Il demonio raffigurato in tutte le sfaccettature dell’arte: dalla pittura alla scultura, dai tempi antichi al contemporaneo, nel bellissimo volume della professoressa Laura Pasquini storica dell’arte medievale, pubblicato dalla casa editrice Carocci
Una documentazione nella pittura scultura mosaici e tante altre rappresentazioni sul signore del male lungo i secoli
della storia, nel volume affascinate e prezioso della professoressa Laura Pasquini ”Il diavolo. Storia iconografica del male”,edito dalla Carocci editore saggi.
Il libro, ricco di belle illustrazioni, ripercorre l’immagine demoniaca dalle prime attestazioni nella tarda antichità fino ai giorni nostri, individuandone via via le strategiche mutazioni, le eventuali novità, le possibili motivazioni storiche.
Il diavolo può sfoggiare le corna, la coda le ali membrose, fattezze bestiali, orrifiche, mostruose; ma può in egual modo mostrarsi umanizzato e sensuale, prestante e vigoroso. Può essere invadente e violento come pensieroso e malinconico.
Può essere enorme come minuto, villoso come glabro, terribile o burlone, ignudo o ben
abbigliato, di un’eleganza semmai sofisticata e un po’ estrosa.
Non esiste un’unica forma, ve ne sono tante; non una sola figura ma migliaia da mettere in fila, da comprendere e giustificare in base alle fonti testuali, alle leggende, agli eventi di cui il demonio rappresenta gli esiti drammatici e nei quali riesce ogni volta a impersonare il nemico di turno, adottando la maschera opportuna.
Ma chi realmente l’ha visto ? Al signore delle tenebre le sono stati dati tanti nomi:
Satana, Belial, Belzebù Mefistofele, pur operando un’inevitabile selezione fra le innumerevoli testimonianze figurative.
Nel Nuovo Testamento il diavolo viene menzionato 188 volte ( 62 volte come demonio, 36 volte come Satana, 33 volte come diavolo, 37 come bestia, 13 volte come drago, 7 volte come Beelzebub). Quattordici esaurienti capitoli , documentati da centotrentadue immagini, sviluppano la tematica .
“ Le prime tracce”; nella “Tarda Antichità; il bestiario del male e le prime sperimentazioni antropomorfiche”; “Alto Medioevo: piccoli diavoli sconfitto”;
“Romanico e gotico: il grande exploit”; “Romanico e gotico: il dominio del Giudizio Universale”; “Romanico e gotico: l triofrons”; “Tra Medioevo e Rinascimento”; “Rinascimento nordeuropeo: l’anomalo e il grottesco”; “ Rinascimento italiano: la riconquista delle forme umane”; “Rinascimento europeo:il papa il diavolo e la persistenza del grottesco”; “Attraverso i secoli: il diavolo femmina, la serpenta”; “il Seicento, fra terrore e ragione, fra mostruosità e umanizzazione”; “Dopo un silenzio lungo un secolo”; “Le ultime metamorfosi “. 
Il diavolo, lungo i secoli è stato interpretato in diverse forme, dalla tentazione di Adamo nel paradiso terrestre sotto forma di serpente, alle bestiacce, più terribili da creare il terrore nell’ossessione dei preti laici .
Anche Dante Alighieri nella Divina Commedia , lo individua come il
mostro, dotato di corna che sfoggia, e lo chiama: Lucifero .
Nel Rinascimento il demonio viene umanizzato interpretato come l’Anticristo che predica con un suggeritore, viene raffigurato negli affreschi di Luca Signorelli.
“Il ciclo di Orvieto è infatti uno dei luoghi in cui si rivela in modo più chiaro il passaggio dalla figura ritratto del Diavolo tradizionale alla figura umana come ritratto diabolico ; il suo interno, la figura del Diavolo non manifesta più la negazione dell’ordine divino il “caos è diventato carne”, la sua immagine non trasmette più il mito dell’Angelo ribelle;
il diabolico è coestensivo all’umano e una dimensione dell’uomo stesso”( pag.171).
Rutilio Manetti pittore del Barocco dipinge il diavolo sotto forma quasi divertente, e così via per il secolo del Settecento, Ottocento , fino ad arrivare al Novecento.
Una delle ultime raffigurazioni del diavolo è quella di Anselm
Kiefer,”Caduta dell’angelo”, 2022-23. Oggi, il demonio come possiamo raffiguralo? Oggi potremmo affermare che non ci sarebbe più bisogno.
Il diavolo lo possiamo vedere all’opera in qualsiasi momento: basta accendere il televisore o scorrere il telefonino, purtroppo sta dentro di noi, nelle guerre, nelle violenze che coinvolge tutto il mondo .
Lui ci ha convinti che Dio non esiste, portandoci nel mondo delle tre “S” Successo, Soldi, Sesso. Un libro strepitoso iniziando dalle riproduzioni delle
immagini.
Un argomento delicato, trattato con accuratezza, oltre trecento pagine affascinanti ben documentate. Un libro bello assolutamente da leggere.
Autrice
Laura Pasquini è storica dell’arte medievale presso l’Alma Mater
Studiorum – Università di Bologna. Interessata agli esiti iconologici della produzione artistica di epoca tardo antica e medievale, si occupa di archeologia cristiana, di iconografia dantesca, delle immagini dell’aldilà nel Medioevo, oltre che della rappresentazione figurata della città.
Tra le sue monografie:Iconografie dantesche(Ravenna 2008); Bologna delle torri. Uomini pietre e artisti dal Medioevo a Giorgio Morandi(con A. L. Trombetti; Firenze
2013); Diavoli e infermi nel Medioevo(Padova 2015) e, con Carocci editore, «Pigliare occhi per avere la mente», Dante, la Commedia e le arti figurative(2°rist. 2021).
Descrizione immagini:
Foto copertina Leonardo da Pistoia”San Michele scaccia il demonio (particolare), 1542. Mergellina (Napoli Santa Maria del Parto
Foto 1 Giudizio universale avorio 800 ca. Londra, Victoria and Albert Musum
Foto 2 Beato Angelico, Inferno, particolare del Giudizio universale, tempera su tavola, 1425-26ca. Firenze, Museo di San Marco, già Santa Maria degli Angeli
Foto 3 Dieric Bouts, Dannati all’Inferno, olio su tavola 1450. Lille. Palais des Beaux Arts
Foto 4 Luca Signorelli, “Dannati all’I
nferno” affresco, 1499-1503. Orvieto, Santa Maria Assunta, cappella Nova(cappella di San Brizio)
Foto 5 Luca Signorelli “Storie dell’Anticristo” affresco, 1499-1503, particolare. Orvieto, Santa Maria Assunta, cappella Nova(cappella di san Brizio)
Foto 6 Leonardo da Pistoia, “San Michele che uccide il demonio”, tempera su tavola 1542. Mergellina(Napoli), Santa Maria del Parto
Foto 7 “Adamo, Eva e la serpenta”, rilievo 1220 ca. Parigi, Notre Dame, portale della Vergine trumeau
Foto 8 Rutilio Manetti, “Tentazioni di Sant’Antonio abate, olio su tela, 1630, particolare, Siena sant’Agostino
Foto 9 Pieter van Laer,” Autoritratto con sce
na magica”, olio su tela, 1635-37, New York, Leinden Collection
Foto 10 Luca Giordano, “San Michele, sconfigge gli angeli ribelli”, olio su tela, 1666, Vienna Kunsthistorischer Museum
Foto 11 Francisco Goya, “Sabba delle streghe”, olio su tela, 1797-98, Madrid, Museo Lázaro Galdiano
Foto 12 Guillaume Geefs, “Lucifero”, marmo 1848, Liegi, Saint Paul
Foto 13 Félicen Rops, “Satana che semina zizzania”, acquatinta, 1882, Namur, Musée provincial Rops
Foto 14 Anselm Kiefer, “Caduta d
ell’angelo”, 2023-24. Barjac, La Ribaute,Collection Eschaton Kunststifrung
Le immagini che documentano il testo sono tratte dal volume:
“ Il diavolo. Storia iconografica del male”, di Laura Pasquini, 364 pp. 132 ill., copertina cartonata Carocci editore, Roma 2024 € 39.00
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