Nove saggi per esplorare e approfondire la relazione tra l’opera d’arte e lo spazio. Un ricco apparato iconografico impreziosiscono le pagine del volume
Una nuova serie della storia dell’arte medievale italiana viene affidata ai migliori studiosi e specialisti mondiali, epubblicata dalla Carocci editore – Frecce. Il primo volume della serie “Spazi e linguaggi visivi, secoli V-X”, curato dalla
professoressa Serena Romano (foto copertina ), esplora le radici del nuovo linguaggio dell’arte medievale, prendendo l’ avvio dal “problema dell’immagine” nel mondo in via di cristianizzazione e procedendo poi a esaminare tutti gli ambiti tecnici, dall’architettura alla scultura e alla pittura, all’oreficeria e al libro miniato.
Analizza quindi un fenomeno
storico di larghissimo respiro, attraverso il quale il passaggio dal mondo antico a quello medievale avviene gradualmente, trasformando la cultura architettonica e visiva antica in base a dinamiche interne ma anche attraverso il contatto con altri linguaggi e altri popoli.
La materia, naturalmente vastissima, segue una ripartizione territoriale, cronologica e tematica intesa a renderne più facile la lettura e l’uso anche da parte di non specialisti. Dunque i nove capitoli inducono il lettore ad una piacevole lettura, libera da pesanti apparati, madotata di utili strumenti bibliografici di approfondimento.
Si inizia dal saggio del professor Mario Rossi con “la formazione del linguaggio iconografico cristiano e il problema delle immagini”. Secondo capitolo, del professor Luigi Carlo Schiavi”Tra mondo antico e medioevo. Lo spazio sacro nelle città e nelle campagne”. Terzo capitolo curato dal professor Fabio Coden “Le arti plastiche nell’Alto Medioevo italiano”.
Quarto capitolo dalla professoressa Chiara Croci”Un territorio, più centri: l’Italia d
el Nord tra un impero e l’altro attraverso le testimonianze pittoriche”. Quinto capitolo realizzato dalle professoresse Chiara Croci e Manuela Gianandrea ”Gli spazi dell’immagine:i linguaggi della pittura a Roma(V-IX secolo)”. Sesto capitolo effettuato dal professor Valentino Pace”Mosaici e affreschi nell’Italia meridionale”.
Settimo intervento fatto dal professor emerito Herbert L. Kessler “Il libro cristiano illustrato nell’Italia del Imillennio”. Ottavo capitolo redatto dalla professoressa Francesca Dell’Acqua”Arti preziose. Materiali, oggetti, problemi”; infine il nono dalla professoressa Irene Quadri”Il secolo di ferro”: tra storiografia e ricerca”.
L’analisi effettuata molto dettagliata, la cronistoria fatta con un linguaggio accessibile rendono la lettura interessante sia per il mondo universitario che all’ampio pubblico di appassionati d’arte.
Autrice:
Serena Romano, è professore emerito di Storia dell’arte medievale all’Università di Losanna. I suoi maggiori campi di studio vertono su Roma medievale, su Assisi e il francescanesimo, sulla Lombardia viscontea, e su Giotto, cui ha dedicato la monografia La O di Giotto (Electa, 2008). Direttore di progetti di ricerca(Corpus della pittura medievale a Roma 312-1431; Constructing Idetity Visual, Spartial, and Luiterary Culture in Lombardy, 14”1016”c.).Ha curato mostre, tra cui Arte lombarda dai Visconti agli Sforza e Giotto, l’Italia (Milano 2015) e Colosseo. Un’icona (Roma 2016).
Descrizione immagini:
Foto copertina libro
Foto 1Interno del battistero lateranense, Roma
Foto 2 Baldacchino e fonte battesimale di Callisto, 716 – 756 , Cividale del Friuli Museo Cristiano
Foto 3 Mosaico absidale della Basilica dei santi Cosma e Damiano, 526-530 Roma
Foto 4 Bibbia, 870 circa, monastero di San Paolo fuori le Mura
Foto 5 Placchetta in avorio della collezione Trivulzio, seconda metà del X secolo, Milano, Museo delle arti decorative, Castello Sforzesco
Le immagini che documentano il testo sono tratte dal libro:
“Spazi e linguaggi visivi. Arte Medievale in Italia. Secoli V-X”, a cura di Serena Romano,pp.359 ,fig.65 b/n e 61 tav. a colori,Carocci editore, Frecce, Roma, 2025, €38.00
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Il lavoro curato da Serena Romano è un invito affascinante a riscoprire le radici visive dell’Europa, reso ancora più prezioso dall’equilibrio tra rigore accademico e accessibilità.