Costruita nel 1630 per Ludovico D’Agliè, dapprima villa San Germano, poi luogo di frivolezze e vanità
L’interesse per villa Becker è stato acceso da una casualità che ha risvegliato un “vecchio architetto” e quanto è scaturito da una breve indagine è destinato alla città di Torino, ai cittadini e a chi è stato per anni incaricato alla salvaguardia storica degli edifici, quando siano memorie della nostra storia.
Villa Becker, nota anche come Villa Imperiali Becker o Villa San Germano, è un edificio situato sulla collina torinese, in strada del Righino 1, in zona val Salice.
La villa risale al XVII secolo, conosciuta anche come Villa dell’Oracolo, o delle Catacombe ha una storia affascinane, nobile e molto coinvolgente. Edificio adibito al ritrovo per feste e mondanità, da Filippo d’Agliè, marchese di San Damiano, politico e letterario torinese del 600, fino a sir William Friederik Becker, ricco diplomatico americano amante dell’Italia del fascismo.
Con il tramonto della nobiltà e l’avvento della Repubblica, il mondano ruolo del villino, lentamente è decaduto, fino all’abbandono e alla dimenticanza. L’ultimo proprietario infatti, risulta il secondo marito di donna Delphine già vedova di sir William Becker, sposata nel 1935 dal marchese Demetrio Imperiali di Villafranca.
Villa Becker, inizialmente costruita in stile Barocco, tra il 1903 e 1911, fu ristrutturata dall’architetto Piero Fenoglio, con l’inserimento di molti particolari stile Liberty, e oggi si presenta come un documento di tipologie dell’epoca fuse con maestria, ma l’abbandono, il degrado, l’incendio, l’ignoranza del vandalismo e l’avanzare della vegetazione, non rendono merito alla storia della palazzina.
Ultimamente la villa, grazie alla sua posizione, alla sua storia, alle leggende di spiriti vaganti legati soprattutto al fatto di essere stata usata nel 2007 come azzeccato set per il film horror di Dario Argento “La Terza Madre”, è obiettivo di arditi visitatori di luoghi abbandonati.
Per chi volesse raggiungere la villa, entrarci è possibile, ma la salita potrebbe risultare un po’ impegnativa a causa della fitta vegetazione.
Responsabilità e destinatari del restauro
Oggi, villa Becker è da considerarsi un immobile in stato di abbandono, altresì, essa rimane un sito di interesse storico e culturale per la città di Torino, quindi, la responsabilità di restauro della villa e del parco, in teoria non sarebbe chiaramente definita e non ci sono informazioni su chi abbia il dovere o l’intenzione di restaurare Villa Imperiali Becker.
In pratica, la legge non ha una normativa specifica per definire le “residenze di importanza storica abbandonate”, ma si concentra sulla tutela del patrimonio culturale ed edilizio pubblico e privato con altre disposizioni legislative. Le strutture abbandonate, indipendentemente dal loro valore storico, possono essere oggetto di norme che riguardano: occupazione abusiva, sicurezza, degrado e possibilità di recupero.
È quest’ultima voce che potrebbe essere impugnata per un’altra serie di iniziative delle quali villa Becker avrebbe diritto per una nuova mondanità popolare, artistica, culturale, architettonica, scrigno della memoria, che potrebbe essere inserito in un programma di riutilizzo e valorizzazione di una Torino capace di preservare e tramandare la sua storia.
Opzioni di restauro e valorizzazione
Infatti, esistono diverse iniziative e leggi regionali che promuovono il recupero e la valorizzazione del patrimonio edilizio abbandonato, con l’obiettivo di rivitalizzare centri storici, ridurre il consumo di suolo e favorire lo sviluppo sostenibile.
Leggi regionali per il recupero degli edifici storici in Piemonte
In Piemonte, diverse leggi regionali mirano alla promozione del recupero e della valorizzazione degli edifici storici abbandonati. Tra queste, la Legge Regionale 16/2018 e la legge che recepisce il Decreto Salva Casa. Inoltre, la Legge Regionale 56/1977 (“Tutela ed uso del suolo”), insieme a quelle che tutelano il patrimonio culturale e paesaggistico.
Provvedimenti che possono giocare un ruolo importante, laddove un progetto da elaborare insieme alla facoltà di Architettura, impiegando i fondi del PNRR o di fondazioni interessate, il recupero di villa Becker potrebbe risultare fattibile e propositiva sede di un futuro facile da costruire in un ambito talmente suggestivo.
Ultime notizie infatti lasciano trapelare che La Villa sia stata acquistata da una immobiliare, con intenzioni di restauro!
Infine, occuparmi di questo luogo abbandonato sulla collina, mi ha portato a indagare su altre residenze storiche che, fossero state in Francia, in Toscana o nel Lazio, oggi sarebbero meta turistica e non solo. Villa Carpeneto è una di loro, ma questa è un’altra storia…
testo Civico 20, foto da i viaggi di Golosulliver & Museo storico

Un vero delitto non recuperare un bene così o lasciarla ai privati. Dovrebbe essere segnalata anche al FAI da sempre impegnato nel recupero dei beni artistici di questo paese e poi aperta al pubblico. L’ho vista qualche settimana fa in una passeggiata in solitaria nella collina. Mi ero quasi persa e la villa ( passandoci davanti due volte era il segno che giravo in tondo ) ha attirato la mia attenzione per la bellezza che traspariva anche nella decadenza e lo sconcerto per la facilità di accesso per predatori di arredi.
Che peccato delle belle ville abbandonate così.
Prova commento
Grazie per aver fatto luce su questo luogo che avrebbe davvero bisogno di una ritrovata dignità. Uno spreco immenso lasciarla morire tra i rovi …
grazie per la segnalazione iniziale
Ricordo di esserci stata, in quelle notti, quando da ragazzi andavamo alla ricerca di luoghi infestati da fantasmi e strane presenze (tutte balle) … però che bei tempi!