Lezioni sottintese.
Abbiamo il piacere di presentare l’ultima fatica di Patrizia Lotti, ex insegnante di lettere classiche che ora collabora con Civico20News, in qualità di “Firma“. Nata e vissuta Milano, dopo una laurea in lettere classiche si trasferisce in Brianza, dove si dedica all’insegnamento liceale; in particolare dal 1990 lavora al liceo “Agnesi” di Merate. Da una decina d’anni è caporedattore della rivista Episteme. Ha, inoltre, collaborato per qualche tempo anche con la rivista di italianistica della Cattolica Otto/Novecento.
Patrizia ci racconta le difficoltà legate all’insegnamento: mantenere accattivanti e inalterati i valori degli Autori del passato è impresa non sempre facile. L’insegnamento è sicuramente un’arte antica che si sforza di trasmettere informazioni attraverso il rapporto empatico con i propri allievi.
Riscoprire il “bello” è sempre più difficile, richiede lavoro, perseveranza e amore.
Come racconta Patrizia Lotti: “il gusto si affina facendo apprezzare le cose belle. … Se un verso, anche uno solo del carme “Dei Sepolcri“, riesce a colpire la fantasia e l’immaginazione di uno studente, allora credo che la sua mente si ribellerà davanti alla volgarità e alla violenza gratuite dilaganti, alla mancanza d’intelligenza di tanti programmi televisivi o alla banalità di tanta pseudo informazione cartacea o su internet e magari gli verrà anche voglia di esercitare il suo libero arbitrio, di digitare il tasto off e di aprire un libro, di andare a fare una passeggiata, di rimanere a guardare un cielo stellato o un tramonto…
… Insomma una lezione sottintesa è l’insieme di pensieri, immagini, analogie con il tuo vissuto che si nasconde dietro le parole dette o le spiegazioni date in classe, l’ante quem individuale di ogni trattazione; spero che il post quem lo possano scrivere loro, con le loro scelte e i loro comportamenti….”
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Mila Goy tiene dal 2005 un corso di scrittura che continua ancora oggi. Non riesce a separare la letteratura che insegna al liceo dalla sua vita, per cui ogni corso comincia con una Lezione sottintesa, un curioso genere di scrittura a metà strada tra la narrativa ed il saggio, in cui, per esempio, racconta di come un bagno di notte sotto la pioggia le abbia aperto le porte del mistero di cui scrive D’Annunzio nella sua Pioggia nel pineto; oppure come una fondue Bourguignonne a Les Halles sia diventata la sua madelaine per riuscire finalmente a piangere per la morte della sua mamma. Un’altra volta sarà invece una incredibile (e forse solo immaginata) stella cadente a dicembre a svelarle il mistero che accomuna la notte di San Lorenzo di Pascoli e quella, altrettanto drammatica, della famiglia di una sua studentessa; oppure capirà perché ha sempre detestato le unghie smaltate di rosso leggendo Digitale purpurea e ascoltando la storia dell’amico morto per overdose che il poeta sembra raccontarle ogni volta. O ancora Mila, dopo aver letto in classe tante volte l’ode del Carpe diem, ne vive fino in fondo la verità durante un inaspettato bagno in mare sotto la luna d’estate, a cui si abbandona vivendo davvero, almeno per un momento, hic et nunc. Insomma, ogni volta, quando pensa alla prima lezione del nuovo corso, un evento della sua vita le viene spontaneamente incontro e trova il suo spazio e la sua spiegazione nell’universalità del tutto grazie ai Limoni di Montale o alla Ginestra di Leopardi. Così ogni cosa trova finalmente il suo senso. Il libro è quindi, oltre che uno spaccato della sua vita, anche un quadro dei cambiamenti avvenuti nel mondo degli adolescenti e della scuola negli ultimi vent’anni.

