L’ultima pericolosa decisione dell’Unione Europea ormai allo sbando
Continuiamo a vivere scenari di guerre illogiche che mietono vittime, rovinano l’economia del Paesi industrializzati e contribuiscono a elevare il livello di povertà e di insicurezza.
È logico porsi qualche domanda. Quali sforzi e risultati ha messo in campo, nel corso degli anni, l’Unione europea per bloccare la guerra in Ucraina e dare vita a negoziati autorevoli e risolutori? Nessuno.
Anzi, ha drogato di armi e capitali il corrotto Zelensky e con le sanzioni alla Russia, più che danneggiare quel Paese, ha fatto crescere come non mai i costi energetici a danno dei Paesi membri. Ma non è tutto.
In questi anni, in nome di astratti e non verificati presupposti, l’UE si è accanita verso un settore trainante dell’economia di alcuni Paesi tra i quali l’Italia; ha lanciato perversi anatemi ambientalisti contro l’Automotive coinvolgendo nel disastro anche l’indotto. La chiusura di aziende produttrici e milioni di lavoratori sul lastrico lo stanno attestando.
Oltre a superare traguardi di incompetenza e di follia, in cosa si è distinta la legislazione comunitaria?
Nell’eliminare a partire da agosto da bar e ristoranti, le bustine monodose di condimenti e salse. L’applicazione ferrea del divieto per tutte le confezioni monodose e monouso scatterà poi dal 1° gennaio 2030. Dinanzi a tanta illogicità che fa a pugni con le norme igieniche e la sicurezza dell’alimentazione, cerchiamo di capirci qualcosa.
Le confezioni monodose si sono diffuse nel corso degli anni per ragioni essenzialmente (ma non solo) igieniche: in precedenza, sale e zucchero, maionese e ketchup venivano spesso messi a disposizione in contenitori aperti. Alle motivazioni di igiene, che hanno avuto una comprensibile estensione nel periodo della pandemia, si aggiungono anche altre finalità di tutela della salute. Nel caso dello zucchero, nel 2004 venne fatto espresso divieto di utilizzare le zuccheriere tradizionali, perché le persone sarebbero state spinte a utilizzarne quantità maggiori.
Ora tutto cambia: l’attenzione si è spostata dal contenuto al contenitore e, per minimizzare il packaging e dunque l’immissione di rifiuti, il regolamento imballaggi vieta le monodosi. La contraddizione tra le regole precedenti è inconcepibile riguardo allo zucchero ma vale un po’ per tutti i prodotti. Il regolamento imballaggi non si limita a imporre obiettivi ambientali ma costruisce anche una gerarchia delle possibili soluzioni e, in alcuni casi, ne assolutizza alcune e ne mette altre al bando.
Il risultato è paradossale. Il principio della gerarchia dei rifiuti, ignora che non sempre le situazioni possono essere ridotte a una scelta semplicistica.
Quesito: “Dove, esattamente, si deve porre il confine tra un gradino e l’altro della scala? Come si misura il “trade-off” tra i diversi livelli? È meglio avere il 20% dei materiali sul quarto gradino e l’80% sul secondo, oppure il 90% sul terzo e il 10% sul primo? È meglio produrre 50% di rifiuti che poi vengono bruciati, oppure produrne 100 che però saranno riciclati? Qual è un costo socialmente accettabile per un incremento del riciclo del 10%, o per ridurre del 10% la produzione di rifiuti?”.
La vicenda delle bustine monodose offre una lezione simile: queste forme di packaging si sono imposte in un’epoca in cui la salute e l’igiene erano le priorità; adesso, con l’ambiente che assume maggiore importanza, vale il contrario.
Le priorità politiche possono cambiare, ma i problemi economici sono molteplici e non può esistere una soluzione valida per tutto: magari scopriremo che ha senso mantenere le monoporzioni di zucchero e abbandonare quelle di olio, o viceversa.
Inoltre, i confini della questione possono cambiare con l’evoluzione tecnologica: il progresso nel campo dei materiali è impetuoso e non c’è motivo di impedire il packaging se ha un impatto zero o quasi.
C’è un solo modo per uscire da questa impasse: lasciare che sia il mercato a decidere, trovando i giusti equilibri tra obiettivi diversi e talvolta contraddittori. Peccato che “lasciar scegliere” sia l’unica opzione che i nostri decisori politici non prendono mai neppure in considerazione. Troppo difficile per il loro cervello o meglio per la loro ingordigia
Possibile che dinanzi alle scelte stravaganti e deleterie di Ursula von del Leyen e delle sue sciacquette, designate in altri contesti politici, nessun governo si indigni prima che lo facciano i cittadini sudditi di questa UE dittatoriale che nessun cittadino ha mai eletto?

Pazzesco tutto ciò, diamo davvero in balia di pazzi e psicopatici che non seguono nessuna logica ed a cui manca, in assoluto, la coerenza… Grazie per portare alla mostra conoscenza, questi “misfatti”. 👏🏻👏🏻👏🏻
Manca la coerenza, l’aderimento alla realtà e sprecamo miliardi con scelte azzardate, noncuranti delle conseguenze per i loro sudditi, non cittadini liberi
Caro Francesco, scusami sono letteralmente inviperito!
Aperto, non lo devo aprire, ma allora come devo fare?
Mi date l’olio nel contenitore chiuso, ma poi devo pur aprirlo.
Se mi serve il ketchup io desidero avere il ketchup. Punto.
Non datemi lo zucchero, che diamine!
Monodose, monouso in contenitore aperto mi sembra una soluzione egregia, volendo doppio-uso.
Ce lo facciamo bastare, prima prendi tu, poi io (troppo sale fa male alle tue arterie, lo sai).
Riciclo in qs. caso é OK: dual use in automotive prende anche i nostri voti da Vannacci e la Cisint.
Fino a prova contraria anche monodose blindato é possibile, prendine uno dai.
Doppiodose lo devi pagare doppio, oppure t’imboschi due bustine e le metti insieme, stai su, datti un tono come niente fosse.
Insomma tu sei stato perfetto nella scelta del tema e nell’esposizione, un lavoro egregio.
Basta sciaquette, basta sudditi, basta sanzioni alla Russia, basta droni.
Dittatura UE vogliamo aderimento alla realtà, subito!
Loro non devono sprecare miliardi, noncuranti delle conseguenze per i loro sudditi.
I quali non sono cittadini liberi.
Vero Giornalismo.
P.S.: trade-off io personalmente metto tutto il 100 sul quarto gradino, tu fai come vuoi, non interessa, evita solite figure.
grazie infinite ELIA per le tue parole chiare