Abbiamo il piacere di presentare ai Lettori di Civico20news il dr. Davide Virzi, Direttore dell’ AMP (Area Marina Protetta) dell’Isola di Bergeggi – SV.
Durante questa intervista affronteremo molti punti relativi alla gestione dell’Area, alla vita biologica dei nostri fondali, e ai rischi che potrebbero comprometterne la salute.
Prepariamoci, quindi, ad affrontare i temi più delicati che riguardano una tra le più significative realtà biologiche del patrimonio subacqueo italiano.
Giancarlo Guerreri: Dr. Virzi Qual è lo stato attuale della salute dei nostri fondali?

Davide Virzi: In generale possiamo affermare che lo stato di salute della nostra AMP e dei suoi fondali sia buono. Questo lo possiamo desumere alla luce dei dati delle attività di monitoraggio e raccolta dati che periodicamente in collaborazione con enti di ricerca specializzati, interessano gli habitat e le specie presenti. Nell’ultimo biennio ad esempio abbiamo realizzato studi sugli habitat del posidonieto, del coralligeno, delle “foreste” di Cystoseira, delle grotte marine, sulla qualità e consistenza della fauna ittica presente o su particolari specie target come la tartaruga (Caretta caretta) e i cetacei che frequentano la zona, la Magnosa (Scyllarydes latus). In collaborazione con Università Bicocca stiamo anche portando avanti un’attività di ricerca basata sulla tecnica del DNA ambientale, grazie al quale poter rintracciare (al momento non è ancora accaduto) eventuali presenze o passaggi di esemplari di Foca monaca.
G.G.: Voci ottimistiche, come abbiamo riportato in un articolo precedente, sembrano confermare la volontà politica di scongiurare la nefasta presenza della nave Rigassificatore nel vicinissimo porto di Vado Ligure, portatrice di inquinamento e rischi ambientali, possiamo stare realmente tranquilli?
D.V.: Prima il Governatore della Regione Liguria e ora il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica si sono espressi pubblicamente e in maniera chiara e univoca, escludendo la possibilità di un arrivo del rigassificatore a largo di Vado Ligure. Direi, senza troppi giri di parole, che da questo punto di vista possiamo parlare di “pericolo scampato”.

G.G.: Sembra invece che il deposito di gas, che dovrebbe essere installato sulle banchine portuali di fronte a Bergeggi, stia continuando l’iter per l’approvazione. Quali disagi e pericoli potrebbe comportare la sua presenza?
D.V.: Questo è un progetto che solo marginalmente rientra tra la mie competenze. Per quel che ne so l’iter sta procedendo, anche se noi come AMP e Comune di Bergeggi, così come gli altri enti interessati, abbiamo avanzato diverse osservazioni sui documenti di progetto presentati e pubblicati sul sito del Ministero. Per quel che riguarda l’ambiente marino le preoccupazioni sono relative all’aumento dei rumori subacquei sia dovuti alle fasi di cantiere che al conseguente aumento del traffico marittimo. Ciò potrebbe avere un impatto importante soprattutto sulla presenza ed il passaggio di mammiferi marini, animali particolarmente sensibili a questo tipo di variazioni ambientali. Dal punto di vista degli effetti diretti sulla qualità delle acque e degli habitat marini, questi dovrebbero essere minimi in quanto non saranno previste lavorazioni in mare. Più preoccupante invece, così come evidenziato dai miei colleghi dell’Ufficio Demanio e dalle relazioni predisposte dai tecnici che hanno supportato in questo percorso il Comune di Bergeggi, sono le questioni legate alla sicurezza e all’aumento del traffico veicolare su gomma che andrà a congestionare ulteriormente strade e autostrade già non particolarmente facili da percorrere.

G.G.: L’area che comprende l’isola di Bergeggi è anche inserita in un comprensorio definito “Il Santuario dei Cetacei”, questa zona ospita numerose strutture industriali che potrebbero compromettere la presenza dei mammiferi marini. Sappiamo che state monitorando la zona con la presenza di idrofoni subacquei, cosa può dirci in merito?
D.V.: L’Area Marina Protetta Isola di Bergeggi è uno dei veri e propri hot spot del Santuario dei Cetacei. Qui la presenza, anche a poche centinaia di metri di distanza dalla costa, di tursiopi e capodogli è accertata dalle costanti attività di monitoraggio che, con in collaborazione con l’Associazione Menkab, da diversi anni vengono realizzate. Oltre alle tradizionali uscite in barca in mare per l’avvistamento degli animali presenti (attività però che risulta possibile solo con condizioni meteo-marine favorevoli), dallo scorso anno abbiamo la possibilità di monitorare la loro presenza anche grazie ad uno speciale idrofono, posizionato in prossimità di una delle boe perimetrali dell’AMP, che ci permette di ascoltare i loro suoni per 365 giorni all’anno. I ricercatori sanno distinguere i suoni che ogni specie emette e di conseguenza possiamo avere una fotografia davvero completa della presenza e dei passaggi di questi straordinari animali. Ovviamente gli idrofoni, posizionati a poche miglia di distanza dalle strutture portuali limitrofe, dalle aree di cantiere per le modifiche alla diga di Vado Ligure e dalle rotte delle tante navi in arrivo e partenza, registrano anche i tanti rumori di origine antropica presenti nella zona. Rumori che senza dubbio possono rappresentare un disturbo per la presenza di animali così sensibili all’inquinamento acustico quali i cetacei.

G.G.: E’ stata osservata da alcuni anni una significativa riduzione della vegetazione sugli scogli presenti sulla falesia che ospita la via Aurelia, questa zona è parte integrante dell’AMP. Possiamo pensare che le cause siano solo riconducibili ad un aumento di temperature delle acque o è probabile che i lavori subacquei del porto di Vado Ligure, nonché l’intensa movimentazione delle navi possa aver sollevato particelle inquinanti e sospensione che determinano il degrado dei fondali?
D.V.: Le cause di questo fenomeno, così come il degrado delle praterie di Posidonia oceanica, sono riconducibili ad una sommatoria di fattori passati e più attuali. Le massicce azioni di ripascimento delle spiagge che in passato hanno interessato la zona e le tante opere, più o meno impattanti, realizzate per il progressivo ampliamento della limitrofa area portuale, hanno sicuramente causato effetti non certamente positivi sugli habitat presenti. A questi negli ultimi anni si è aggiunto il costante aumento delle temperature delle acque, fenomeno globale che interessa l’intero bacino mediterraneo, che può impattare negativamente su tanti organismi marini ed in particolare su quelle specie animali e vegetali vincolati ad un substrato senza quindi la possibilità di spostarsi alla ricerca di condizioni a loro più favorevoli, cosa invece che i pesci ed altri invertebrati marini riescono a fare. Gli ecosistemi marini costieri sono sempre più soggetti alle pressioni antropiche locali e globali. In questo contesto l’analisi di serie storiche di dati e una costante ed attenta azione di monitoraggio ambientale, risultano fondamentali per la comprensione dei cambiamenti nel tempo a cui stanno andando incontro gli habitat prioritari, per l’adozione di efficaci strategie per la loro tutela e per il loro eventuale ripristino.

G.G.: Parlando di aspetti positivi possiamo notare come la regolamentazione della pesca e la tutela della fauna ittica, presente nell’area interdetta alla navigazione, abbia fatto aumentare le popolazioni di pesci autoctoni, osservabili da tutti tramite il collegamento web con la telecamera ancorata ai fondali dell’Isola. Questa è stata sicuramente un’idea straordinaria che avvicina anche il grande pubblico alla dimensione subacquea. Che riscontri avete avuto, riguardo a tale iniziativa?

D.V.: La webcam subacquea dell’Isola di Bergeggi è un nostro piccolo primato e vanto. Ad oggi è l’unica attiva in Italia (e una delle poche in Mediterraneo), visibile gratuitamente da tutti collegandosi all’apposito canale Youtube che conta quasi 4000 iscritti e migliaia di visite ogni giorno. Grazie alle immagini della webcam subacquea, posizionata a circa 18 metri di profondità a largo dell’isola, la straordinaria biodiversità dell’area marina è portata nelle case di tutti, anche di chi non ha la fortuna di potersi immergere in queste acque. Le immagini della webcam sono per noi sia un importante strumento di ricerca che affianca la tradizionale attività realizzata sul campo, ma anche un potente mezzo di valorizzazione delle politiche di tutela portate avanti dal 2007 dall’AMP. Chiunque guardando le immagini della webcam, anche la persona meno esperta, può rendersi conto dei benefici e dei risultati che l’attività dell’AMP ha ottenuto in questi anni, apprezzando sia la quantità sia la dimensione ma anche le tante differenti specie diverse di pesci presenti. Per contro dobbiamo ricordare che il mantenimento della webcam, alimentata da un sistema di pannelli fotovoltaici posti sulla sommità dell’Isola di Bergeggi, rappresenta un’attività continua, che richiede l’intervento di varie figure professionali altamente qualificate senza le quali sarebbe per noi impossibile garantire questo servizio tanto caro agli utenti ma anche all’ente gestore dell’AMP.

G.G.: Sentiamo spesso parlare del Sentiero Blu e della Zona ZSC (Zona Speciale di Conservazione), potrebbe chiarirci di cosa si tratta?
D.V.: Il Sentiero Blu di Bergeggi è uno speciale percorso allestito dal 2021, da maggio a fine settembre, davanti al litorale bergeggino. Sono 27 boe, ancorate sul fondo utilizzando un innovativo sistema poco impattante per l’ambiente, posizionate a circa 200 metri distanza dalle spiagge e a 100 metri dalle scogliere, che interessano l’intero litorale del Comune di Bergeggi e che formano un percorso di oltre 2,5 km di lunghezza, dedicato agli appassionati delle attività outdoor in mare (kayak, stand un paddle, nuoto in acque libere, apnea, snorkeling ecc.) all’interno del quale è severamente vietato l’ingresso ad imbarcazioni a motore. Grazie al Sentiero Blu ogni anno sono migliaia i visitatori che possono scoprire, in sicurezza, gli straordinari ambienti marino-costieri di Bergeggi: la Grotta marina, le falesie, la spiaggia di Lido delle Sirene e ovviamente l’Isola di Bergeggi. Oltre ad essere diventato un importante strumento di promozione territoriale, il Sentiero Blu in questi anni ha contribuito positivamente all’attività dei tanti operatori dell’outdoor presenti nel comprensorio.
Le ZSC (Zone Speciali di Conservazione), un tempo denominate SIC (Siti di Importanza Comunitaria), sono zone di alto valore ambientale, individuate sul territorio secondo i criteri proposti dalla Direttiva Habitat dell’Unione Europea (Direttiva 92/43 CE). Insieme alle ZPS (Zone di Protezione Speciale) istituite ai sensi della Direttiva Uccelli (Direttiva 2009/147/CE) le ZSC compongono Rete Natura 2000, principale strumento della politica dell’Unione Europea per la conservazione della biodiversità. Si tratta quindi di aree particolarmente importanti e sensibili dal punto di vista ambientale che richiedono (o che dovrebbero richiedere) speciali azioni e procedure al fine di garantirne la tutela e minimizzare possibili impatti negativi dovuti ad interventi di origine antropica.

G.G.: Inoltre si parla di un possibile ampliamento della Area Marina Protetta, di cosa si tratta esattamente?
D.V.: Il Comune di Bergeggi, ente gestore dell’AMP, ha già deliberato favorevolmente sul progetto di ampliamente dell’area protetta. Progetto che porterebbe a raddoppiare la superficie di mare tutelata, andando ad interessare, verso costa l’intero litorale bergeggino da Punta Bergeggi al confine comunale con Spotorno, e verso il mare aperto gran parte delle aree interessate da habitat a coralligeno che nella perimetrazione originale dell’AMP erano state, un po’ inspiegabilmente escluse, dalla zona tutela. Anche al fine di poter finalizzare questo iter, comunque non breve e non semplice, il Comune di Bergeggi è stato oggetto, da parte della Fondazione Friends of Genoa di una donazione di 100.000,00€. Risorse che saranno indispensabili per coprire i costi degli incarichi ad enti di ricerca e ai diversi professionisti che supporteranno il Comune nella realizzazione delle attività e degli studi propedeutici e nella stesura della documentazione necessaria. L’ultima parola poi spetterà al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica che con proprio decreto dovrà formalizzare le modifiche da noi proposte. Ci auguriamo, anche su questo fronte, di potervi dare a breve aggiornamenti positivi.
G.G.: L’Isola di Bergeggi, contrariamente a quanto si possa pensare, è ricca di storia e di testimonianze archeologiche, come i resti dell’Abbazia fondata dai Monaci di Lérin intorno all’anno 1000. E’ stata ammirata, se non visitata sia da Giordano Bruno che da Dante Alighieri, che nominò nel IV Canto del Purgatorio la vicina città di Noli.
Potremo, immaginare l’area sommersa dell’isola di Bergeggi un laboratorio interregionale ove realizzare tesi di laurea in biologia marina?

D.V.: L’Area Marina Protetta è frequentata ogni anno da centinaia di studenti di ogni ordine e grado: dagli alunni delle scuola primaria di Bergeggi, ai ragazzi dell’Istituto Nautico di Savona o di un Liceo piemontese o svizzero in gita di istruzione. Queste attività rappresentano anche un’importante risorsa per i tanti operatori turistici locali (guide naturalistiche, educatori ambientali ecc) che accompagnano i ragazzi alla scoperta della nostra AMP e del suo comprensorio.
L’AMP è poi ogni anno oggetto di studio di diversi di studenti universitari, provenienti anche da fuori regione, che scelgono i diversi aspetti, habitat e specie animali/vegetali presenti come tema per le lori tesi di laurea, specializzazione o semplicemente per approfondimenti. E non dobbiamo pensare solo studenti di biologia marina ma anche di scienze naturali, geologia, architettura, scienze geografiche e scienze del turismo. Per quello che possiamo, compatibilmente con le risorse umane, logistiche ed economiche a disposizione, siamo ben contenti di accogliere e poter supportare i giovani che vogliono approfondire i diversi aspetti che caratterizzano la nostra area marina protetta.

G.G.: Lascerei a Lei trarre le conclusioni sul futuro di quest’area marina, considerando i rischi dell’inquinamento chimico, sonoro e termico, e le possibili soluzioni che si potrebbero adottare per ridurre le cause negative di impatto ambientale.
La regolamentazione della pesca e la collaborazione con la Capitaneria di Porto hanno portato ad un aumento della fauna ittica che sembra prosperare oltre ogni più rosea aspettativa.
Ci auguriamo che in futuro si possano nuovamente osservare fenomeni di ripopolamento della flora e fauna di invertebrati, considerando che questa particolare tipologia di animali necessita, per sopravvivere, di condizioni generali particolarmente favorevoli.
D.V.: L’Area Marina Protetta Isola di Bergeggi è una delle più piccole in Italia ed anche forse quella più prossima ad un sito portuale-industriale importante come quello di Vado Ligure. I risultati dei monitoraggi scientifici effettuati nel corso degli ultimi anni hanno sempre fornito risultati buoni, ed in alcuni casi ottimi, sullo stato di salute della nostra area protetta. Ciò dimostra anche che, quando le attività e gli interventi antropici sono realizzati con attenzione, un certo equilibrio tra sviluppo economico e tutela della biodiversità è possibile. Ma rimane sempre una situazione delicata, un equilibro fragile che potrebbe spezzarsi improvvisamente a fronte di scelte avventate e poche rispettose dell’ambiente. Di questa fragilità noi come ente gestore e come comunità locale ne siamo pienamente consapevoli. Ci auguriamo che questa consapevolezza sia insita anche in chi governa e sceglie le strategie di sviluppo regionale e nazionale.
G.G.: Ringraziamo il dr. Davide Virzi, Direttore dell’AMP, Isola di Bergeggi, per averci aggiornato su molti aspetti delicati degli ecosistemi presenti in questa zona di Liguria, e soprattutto per averci regalato la speranza che vi siano dei margini di miglioramento e delle prospettive politiche, in grado di favorire lo sviluppo delle Aree Marine Protette.

Immagini Fotografiche: Archivio AMPI-Isola di Bergeggi e Giancarlo Guerreri
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Carissimo Giancarlo ,ho letto con attenzione l’interessante l’intervista al dottor Virzi.
Mantenere il giusto equilibrio che consenta una proliferazione ittico faunistica e preservare un abitat tanto delicato appare miracoloso.. L’isola di Bergeggi e l’acqua che la circonda per me e stata il palcoscenico delle prime immersioni e scoperte dei suoi tesori colorati più di 60 anni addietro .Pinne Cressi rondine ,maschera rotonda e tanta voglia di scoprire il mare. Con il mio papà partivamo da Torino la domenica mattina prestissimo e con la lambretta raggiungiavamo Finalpia Vado e infine la spiaggetta di Bergeggi. Affittavamo un moscone e poi iniziava l’avventura di incredibili scoperte sottomarine
. Il ritorno a Torino alle 5 del pomeriggio con ancora il sale sulla pelle gli occhi arrossati e la felicità nel cuore per l’esperienza passata. Negli anni successivi ho avuto la fortuna di viaggiare e vedere mari lontani facendo esperienze fantastiche ma il ricordo dell’isola di Bergeggi sopra di me e ritrovarmi ai suoi piedi nel mare cristallino mi da ancora adesso un ricordo di gioia infinita. Tutto questo per testimoniare la mia gratitudine a chi si è impegnato in questi anni a preservare questo territorio combattendo contro l’indifferenza di chi non ha mai avuto la fortuna di dare un occhiata alla bellezza della natura che è nascosta sotto pochi metri di acqua cristallina. Grazie Giancarlo con ammirazione e stima Andrea Lavagno.
Magnifico intervento e servizio fotografico annesso. Mi manca molto quell’isolotto. Ricordo ancora quanto regno animale colorato si muoveva a pochi metri di profondità. Difendere quella biodiversità è un obbligo!Una cernia, perbacco!