Recensione
In Giappone, da sempre, si crede vi sia una sorta di zona di transito tra l’ultimo attimo di vita e la morte. Quel luogo per la scrittrice Sanaka Hiiragi è «Il magico studio fotografico di Hirasaka», dove ci si ferma per poi ripartire verso la propria destinazione. Una meta che si raggiungerà solamente dopo aver scelto, per ogni anno di vita vissuta, una foto ritenuta importante.
Hirasaka, che non è ancora nell’aldilà, conserva del suo passato soltanto una fotografia, sbiadita e in bianco e nero, che non riesce a interpretare; si considera un uomo comune, afferma di non sapere chi è né come’è morto. Pensa che non si possa dire addio alla vita senza avere alcuna memoria e senza essere ricordato.
Gli ospiti, che non hanno ancora la consapevolezza di non essere più in vita, transitano per lo studio fotografico e si trovano dinanzi un uomo dall’aspetto ordinario ma ordinato, non bello ma neanche brutto. Gentile e tranquillo nei modi. Hirasaka li fa accomodare su un divano e offre loro del tè e consegna uno scatolone contenente le foto ricordo della loro vita. In attesa di veder giungere qualcuno che lo riconosca, lavora da molto tempo come guida per aiutare l’anima ad accettare la sua nuova condizione e a svolgere i riti necessari ad accedere all’aldilà.
Nello studio arrivano, uno dopo l’altro, la novantaduenne maestra d’asilo Hatsue, il quarantasettenne membro della yakuza, Waniguchi, e Yamada Mitsuru, una bambina che ha molto sofferto.
È una storia che fin dalle prime battute ci dice che ciò di cui non si ha memoria è come se non fosse esistito e che la vita è un viaggio durante il quale si lasciano andare poco per volta tutti i ricordi. Per questo motivo non si può dire addio alla vita senza rammentare nulla e senza lasciare traccia di sé.
Gli ospiti sono invitati a scegliere una foto per ogni anno della loro esistenza, alcuni ricordi che si credevano in parte dimenticati possono essere richiamati in vita grazie a Hirasaka che ha la facoltà di far rivivere la situazione e di fotografarla.

Hatsue si sofferma, quindi, sulla signora Hisano che all’inizio del suo percorso esistenziale aveva assunto il ruolo dell’antagonista; Waniguchi sembra non aver dimenticato il Ratto, un giovane particolare da lui protetto perché bullizzato, che ogni volta che lo incrociava gli ripeteva in modo ossessivo: “Eri difettoso e ti ho riparato.” Infine c’è Mitsuru.
«Il magico studio fotografico di Hirasaka» è un racconto circolare, perfetto nella sua costruzione: il finale, infatti, si ricollega all’inizio dell’ultimo capitolo fino a risalire all’inizio dell’intero libro.
Abile l’Autrice nel lasciare, in ogni parte del racconto, piccoli indizi che, uniti, creano il fil rouge che nell’epilogo andrà a riunire fatti e personaggi.
Non è soltanto un romanzo sul passaggio da questo mondo a quello ultraterreno (passaggio che è comunque rappresentato in modo non drammatico ma quieto e persino dolce, tipico della cultura giapponese) ma è il romanzo sui ricordi, su che cosa essi rappresentano nella vita di ognuno, soprattutto sull’importanza dei momenti della vita, degli attimi, delle sensazioni che possono cambiare l’esistenza di chi li vive e anche di chi è loro vicino.
Emozionante il parallelo ricordi-fotografie tra cui gli ospiti devono sceglierne una per ogni anno della propria esistenza allo scopo di comporre una lanterna girevole che rappresenta il riassunto della vita appena trascorsa: quando la lanterna si ferma sull’ultima fotografia scattata, la luce nello studio s’intensifica, diventa tutt’uno con il personaggio che prende coscienza del suo nuovo stato e svanisce.
Hirasaka, che non può modificare il destino degli ospiti con azioni dirette, senza infrangere le regole, sorprendendo se stesso e anche il lettore, con il cuore e l’intelligenza farà sì che il cerchio si chiuda e riuscirà anche a ritrovare traccia di sé, rivelandosi non soltanto fotografo e accompagnatore di anime.
Le pagine contengono un incantesimo tale da affascinare e rendere credibile ogni passaggio in cui il flusso dei ricordi, evocando una natura quasi reale, diventa un’esperienza sensoriale sia per gli ospiti dello studio sia per chi legge.
Sanaka Hiiragi
Il magico studio fotografico di Hirasaka
Universale Economica Feltrinelli, 2025, pagg. 160 € 16,00

Dalla recensione viene il desiderio di immergersi in queste pagine pregne di incantesimo. Un libro che va letto sicuramente.
Dopo aver letto la recensione, posso solo dire ” lo comprerò ”
Molto coinvolgente
Un libro sicuramente fantastico, il parallelo ricordi- fotografie mi attira e mi coinvolge. grazie per questa bella recensione
Un mondo, per taluni, ancora sconosciuto. Sicuramente incuriosisce! Inutile dire che sarà il mio prossimo acquisto. 🙂
Piacevole lettura, d’altronde l’autore ci ha abituati bene con questi lavori di scrittura costanti e ben curati. Grazie Francesco Rodolfo Russo.
Un nuovo anno ed il pensiero va a ritroso. I giorni iniziano a correre veloci, oppure si srotolano, si sgomitolano, lenti e inesorabili; ma se ci soffermiamo a pensare al passato, quali frame, quali fermo-immagine vorremmo portare con noi per ogni anno vissuto? Qual è l’essenza del nostro tempo passato ? Francesco Rodolfo Russo, attraverso la sua recensione, ci invita alla lettura di un testo che stimola nel lettore una riflessione importante sul senso che diamo al nostro tempo, alle nostre relazioni ed alle nostre azioni. Una magnifica lettura.
Questa recensione mi ha incuriosita molto: sembra un romanzo intenso e spirituale, in cui il mistero si unisce al quotidiano
È difficile vivere senza amore, o sapendo di non essere amati, o che di noi non resterà traccia nel ricordo di nessuno. L’amore dovrebbe essere un diritto universale: senza, al massimo, si sopravvive. Trovarlo è come scoprire un piccolo angolo di paradiso in cui brillare.
Leggendo della storia di Hirasaka e del suo magico studio fotografico, ho pensato a quanto sia prezioso lasciare una traccia, anche minima, nella vita degli altri. Non pretendo che la morte mi sublimi; mi basta che resti il mio ricordo nelle persone che mi hanno voluto bene, non perché io sia eccezionale, ma perché sono speciale per loro.
Il libro è bello e delicato.
Ciò che mi ha colpita di questa bella e accattivante recensione di Francesco Rodolfo Russo è l’immagine della lanterna girevole che rappresenta, attraverso fotogrammi scelti dai personaggi, gli attimi significativi della loro vita. Il ricordo di questi momenti conduce il lettore a pensare di fermare l’inesorabile incedere del tempo e a ritenere più dolce il paesaggio verso un’altra vita.
Dalla recensione molto chiara e avvolgente, ritengo sia il caso di acquistare il libro.
Il ricordo e l’essere ricordati sono un gesto d’amore. Ricordare chi hai amato e chi continui ad amare tiene sempre accesa la luce preziosa di quell’anima cara.
Grazie Francesco per la tua recensione illuminante.
La tematica è centrale e ci riporta
Ad apprezzare e vivere tutti gli
Gli aspetti della vita
Valorizzandoli ,così
Come si evince dalla recensione
Del bellissimo libro.
“Le pagine contengono un incantesimo.” Questo romanzo strega con delicatezza, ti accompagna in un luogo sospeso tra vita e morte e ti costringe a guardare i propri ricordi come fossero fotografie dell’anima. Anche con poche righe viene voglia di restare, e alla fine… di non andar via.
Leggere il libro, assolutamente, sii.
Grazie alla recensione di Francesco Russo in cui sono posto in risalto i passaggi rilevanti e magici del libro, vengo rapita e incuriosita da una trama profonda sul senso della vita e sul significato del nostro passaggio sulla terra tramite i ricordi. Cosa ricordare del passato quando il presente si abbrevia? Ecco sfilare foto, singoli momenti, persone amate, sentimenti vissuti.libro da comperare!
Grazie alla recensione di Francesco Russo in cui sono posti in risalto i passaggi rilevanti e magici del libro, vengo rapita e incuriosita da una trama profonda sul senso della vita e sul significato del nostro passaggio sulla terra tramite i ricordi. Cosa ricordare del passato quando il presente si abbrevia? Ecco sfilare foto, singoli momenti, persone amate, sentimenti vissuti.libro da comperare!
Grazie davvero Francesco, la recensione motiva fortemente la lettura di questo libro. L’argomento è difficile da trattare e affrontare per molti di noi, ma molto interessante e parte della vita di ognuno. Per quanto intenso e profondo sia l’argomento, dalla recensione emerge con quanta delicatezza e originalità sia trattato. Le fotografie poi sono personalmente ricordi a me molto cari. Lo leggerò presto!