Il legame tra Italia e Russia affonda le sue radici nel Medioevo e si è rafforzato durante il Rinascimento, quando architetti e artisti italiani contribuirono alla costruzione del Cremlino di Mosca e di altre importanti opere.
Il Cremlino di Mosca fu infatti in gran parte ricostruito nel XV secolo grazie al lavoro di diversi architetti italiani invitati da Ivan III che non riscontrava le stesse qualità in quelli russi di allora.
Tra i più importanti troviamo:
Aristotele Fioravanti (da Bologna): progettò e costruì la Cattedrale della Dormizione (1475–1479), uno degli edifici più importanti del Cremlino.
Pietro Antonio Solari (da Milano): progettò gran parte delle mura e delle torri del Cremlino.
Marco Ruffo: collaborò alla costruzione del Palazzo delle Faccette e di altre strutture.
Aloisio da Milano (noto in Russia come Aleviz): contribuì a diverse opere all’interno del complesso.
Gli architetti italiani portarono a Mosca le tecniche del Rinascimento, adattandole però alla tradizione russa. Per questo il Cremlino, pur essendo il simbolo della Russia, presenta elementi architettonici influenzati dall’Italia rinascimentale.
Quindi è corretto dire che una parte significativa del Cremlino attuale fu progettata e costruita da architetti italiani, anche se il complesso esisteva già da secoli ed è il risultato del lavoro di molti costruttori russi e stranieri nel corso della sua storia.
Nel tempo numerosi artisti, musicisti e architetti italiani operarono alla corte degli zar, soprattutto a San Pietroburgo e si intensificarono i rapporti commerciali tra le repubbliche marinare italiane come Venezia e Genova.
A fronte di numerosi e verificati riscontri, possiamo affermare con certezza che molti russi hanno tradizionalmente una forte simpatia per l’Italia, affascinati dalla nostra arte, cucina, moda e clima e …… la Russia non è forse nel cuore di molti di noi?
