Episodi che destano perplessità
“Il SIULP di Torino esprime profondo sdegno per quanto accaduto ieri a Genova al contingente di 30 uomini
del Reparto Mobile di Torino impiegato nei servizi di ordine pubblico presso lo stadio Marassi”.
Ce lo spiega Eugenio Bravo, Segretario Generale SIULP Torino, che aggiunge:
“Gli operatori, dopo aver ricevuto disposizione di recarsi per il secondo ordinario alla mensa del Commissariato
Sturla hanno scoperto, giunti sul posto, di non essere nemmeno attesi dal personale addetto e che non vi
fosse alcuna derrata disponibile. Contattato il dirigente del servizio, è stato disposto il rientro allo stadio, dove
sarebbe stato approntato un catering”.
La realtà si è rivelata ben diversa: il luogo individuato per la consumazione era del tutto inidoneo e il cosiddetto
“catering” consisteva in avanzi di pasti già consumati da altri:
“Un trattamento che non solo viola un diritto elementare, come quello alla fruizione del pasto, ma che rappresenta una vera e propria umiliazione per lavoratori che, con professionalità e sacrificio, garantiscono la sicurezza della collettività”.
Bravo insiste inoltre su come non sia tollerabile che uomini e donne della Polizia di Stato, impegnati in un servizio delicatissimo di ordine pubblico, vengano trattati con una leggerezza tale da farli sentire più vicini a bestiame che a servitori dello Stato:
“La dignità delle persone e dei lavoratori non può e non deve essere calpestata in questo modo”.
Il SIULP di Torino, di conseguenza, chiede immediata chiarezza sull’accaduto, l’individuazione delle responsabilità e l’adozione di provvedimenti che impediscano il ripetersi di simili episodi che minano non solo il morale del personale, ma anche il rispetto dovuto a chi, con la propria divisa, rappresenta lo Stato e ne tutela la sicurezza:
“Al tempo stesso richiamiamo il Dipartimento della Pubblica Sicurezza alle proprie responsabilità: non è più
accettabile che l’organizzazione dei servizi di ordine pubblico continui a poggiare su improvvisazioni logistiche
e gestionali che finiscono per mortificare il personale. La tutela della dignità, della salute e dei diritti
fondamentali dei poliziotti deve essere posta al centro, perché non si può chiedere professionalità,
abnegazione e sacrificio a chi poi viene trattato con superficialità e disprezzo”.
Uno “strano” contrattempo come il fallimento del volo charter di rimpatrio per il divieto dell’Algeria a sorvolare i suoi cieli con i migranti rientrati in Italia e agenti della Questura di Torino costretti a 21 ore di servizio di
vigilanza:
“Il SIULP di Torino denuncia con forza l’assurdità e la gravità di quanto accaduto ieri in occasione del volo charter congiunto organizzato dall’Italia insieme a Belgio, Cipro e Svizzera per il rimpatrio di quaranta cittadini nigeriani 29 provenienD dall’Italia e 11 dagli altri paesi europei”.
Ricordiamo infatti che dopo la partenza regolare dall’aeroporto di Roma, l’aeromobile è stato costretto a invertire la rotta a causa del diniego di sorvolo da parte delle autorità algerine:
“Tutti i migranti sono quindi rientrati in Italia e ricondotti presso il C.P.R. di Gradisca d’Isonzo: un fallimento totale, un dietro-front non solo incomprensibile ma anche imbarazzante per il nostro Paese”.
Ma ciò che è altresì inaccettabile e che, a fronte di un episodio così grave, l’amministrazione abbia pensato di trattenere per un’intera noAe il personale di polizia di scorta in aeroporto
“forse per paura di spendere dei soldi o forse per la ormai assidua litania di risparmiare ad ogni costo, totalmente incurante della stanchezza degli operatori”.
Indigna l’enorme disagio e il grave impegno imposto agli operatori di scorta italiani, tra i quali poliziotti provenienti dalla Questura di Torino, rimasti in servizio di vigilanza agli stranieri da rimpatriare per oltre 21 ore consecutive, dalle 7 del mattino alle 4,15 della notte seguente, confortati con una cena alle 11 di sera da un panino e una bottglia d’acqua compensata solo alle 3,30 sul volo di ritorno per Gradisca:
“Un carico di lavoro esagerato che ha messo a dura prova il fisico e la psiche dei colleghi, trattati ancora una volta come numeri sacrificabili in nome di un’organizzazione approssimativa e incurante della dignità professionale e umana. Non si può chiedere professionalità e sacrificio infinito senza garanDre condizioni minime di sicurezza, tutela e rispetto”.
Il Segretario Eugenio Bravo ribadisce che qualcuno dovrà assumersi la responsabilità di questo fallimento organizzativo e politico, che ha comportato non solo uno spreco ingente di risorse pubbliche, risparmiando solo sulla notte in albergo per i poliziotti, ma anche un’umiliazione per l’Italia stessa, costretta a registrare un
diniego imprevisto da parte di un Paese amico come l’Algeria:
“In un contesto internazionale segnato da equilibri delicatissimi, dalla guerra e dalle tensioni globali, questo episodio solleva domande che non possono restare senza risposta: perché l’Algeria ha negato il sorvolo? Si spera che il diniego dell’Algeria non sia il segnale di una compromissione degli accordi bilaterali, considerata la loro importanza per garantire l’efficacia delle procedure di rimpatrio”.
Per il SIULP di Torino è urgente e necessario riformare il sistema dei rimpatri affinché le procedure vengano velocizzate e rese realmente efficaci e in particolare deve essere garantito il pieno rispetto dei lavoratori di Polizia
“che non possono continuare a pagare sulla propria pelle l’inadeguatezza di un’organizzazione inefficiente e priva di visione”.
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