Torino conferma di essere centro di eccellenza nelle diverse branche della Medicina.
Quando si parla di Sanità Pubblica si è sempre prodighi nel parlarne male ma è assolutamente sbagliato perché ci sono autentiche eccellenze, come l’Azienda Ospedaliera Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino.
Siamo a parlare del fatto che, all’Ospedale Molinette di Torino, “una donna di 53 anni affetta da cardiomiopatia dilatativa ha ricevuto un cuore donato da una giovane donna di Udine”. Una notizia molto importante che fa riflettere su quanto funziona bene il sistema dei trapianti, e sulla professionalità dei medici che lavorano nella rete che vi è dietro.
Dall’AOU Città della Salute fanno sapere che “nonostante la fitta nebbia e un atterraggio d’emergenza a Milano Malpensa, l’elisoccorso di Azienda Zero ha trasportato cuore ed équipe a Torino in tempo per l’intervento, durato oltre 7 ore presso la Cardiochirurgia dell’Ospedale Molinette”.
Sulla Cardiochirurgia dell’Ospedale Molinette c’è poco da dire perché è una struttura molto preparata, competente, efficiente, e la invidiano in molti alla Regione Piemonte.
Ciò che va detto, per dovere di cronaca, è che si è trattato di un “trapianto frutto di un complesso lavoro di squadra tra Centro Regionale Trapianti Piemonte e Valle d’Aosta, 118 – Azienda Zero, Cardiochirurgia e Rianimazione della Città della Salute e della Scienza di Torino”.

Allo stesso modo dobbiamo raccontare che “per la prima volta in Italia, presso la Clinica Urologica dell’ospedale Molinette di Torino, è stato eseguito un intervento di prostatectomia radicale robotica con il nuovo robot single-port (donato da FONDAZIONE CRT), su un paziente sveglio, in anestesia locoregionale”.
Sembrerà una notizia di poco conto ma non è affatto così. Chi “mastica” un po’ di Medicina sa quanto sia importante l’apporto tecnico-ingegneristico applicato alla chirurgia.
Ad eseguire – in modo magistrale – il complesso e delicato intervento è stato il Professor Paolo Gontero, con l’assistenza fondamentale del dottor Giorgio Calleris.
Siccome l’intervento è stato eseguito su paziente sveglio, l’Equipe del Professor Gontero si è avvalsa della collaborazione di un “visore di realtà virtuale già sperimentato durante gli interventi di terapia focale”.
Con questo ausilio altamente tecnologico si riesce a “migliorare il comfort psicologico del paziente e ridurre l’ansia durante l’intervento”.
Torino si conferma terra di buona sanità, eccellente sanità pubblica, ottimi medici, e professionisti della salute che pochi confronti possono temere con altre realtà nazionali ed europee.
