Articolo di Katia Bernacci e Marino Olivieri, immagini di Marino Olivieri
Saul Leiter è un fotografo poco conosciuto in Italia ma molto famoso nella storia dell’arte fotografica d’oltre oceano. Nacque a Pittsburgh nel 1923, era figlio di un rabbino e abbandonò gli studi religiosi a ventitré anni per dedicarsi alla pittura e alla fotografia, che evidentemente lo aveva colpito nel profondo.
Si trasferì a New York dove entrò in contatto con artisti come Richard Pousette-Dart e iniziò a sperimentare la fotografia a colori già nel 1948 usando la pellicola Kodachrome e diventando uno dei pionieri della street photography a colori. Il suo stile era caratterizzato da riflessi, in particolare su specchi o vetrine, ombre, angolazioni urbane e un uso poetico della luce che trasformava quello che osservava in composizioni quasi pittoriche, infatti la pittura fu un’arte che abbracciò senza freni.
A tratti, bighellonando tra le pregevoli fotografie esposte delle quali abbiamo apprezzato la scelta dell’organizzatore di esporre le stampe originali d’epoca alla gelatina d’argento o in alcuni casi stampe postume sempre su carta chimica e non riproduzioni moderne fineart digitali, sembra di scorgere alcuni scatti in stile Vivian Maier, anche per lei New York era il principale terreno di gioco e anche lei fotografava in quel periodo… chissà se si sono mai incontrati?
Lavorò anche come fotografo di moda per riviste come Harper’s Bazaar ma la sua vera passione rimase la fotografia di strada. Il suo lavoro fu riscoperto e celebrato a partire dagli anni Novanta con mostre retrospettive che lo consacrarono come maestro della New York School. Morì a New York nel 2013, e la sua eredità riguarda una parte fondamentale della fotografia contemporanea, o meglio delle radici dalle quali la fotografia di oggi è nata.
Proprio in questi giorni la Vertigo Syndrome ha allestito nella città di Padova, una mostra dedicata a questo incredibile artista, si intitola “Una finestra punteggiata di gocce di pioggia” ed è ospitata al Centro Culturale Altinate San Gaetano dal 15 novembre 2025 al 25 gennaio 2026. La scenografia della mostra, nella quale le foto sembrano prendere vita, è moderna e allo stesso tempo piuttosto visionaria, infatti già all’ingresso un’opera accoglie il visitatore, la si guarda attraverso una finestra nella quale gocce di acqua scivolano con decisione, con il risultato che sembra di essere dentro la fotografia che ammicca dall’altro lato del vetro, in una strada di New York, mentre i passanti corrono veloci, per evitare l’acquazzone improvviso.
Una componente importante che sembra abbia avuto importanza nella vita del fotografo è lo sguardo artistico di Leiter, che non solo usava la fotografia per esprimere la propria visione della vita, ma la rimaneggiava, dando vita a quadri che pur senza la precisione della realtà (chiaramente questo era voluto), riprendevano le fotografie, cambiando significati ed espressività, con un approccio estremamente artistico. Probabilmente la sua frequentazione degli ambienti dell’espressionismo astratto aveva lasciato un’impronta indelebile nel suo modo di comunicare, infatti l’eredità di Leiter si compone di decine di acquerelli e sperimentazioni artistiche.
Come fotografo di moda aveva a disposizione un palcoscenico moderno e ricco di stimoli, ma la sua natura intimista lo spinse da un lato alla pittura e al particolare, dall’altro alla ricerca del colore, della perfezione estetica e del quotidiano.
Gli stessi set fotografici erano allestiti in strada, in mezzo al traffico, tra i lavoratori che si recavano al lavoro. Quando l’artista scomparve vennero trovate centinaia di fotografie di nudo, in bianco e nero, nella sua casa. Erano le muse e le amanti che aveva avuto, e delle quali non aveva mai parlato. Erano anni in cui il successo non creava eroi, ma persone normali, e lo stesso fotografo amava dire, da bravo anti-eroe, che il suo piacere era nel guardare, non nell’ambizione di diventare un fotografo conosciuto.
Insomma, una mostra imperdibile, di cui non vi sveliamo tutto, per non vanificare l’effetto dell’allestimento, a tratti anche giocoso e divertente.
Titolo mostra: Saul Leiter. Una finestra punteggiata di gocce di pioggia
Luogo: Centro Culturale Altinate San Gaetano, Via Altinate 71, Padova
Date: dal 15 novembre 2025 al 25 gennaio 2026
Orari: da martedì a domenica, ore 10:30 – 19:30 (ultimo ingresso un’ora prima); lunedì chiuso
Biglietti: intero €16, ridotto €14, bambini 7–12 anni €6
