Relativamente alla sua nuova visita presso il CPR di corso Brunelleschi
Il Segretario Generale Provinciale del SIULP di Torino Eugenio Bravo ha così replicato in merito alle recenti dichiarazioni dell’Assessore ai Diritti della Città Jacopo Rosatelli relative alla sua nuova visita presso il Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) di corso Brunelleschi e alla sua denuncia contro questi centri.
“La morale di certi politici – ha affermato – si ferma appena gli irregolari mettono piede in Italia”.
La “visita” ha fatto seguito a quella dello scorso mese di aprile messa in atto per monitorare le condizioni della struttura e degli “ospiti” con basse probabilità di rimpatrio in quanto provenienti da nazioni “non sicure” come Marocco e Tunisia.
“È forse opportuno ribadire – insiste il Segretario SIULP – alcuni punti fondamentali: premesso che il rispetto della dignità della persona è un valore inderogabile, sia all’interno dei CPR sia in qualunque altro luogo, non possiamo non rilevare come l’indignazione espressa dall’Assessore appaia quantomeno selettiva. A Torino, e l’Assessore dovrebbe saperlo, esistono diffuse situazioni di degrado urbano, di miseria e di abbandono di cittadini, italiani e stranieri, costretti a vivere tra sporcizia e insicurezza, senza che la stessa veemenza venga pubblicamente manifestata”.
Una realtà che, purtroppo, è anche frutto dell’inefficienza dell’amministrazione comunale, prosegue Bravo, di cui lo stesso Assessore fa parte:
“Purtroppo, la “morale” di certi esponenti politici sembra fermarsi un istante dopo che gli immigrati irregolari hanno messo piede in Italia dimenticandosi completamente di ciò che accade dopo”.
Il Segretario del SIULP ha altresì voluto ricordare che i CPR sono strutture necessarie per impedire che soggetti irregolari, già destinatari di provvedimenti di espulsione e quasi sempre autori di più reati quali stupri, rapine e violenze restino liberi sul territorio in attesa di procedimenti che, per lungaggini burocratiche, possono protrarsi per mesi.
Per poi aggiungere con vena ironica:
“Chi minimizza questa funzione ignora, o finge di ignorare, che il ritardo nelle espulsioni non fa giustizia sulle vittime di questi sogget
ti e la loro permanenza potrebbe mieterne altre”.
Chiosando anche su affermazioni quali il superaffollamento come pure casi, in verità assai rari, di integrazione (clandestino ex Jugoslavia):
“Sembra proprio – ha chiosato in conclusione – che l’empatia selettiva verso chi si trova nei CPR non sembra trovare la stessa forza quando si parla delle vittime di reati commessi da persone già colpite da ordine di espulsione”.
Quanto alla dichiarazione dell’Assessore secondo cui alcuni ospiti proverrebbero da Paesi come Marocco e Tunisia, per i quali sarebbero “basse le probabilità di rimpatrio”, ha rimarcato come “occorre precisare che con questi Stati esistono accordi bilaterali operativi. Il problema non è la mancanza di accordi, ma l’eccessiva complessità e lentezza delle procedure di espulsione, talvolta tali da sembrare strutturate proprio per rendere inefficace il provvedimento.
Infine, il riferimento a persone giunte in Italia da minori e oggi lavoratori rischia di creare una narrazione distorta: nessuno viene espulso solo perché ha lavorato anche se irregolare”.
Il SIULP Torino, a settembre illustrerà pubblicamente le criticità delle procedure di espulsione e le proposte per renderle realmente efficaci, nell’interesse della sicurezza collettiva e nel pieno rispetto dei diritti fondamentali.
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