I tatuaggi prima dei tempi moderni: una storia raccontata dal Museo “Cesare Lombroso” anche con una postazione 3D
Molti associano i tatuaggi a movimenti giovanili come punk, skinhead, o gruppi internazionali come i pachucos americani e gli apaches parigini. Ma la storia dei tatuaggi e della loro interpretazione sociale è molto più antica e complessa. Prima di questi movimenti, c’erano uomini come Emilio, Ciro, Alexandre, Jean, Giovanni e Francesco, persone con precedenti penali la cui pelle tatuata attirò l’attenzione di Cesare Lombroso, uno dei primi criminologi italiani.
Lombroso, attivo nell’Ottocento, studiava l’anatomia e i tratti fisici nella convinzione che vi fossero segni visibili di “anormalità” e predisposizione al crimine. I tatuaggi, con i loro disegni impressi a fior di pelle, furono considerati tra questi segni distintivi. Con un approccio antropologico-criminale, Lombroso ritrasse, intervistò e annotò le storie di questi uomini, dando così vita a una documentazione unica che oggi rappresenta la nascita documentata di una delle forme di espressione personale più diffuse al mondo.
Oggi questa straordinaria collezione di immagini, racconti e simboli è conservata e valorizzata al Museo di Antropologia Criminale “Cesare Lombroso” dell’Università degli Studi di Torino. Il museo ha recentemente dedicato una postazione 3D che permette ai visitatori di esplorare questa pagina affascinante di storia culturale e sociale.
Il percorso interdisciplinare che ha permesso l’allestimento della postazione 3D del Museo Lombroso viene illustrato nel volume “Quella strana usanza. I tatuaggi del Museo Lombroso”, curato da Silvano Montaldo (Editris, 2025). Eccone l’Indice:
-Introduzione (Silvano Montaldo, Cristina Cilli)
-«L’ornamento primitivo». Dibattiti e collezionismo nella nascita della criminologia (Silvano Montaldo)
-La collezione del Museo di Antropologia criminale «Cesare Lombroso» (Cristina Cilli, Ilaria Serati)
-Frammenti di vite oscure (Cristina Stalteri)
-Lo zuavo, il brigante e la serva da lupanare. Tatuaggi femminili e archivio lombrosiano (Alessio Petrizzo)
-Il progetto TAZEBAO (Davide Borra)
-L’installazione 3D per la collezione dei tatuaggi (Riccardo Gagliarducci, Luca Porru, Riccardo Covino)
-La collezione di tatuaggi di Cesare Lombroso: profili giuridici tra digitalizzazione e installazioni museali permanenti (Roberto Cavallo Perin, Francesca Paruzzo)
-La dea Fortuna e il tatuaggio nel Mediterraneo (Silvano Montaldo, Cristina Stalteri).
Il racconto del passato attraverso i tatuaggi di queste figure dimostra come, da segno di marginalità e sospetto, i tatuaggi siano diventati una forma di espressione artistica e identitaria riconosciuta in tutto il mondo. Un percorso che invita a riflettere sul valore simbolico e storico di ciò che, spesso, si guarda solo come una moda o un gesto estetico.
Quella strana usanza
I tatuaggi del Museo Lombroso
A cura di: Silvano Montaldo
Editris Duemila snc, 2025, Torino – 136 pagine, 32,00 €
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