Dal Ddl 979/25 ai corsi di formazione di ‘Indire’
La scorsa settimana è iniziato il corso di formazione per docenti sull’educazione degli studenti al rispetto, all’empatia e alla parità di genere, per arginare, dicono, la violenza in aumento nelle scuole e insegnare loro ad avere competenze relazionali sane ed efficaci. Il corso è tenuto attraverso la piattaforma Indire (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa) ed è stato promosso dal Ministro dell’Istruzione Valditara, tirato da mesi per la giacchetta dall’opposizione e dalla lobby del movimento LGBTQIA+ (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transessuali, Queer, Intersessuale, Asessuale e il + che significa che altre categorie di persone che non si identificano con questi si potranno aggiungere creando nuove identità in virtù delle sempre nuove modalità di percezione personale e sociale sperimentate) che non sono a tutt’oggi riusciti ad ottenere una normativa nazionale che introduca la materia dell’educazione sessuale a scuola.
E non confondiamo l’educazione sessuale attuale con l’Educazione Civica o con Scienze che fornivano le conoscenze biologiche e anatomiche del corpo umano, e la procreazione in natura tra tutte le specie animali, perché quella che si è tentata sino ad ora di propinare ai bimbi e ai ragazzi dal 2014 in avanti, anche in tante realtà scolastiche italiane, sono state le vischiose ‘lezioni’ tenute da trans e femministe attiviste dei movimenti gender fluid.
Con tanto di testi ‘scolastici’ illustrati con immagini a sfondo esplicitamente sessuale/omosessuale che infastidirebbero persino un adulto sano. Le lezioni hanno riguardano: l’identità di genere, il diritto ad autodeterminarsi in un genere diverso da quello biologico, come si fa sesso tra uomo e donna e tra persone dello stesso sesso, il sesso orale, la sessualità dei bambini con adulti, lettura di fiabe sulle famiglie felici composte da due papà o due mamme, la bellezza della maternità surrogata (comprare bambini partoriti per le coppie anche omogenitoriali da donne in stato di povertà in paesi dell’America Latina), la transizione di genere e il cambio di sesso come unico rimedio per risolvere le problematiche adolescenziali.
Tutto questo è ciò che è già accaduto in Italia come in tanti altri paesi occidentali, dapprima in ossequio alle Direttive ONU, OMS e UE che dal 2010 hanno legiferato sulla materia dell’educazione sessuale a scuola di bambini e adolescenti, e di poi, in seguito all’introduzione del reato di femminicidio e dello stigma ‘dell’uomo etero bianco’ come potenziale stupratore che va educato a scuola al rispetto verso l’altro sin dai primi anni di vita.
Il Ddl 979/25 titolato ‘Disposizioni finalizzate all’introduzione di percorsi di educazione all’affettività e di educazione sessuale nell’ambito del sistema nazionale di istruzione‘ o anche ‘Introduzione dell’educazione sentimentale e affettiva nelle scuole’ proposto dal Ministro Valditara, dopo aver ricevuto nello scorso dicembre l’approvazione dalla Camera con 151 voti favorevoli e 113 voti contrari si appresta ad essere discusso con voto finale in Senato il 21 aprile, e si prevedono fiumi di emendamenti e accese discussioni. La discussione principale che dividerà i progressisti dai conservatori riguarderà senz’altro un aspetto cruciale della legge: l’obbligo della scuola di richiedere e ottenere il consenso preventivo dei genitori all’insegnamento su argomenti delicati come la sessualità di bambini e giovanissimi. L’intenzione del Ministero sarebbe di introdurre legalmente e a livello nazionale tale materia già dall’anno scolastico 2026/27.
Il disegno di legge prevede l’introduzione nelle scuole medie e superiori come materia curriculare l’educazione sessuale, affettiva, sentimentale, all’emotività, all’amicalità, all’inclusione, e al rispetto (tanti ed altri ancora sono gli aggettivi che vengono usati per ottenere l’adesione pubblica), prevedendo il consenso informato preventivo dei genitori per gli studenti minorenni e la disponibilità di attività alternative nel caso di mancata adesione al percorso sessuale proposto dalla scuola, da famiglie e studenti.
Mentre le opposizioni progressiste, gli ambienti transfemministi e gender fluid lottano per escludere le famiglie dal potere decisionale e di controllo sull’educazione che viene impartita ai loro figli a scuola, i conservatori (o presunti tali), sostenuti anche dalle associazioni pro famiglia e dalla gente comune che non ha ancora perso il buon senso, insistono affinché la famiglia mantenga un ruolo centrale nelle scelte per l’istruzione e l’educazione dei figli, che a rigor di Diritto compete a loro, per Costituzione, Codice Civile e Leggi ordinarie.
Alla scuola la famiglia delega delle competenze educative nell’ambito dei compiti strettamente connessi all’istruzione che viene impartita, competenze che dovranno essere comunque esercitate seguendo i valori morali della famiglia stessa e della collettività, e non i valori dell’ideologia woke che pretende di rendere fluida e androginizzare la vita dei giovani.
Così come oggi la scuola si fa paladina del diritto/dovere all’inclusività delle ‘risorse straniere’, allo stesso modo dovrebbe essere inclusiva delle famiglie, e non cercare di espellerle dalla vita scolastica dei figli, come esplicitamente dichiarato anche dal famoso professore e cantautore Roberto Vecchioni:”i genitori devono starsene a casa loro e stare zitti!”.
Tornando al disegno di legge Valditara, viste le lungaggini dell’iter parlamentare che è stato e sarà ancora burrascoso, perché tanto il Governo che l’opposizione ne fanno una battaglia ideologica che si deve assolutamente vincere, pena la loro morte politica, al di là dei reali interessi e bisogni dei nostri studenti, il Ministro si è inventato uno stratagemma per saltare l’ostacolo ed ha organizzato il corso Indire di formazione per docenti. Si badi bene, solo per il personale dei docenti, non per i ragazzi!
L’obiettivo del corso è quello di qualificare e rendere competenti i docenti a fornire una didattica pedagogicamente più ‘inclusiva’ in materia di sessualità, di affettività, di emotività, di rispetto e non discriminazione dell’altro etc. etc.
Insomma, i docenti verranno ‘insaccati’ (il riferimento non è causale) in appena qualche mese, di nozioni e conoscenze che uno psicologo, un pedagogista e un sessuologo forse riusciranno a mettere insieme in tutta la loro carriera professionale. Dopodichè tali docenti saranno dichiarati e ritenuti competenti a trattare tali materie con i loro studenti e a condizionarli ‘saggiamente’ verso una crescita interiore personale dettata dall’agenda delle lobby gender fluid che avranno predisposto i programmi, l’insegnamento e il risultato finale: ragazzi mansueti, privi di identità e non pensanti. Non basta che i giovani vengano spenti dalla eccessiva digitalizzazione della loro vita anche scolastica, importa spegnere anche la loro identificazione biologica al genere di appartenenza.
La famiglia è per vocazione naturale e diritto/dovere l’alveo nel quale si devono apprendere e sviluppare tutte le conoscenze e le esperienze per crescere in modo equilibrato e sano, empatico e rispettoso, sensibile e determinato.
È nell’intimità della famiglia che deve nascere e formarsi la vita sentimentale/emotiva/sessuale dei figli. I genitori insegnano con i discorsi ma anche con gli esempi e i valori che trasmettono ai propri figli. Come possono trattare argomenti così delicati e così insiti alla natura della funzione sociale della famiglia gli insegnanti nelle classi straripanti di studenti e così pressapochisticamente preparati?
Giustificare tale colpo di mano da parte dello Stato verso la potestà genitoriale delle famiglie con il ritornello che la famiglia oggi non riesce ad educare è uno specchietto per le allodole. Vero è che la famiglia da anni langue in una forma di crisi che non deriva da cause endogene ma del sistema che non ne tutela l’istituzione, la formazione e il mantenimento. La famiglia non riceve un reale sostegno da parte del sistema istituzionale e politico. È come quando a una famiglia in crisi economica vengono sottratti i figli e revocata la potestà genitoriale anziché sostenerla economicamente e aiutarla a superare la crisi. In Italia, su 35.000 bambini sottratti alle famiglie e affidati alle case famiglia solo 700 sono risultati sottratti per reali problemi connessi a maltrattamenti e abusi dei genitori. Naturalmente queste informazioni non ci sarebbero arrivate se non fosse scoppiato il caso mediatico della ‘famiglia nel bosco’.
E quale ruolo residuerebbe ai genitori se non avessero questa potestà genitoriale sui propri figli, sottratta dallo Stato per dare una formazione omologata e omologante ai cittadini del futuro? I genitori dovrebbero solo limitarsi a mantenere i figli, visto che gli altri doveri di educare e istruire gli vengono sottratti? Purtroppo non è necessario indire roboanti referendum per modificare la Costituzione. Essa viene disattesa, così come i codici e le leggi ordinarie, semplicemente promulgando nuove norme difformi, con la connivenza e la complicità di tutti i poteri istituzionali.
A chi volesse approfondire e risalire alla storia sull’argomento che ci interessa qui consiglio la lettura di un articolo pubblicato nel mio blog (di cui lascio il link sotto), il 28 ottobre dello scorso anno, in cui faccio la storia della situazione dell’educazione sessuale nelle scuole italiane.
Ma torniamo al corso Indire per docenti. Si badi bene, è un corso solo per il personale insegnante! Non anche per i ragazzi, ai quali la materia, dopo l’alzata di scudi delle famiglie su tutte queste ‘anomale’ offerte formative potrà essere imposta legalmente solo a seguito di approvazione del disegno di legge suindicato. Si perché a tutt’oggi dal 2014 in avanti, in varie scuole italiane la materia dell’educazione sessuale è stata imposta con semplici circolari amministrative dei Dirigenti Scolastici, dietro raccomandazione del Miur di adeguamento ai diktat delle istituzioni europee e Dell’ONU.
Ma, c’è sempre un ma quando si annusa la presenza di un inganno. Terminato il corso di formazione Indire, i docenti, già da questa estate, sono autorizzati a utilizzare le loro nuove ‘competenze pedagogiche’ già durante lo svolgimento del ‘Piano Scuole Estate’ 2026, durante il quale nel periodo estivo si offrono ai ragazzi percorsi extra curriculari, laboratori e recuperi scolastici. Dunque, la legge non è stata ancora approvata, ma bypassando la legalità, l’educazione sessuale verrà ‘servita’ a breve, con piena legittimità e con la benedizione del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Naturalmente ci sarà anche la benedizione in denaro del Fondo Sociale Europeo+ che si scopre avere la vocazione primaria di finanziare gli Erasmus abortivi delle donne in giro per l’Europa e l’educazione sessuo/affettiva dei bambini e giovani a scuola, con i soldi dei contribuenti europei ai quali hanno sottratto welfare e benessere economico. Così è! Speriamo ancora per poco.
www.senato.it/leggi-e-documenti/disegni-di-legge/scheda-ddl?did=57831
https://inesbuonora.wordpress.com/2025/10/28/facciamo-il-punto-leducazione-sessuale-nelle-scuole-italiane/

Bel tempo e mal tempo non dura tutto il tempo. Verrà il momento che pagheranno sino all’ultimo centesimo.
Per me è una cantonata pazzesca. L’educazione affettiva amicale è una manifestazione spontanea che avviene tra coetanei senza alcuna interferenza degli adulti che alterano il delicato equilibrio psichico in ogni contesto. Mi riferisco alla mia esperienza personale. Gli adolescenti sono molto più predisposti all’apprendere dalla vita, dalla strada che non dalla folta banda di psicologi pedagogia e via dicendo
Gentile signor Giorgio sono pienamente d’accordo con lei. Premesso che l’effettività riguarda i sentimenti, che ha il compito di trasmettere la famiglia, i progressisti vogliono indottrinare bimbi e ragazzi anche e soprattutto sulla sessualità non binaria:120 potenziali generi per garantirci la libertà di autodeterminazione! La distopia incarnata, più sono schiavizzati e più si vuole convincere che si è liberi!