Una preziosa “anteprima” sulle attività e la storia di uno dei più importanti Musei di Scienze Naturali d’Italia
Abbiamo il grande piacere di intervistare la Dott.ssa Roberta Tota, naturalista e biologa ambientale, che lavora presso il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino. Come di consueto formuleremo alcune domande relative al suo lavoro e agli sviluppi che questa storica realtà scientifica torinese si propone per valorizzare la cultura e la diffusione del pensiero dei numerosi scienziati che hanno partecipato alla creazione del Museo.
Giancarlo Guerreri: Buon giorno Roberta, mi farebbe piacere condividere con i nostri Lettori alcune informazioni sulla storia del Museo Regionale di Scienze Naturali.
Roberta Tota. Buongiorno Giancarlo e buongiorno ai lettori e lettrici di Civico20News, è un piacere.

G.G.: Data la vastità delle collezioni presenti nel museo, un autentico patrimonio storico di enorme valore, ci farebbe molto piacere conoscere, a grandi linee, quali Gruppi zoologici (Phyla) sono rappresentati nella Sezione di Zoologia e quanti sono gli esemplari presenti nelle collezioni?
R.T.:Se parliamo in generale delle collezioni di cui si occupa la sezione di Zoologia del museo, sono presenti esemplari della collezione ittiologica, erpetologica, ornitologica e mammologica, quindi animali vertebrati (phylum Cordati), conservati a secco, sotto forma di preparati osteologici, preparati in pelle o montati, o conservati in liquido (etanolo). Sono poi presenti vari phyla che vanno a costituire le collezioni riferite agli invertebrati, di cui sono conservati tra gli altri esemplari di poriferi, cnidari, platelminti, anellidi, molluschi, echinodermi, artropodi (tra cui miriapodi, acari, scorpioni, pseudoscorpioni, ragni, opilioni, crostacei eec.), conservati sia a secco che in liquido. Per gli insetti invece è presente in museo una sezione dedicata, la sezione di Entomologia.
L’entità delle collezioni della sezione di Zoologia si attesta intorno ai 500.000-550.000 esemplari, di cui oltre 200.000 sono rappresentati dalla collezione malacologica storica, costituita a partire da inizio Ottocento fino alla prima metà del Novecento.
G.G.: molti anni fa ebbi la fortuna di conoscere il compianto Prof Enrico Tortonese che allora dirigeva il Museo Doria di Genova. Il mio interesse per la zoologia degli Echinodermi mi permise di ascoltare e imparare dal Professore molte nozioni che ancora oggi porto nel cuore. Può raccontarci qualcosa sulla Collezione di Echinodermi che porta il suo nome, presente nel vostro museo?
R.T.: Il Prof. Tortonese è stato un punto di riferimento per chi studia gli invertebrati e ha lasciato il segno nel nostro Museo. La collezione di Echinodermi è costituita da 545 esemplari, conservati sia a secco in cassette di tipo entomologico, che in liquido (etanolo 70%) all’interno di vasi in vetro. Sono presenti esemplari di Asteroidei, Echinoidei, Ofiuroidei, Oloturoidei e Crinoidi provenienti da tutto il mondo e acquisiti a partire da metà Ottocento. Alcuni esemplari furono raccolti da Enrico Tortonese e molti furono determinati da lui, tra cui l’esemplare da lui designato quale tipo di Amphioplus brachiostrictus Tortonese, 1949

G.G.: So che avete anche una preziosa raccolta di reperti di Cnidaria, studiati dalla Prof.ssa Lucia Rossi. Ci può raccontare qualcosa di questa collezione?
R.T.: Si, Lucia Rossi è stata una figura di riferimento per lo studio degli cnidari in Italia nel secondo dopoguerra. La sua prima pubblicazione fu dedicata ai gorgonacei del Golfo di Rapallo e uno dei contributi più significativi di Rossi fu la prima segnalazione di coralli bianchi nelle acque liguri un ritrovamento che rivoluzionò la comprensione della fauna profonda del Mar Ligure. Inoltre, Rossi descrisse per la prima volta la madrepora Leptopsammia pruvoti Lacaze-Duthiers, 1897. La collezione del MRSN contiene circa 30 campioni di gorgonie e madrepore raccolte sul Promontorio di Portofino e circa 70 esemplari di madrepore raccolte durante la spedizione alle isole Dahlak, nel mar Rosso.
G.G.: Una domanda personale… Da dove nasce la tua passione per le scienze naturali e gli invertebrati?
R.T.: La mia passione è nata fin da piccola. Scienze è sempre stata la mia materia preferita a scuola; ricordo che, alla scuola primaria, partecipavo a tante attività e realizzavo lavoretti con foglie e fiori. In particolare, la scintilla è scattata quando lessi sul libro scolastico quanti litri d’acqua venivano sprecati ogni secondo nel mondo…quel dato mi sconvolse.
Inoltre, ho avuto la fortuna di avere ottimi insegnanti di scienze che hanno alimentato la mia passione e, con il tempo, mi sono sempre più appassionata alla difesa dell’ambiente e della biodiversità. Ho sempre avuto un forte interesse per l’ambiente marino, da qui la passione per gli invertebrati marini e i cetacei.
Ho frequentato il liceo scientifico, dove ho approfondito ulteriormente le scienze a 360 gradi, e da lì ho avuto la conferma che la mia vocazione era l’impegno per la tutela della natura. Dopo la laurea triennale in Scienze Naturali e quella magistrale in Biologia dell’Ambiente, ho deciso di dedicare le mie energie, la mia passione e le mie conoscenze al Museo, e non potrei esserne più felice.

G.G.: Vorrei, inoltre, sapere se avete delle collaborazioni in atto con altri enti? Come Università, Aree protette, ecc…?
R.T.: Per noi è fondamentale la collaborazione con altri enti, attualmente collaboriamo con l’Università di Torino, con la quale abbiamo un accordo anche per i tirocini universitari. Recentemente stiamo collaborando con l’Università di Genova per il riconoscimento di alcuni invertebrati e la stesura di articoli scientifici. Abbiamo anche accordi di collaborazione con alcuni Parchi tra cui le Aree protette delle Alpi Marittime e il Parco Nazionale del Gran Paradiso, per lavorare insieme sulla ricerca e la tutela della Natura.
G.G.: Il Museo Regionale di Scienze Naturali è stato riaperto da poco tempo, dopo lunghi anni di lavori di adeguamento. Sono previste attività didattiche che possano diffondere la conoscenza di gruppi zoologici meno conosciuti ma straordinariamente interessanti come quelli di cui vi occupate?
R.T.: Certamente, la nostra Sezione Didattica è molto attiva, progetta e propone laboratori, visite guidate, itinerari naturalistici e percorsi differenziati per fasce d’età e tipi di pubblico. Ogni mese proponiamo sul nostro sito visite guidate generiche e a tema, e laboratori per famiglie e bambini. Inoltre, ogni anno pubblichiamo il quaderno Attività del Centro Didattico per le scuole, con tutte le nostre proposte di attività per studenti e insegnanti. (Ti lascio un esempio https://mrsntorino.it/it/eventi/la-conservazione-delle-specie-fragilita-e-resilienza/)

G.G.: Quale futuro e quali sviluppi sono previsti per le attività del Museo?
R.T.: Abbiamo da poco festeggiato i due anni di riapertura, con un’ottima affluenza, siamo molto soddisfatti. Ora sono in corso i lavori per la riapertura totale del pianoterra e per la messa in funzione di due importanti depositi.
Con l’ampliamento degli spazi sicuramente ci saranno nuovi allestimenti e ciò ci permetterà di ampliare l’offerta per il pubblico.
G.G.: Se desideri aggiungere qualche notizia sui vostri futuri Progetti, siamo certi che i nostri Lettori te ne saranno grati.
R.T.: Ricordo a tutti gli eventi gratuiti che partiranno a febbraio al Museo: talk, presentazioni di libri, mostre fotografiche, approfondimenti e curiosità sul mondo delle scienze naturali… potete visionare il programma qui https://mrsntorino.it/it/eventi/ saremo davvero lieti di accogliervi!
Ringraziamo la D.ssa Roberta Tota per averci rilasciato questa interessantissima serie di approfondimenti su una realtà culturale di immenso valore,
Un doveroso saluto al Direttore, Dr. Marco Fino, che è riuscito a cambiare il volto di un museo storico, con preziose innovazioni estetiche e didattiche, pur mantenendo lo stile originale e l’atmosfera di coloro che lo idearono.
Ci impegniamo a tener aggiornati i nostri Lettori sulle attività future del Museo, sicuri che tali informazioni risulteranno gradite.

