Immagine realizzata da Fabio Mandaglio
Trampolino della speranza giubilare
Per l’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani la Parola dell’anno 2024 fu rispetto; per l’anno corrente è fiducia.
Scelta da certe istituzioni, stigmatizza l’anno 2025, tenuto conto delle tendenze emerse nei diversi settori del suo vissuto di progressi e stasi, incertezze e aspettative, obbiettivi raggiunti e lavori in corso.
Arriva a consuntivo, quando l’anno si avvia al termine e concreta è la certezza che nulla, nello scampolo di giorni residui al 31 dicembre, potrà radicalmente cambiare il giudizio espresso dagli esperti del sociale. Ma credo che per questo in corso, le parole dell’anno dovrebbero essere due, fiducia e speranza, giacché il 2025 sarà ricordato anche anno del Giubileo della speranza.
Fiducia, per il Dizionario Treccani, è l’atteggiamento di tranquilla sicurezza che nasce da una valutazione positiva di una persona o di un gruppo di persone, verso altri o verso sé stessi. Ma non è solo un sentimento, è anche un patrimonio condiviso, che nutre la socialità del vivere insieme. Quest’anno è stata una delle parole più cliccate sui social in ambito di temi quali l’affidamento, la confidenza, la fedeltà, la fede, la responsabilità e, ultima ma non ultima, la speranza.
Fiducia e speranza sono sentimenti profondamente connessi: le incertezze geopolitiche e socioeconomiche del nostro presente generano la speranza di una evoluzione positiva degli eventi, mentre si guarda con fiducia alle possibilità che possano sviluppare legami solidi e duraturi tra le persone, i popoli, le istituzioni.
La fiducia è il trampolino che serva alla speranza per saltare verso il futuro dei traguardi ambìti. La speranza riceve dalla fiducia la forza di poter contare sul risultato del proprio agire. La speranza appartiene al futuro; la fiducia è il suo sostegno nel presente.
Queste considerazioni ci portano alle parole di Papa Francesco, che ha speso molto di sé stesso per aprire con fatica la porta di questo Anno santo, senza poterla richiudere, realizzando il passaggio epocale di consegna delle chiavi di San Pietro dal primo Papa gesuita al primo Papa agostiniano. Non poteva certo prevedere Papa Francesco che l’anno giubilare della speranza sarebbe stato anche anno sociale della fiducia quando, nella udienza dell’otto maggio del 2024, disse che noi possiamo affrontare il nostro presente solo in virtù di una speranza affidabile. Quasi profetica preveggenza delle qualità del 2025, le sue parole sono il lascito ereditario della coraggiosa prospettiva di un ambizioso avvenire col sostegno di una speranza affidabile.
La speranza, come aspettativa, permette il sogno di un futuro migliore col rischio, però, della sua possibile effimera realtà da accattivante bolla di sapone; la fiducia, come capacità di valutazione delle risorse, dà invece la forza di credere che quel futuro sia raggiungibile.
La spinta emotiva, che ci rende umani e che dà un senso alla nostra vita, viene anche dalla combinazione di questi due sentimenti, fiducia e speranza. Nel presente, quindi, che si rinnova col futuro di ogni giorno, è augurabile sia con noi sempre il corroborante viatico di una speranza affidabile.
Si vales, vàleo.
