Il volume edito dalla Electa interamente curato dall’architetto Gianfranco Gritella descrive attraverso parole e immagini, l’intero percorso tecnico artistico di questo complesso e innovativo intervento sul recupero di uno dei simboli della città di Torino
Per celebrare la fine dello straordinario intervento di restauro e consolidamento della facciata juvarriana di Palazzo Madama di Torino, è stato presentato nel Salone d’Onore della Fondazione CRT uno splendido volume “I marmi del Re”( foto copertina pp.382 ill. col. e b/n). 
Il libro, curato dall’architetto Gianfranco Gritella, direttore dei lavori, edito da Electa, attraverso parole e immagini, illustra l’intero percorso tecnico, artistico e umano di questo complesso e l’ innovativo intervento su un simbolo storico e architettonico della città patrimonio UNESCO. Situato in piazza Castello, il Palazzo riassume la millenaria storia di Torino, dalle origini romane al ruolo di residenza sabauda e sede del Senato Subalpino.
L’intervento, promosso dalla Fondazione Torino Musei, e interamente sostenuto dalla Fondazione CRT, principale sostenitore privato del bene con 18 milioni di euro complessivamente stanziati. L’opera si concentra sull’intervento di consolidamento e restauro della facciata, realizzata tra il 1718 e il 1721 su progetto da Filippo Juvarra, attraverso un’approfondita indagine filologica e storica, il libro esplora le vicende costruttive e i restauri precedenti tra Ottocento e Novecento condotti da Alfredo d’Andrade.
Ampio spazio è dedicato alla documentazione archivistica e iconografica relativo al progetto juvarriano, dalle tecniche costruttive settecentesche alla peculiarità architettoniche e strutturali della facciata. Un capitolo approfondisce l’utilizzo dei marmi provenienti dalle cave delle Alpi Cozie, analizzando i metodi tradizionali di estrazione, lavorazione e trasporto dei blocchi lungo le valli alpine fino al cantiere. 
L’indagine archeologica sull’architettura ha permesso di ricostruire le tecnologie e le macchine utilizzate nel cantiere storico, descrivendo dettagliatamente i singoli elementi scultorei e lapidei che compongono la facciata.
“L’intervento sull’avancorpo centrale di Palazzo Madama, protagonista del volume ‘I marmi del Re’ racconta molto di ciò che la Fondazione CRT, è e vuole essere: un’alleata della bellezza, della
memoria e del futuro – dichiara Anna Maria Poggi – Presidente della Fondazione CRT -. Abbiamo voluto che questo straordinario cantiere, che ha permesso uno spettacolare e innovativa operazione di recupero, fosse anche un’occasione di conoscenza e partecipazione per la comunità, trasformando il restauro in un’esperienza accessibile a tutti. La cultura ha bisogno di cura, ma anche di condivisione: è così il nostro patrimonio diventa davvero bene comune”.
Il restauro, iniziato nel 2022 si è concluso nel settembre 2024
condotto con un approccio interdisciplinare, è documentato in tutte le sue fasi: dall’analisi strutturale della facciata e del salone retrostante alle tecniche di consolidamento adottate.
L’operazione ha riguardato il consolidamento strutturale dell’avancorpo centrale, il restauro dei marmi e dei serramenti (11 finestroni barocchi, i più grandi del Piemonte), il recupero dei sotterranei e, in particolare, il delicato restauro delle quattro monumentali stature allegoriche del “Buon Governo”- Giustizia, Libertà, Magnanimità e Abbondanza – dello scultore carrarese Giovanni Baratta, protagoniste di un scenografico volo nel cielo di Torino durante la fase di smontaggio.
L’opera libraria, che abbiamo tra le mani, si avvale di centinaia di immagini, modelli tridimensionali e ricostruzioni virtuali, ottenute con le più recenti tecnologie di digitalizzazione. Questi strumenti visivi si affiancano a disegni storici e ricostruzioni
iconografiche che illustrano il lavoro degli artigiani coinvolti nel cantiere originario.
Attraverso una narrazione che intreccia passato e presente, il volume restituisce l’immagine della facciata restaurata come testimonianza vivente della storia e dell’identità di Torino. L’intervento non è solo un atto di conservazione ma anche un’occasione per riflettere sul valore delle tracce lasciate nel tempo da chi ha contribuito a plasmare un monumento che continui a raccontare la storia della città e dei suoi abitanti.
Autore:
Gianfranco Gritella, laureato in architettura presso il Politecnico di Torino nel 1984, si occupa da sempre del restauro di edifici storici e monumentali, di storia dell’architettura e di ricerca scientifica sui sistemi costruttivi e gli apparati artistici delle grandi fabbriche barocche e ottocentesche.
Nel 1988 ha vinto il premio al concorso “de Angelis d’Ossat” indetto dall’Università “La Sapienza” di Roma, riservato ai giovani studiosi di storia dell’architettura. È stato titolare di corsi a contratto di restauro architettonico e rilievo dei monumenti presso il Politecnico di Torino.
Nel 2024 ha vinto il premio In/Architettura 2023 – Regione Piemonte e Valle d’Aosta per l’interventi di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente nel centro storico di Aosta. Collabora con numerose Soprintendenze in Italia e con la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma. Autore di saggi e monografie sulla storia dell’architettura e sul restauro dei monumenti, si è a lungo occupato dello studio dell’opera di Filippo Juvarra.
Libero professionista, ha firmato numerosi progetti di restauro di grandi fabbriche in Piemonte e in Italia, realizzando anche molteplici allestimenti museografici e mostre temporanee.
Oltre al restauro di Palazzo Madama , tutt’ora in corso, ha partecipato agli interventi di restauro della Cappella della Sindone, del Museo Nazionale di Artiglieria e delle Officine Grandi Riparazioni Ferroviarie a Torino, delle residenze sabaude di Stupinigi, Venaria reale, dove ha progettato e diretto il recupero della monumentale Fontana d’Ercole, e del Palazzo Reale a Torino.
Ha lavorato per i Musei Vaticani e ha progettato e diretto il restauro della Mole Antonelliana per destinarla a sede del Museo Nazionale del Cinema.
Descrizione immagini:
Foto copertina libro
Foto 1 Palazzo Madama, facciata principale del corpo di fabbrica juvarriano, febbraio 2023
Foto 2 Palazzo Madama, vista del Salone del Senato allo stato attuale, con la parete nord rivolta verso lo scalone juvarriano e scandita dal telaio architettonico settecentesco in stile dorico
Foto 3 Capitello composito della colonna n 2 del pronao, fianco laterale verso l’intercolumnio nord prima dei restauri, settembre 2019
Foto 4 Capitello composito della colonna n 4 fianco verso l’intercolumnio sud Stato di fatto prima dei restauri, luglio 2022
Foto 5 Attico del corpo di fabbrica juvarriano con i vasi di completamento della balaustra in corrispondenza dell’angolo nord
Foto 6 Coppia di vasi acroteri ali sull’angolo nord-est del piano attico. Sono evidenti le parti di sostituzione del XIX e XX secolo rispetto al nucleo centrale originale, scolpito in blocchi di marmo di Brossasco
Foto 7 Le statue allegoriche di Giovanni baratta come appaiono a restauri conclusi
Foto 8 Palazzo Madama a Torino
Le immagini che documentano il testo sono tratte dal libro:
“I marmi del Re. Palazzo Madama a Torino. Il restauro della facciata di Filippo Juvarra” , a cura di Gianfranco Gritella, pp. 382 ill. col e b/n Electa ,Milano , 2025.
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