovanni Boldini “Ritratto di Mary Donegani”, 1869 olio su tavola, 40x25cm Collezione privata
Foto 12 © Michele Tedesco “Lettura in terrazza”, 1875 circa Olio su tela, 60x50cm Collezione privata
Le immagini che documentano il testo sono tratte dal catalogo della mostra:
“I MACCHIAIOLI”, a cura di Francesca Dini, Elisabetta Matteucci e Fernando Mazzocca, Palazzo Reale, Piazza Duomo 12 Milano fino al 14 giugno 2026, Orari: da martedì alla domenica 10.00-19.30. Giovedì chiusura alle 22.30. Lunedì chiuso, Telefono per informazioni: +39 02.8114994.
