Torino è sempre più insicura e ricettacolo di manigoldi.
L’Aliquota Comunicazione e Stampa del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Torino ci informa che “è arrivata dal proprietario di casa la chiamata ai Carabinieri, la notte del 13 gennaio 2026, per una probabile occupazione abusiva del locale mansarda”.
Il tema delle occupazioni abusive è molto odiato dalla popolazione perché lede la proprietà privata e il principio di sicurezza che si deve garantire al cittadino nel proprio perimetro di pertinenza.
Per fortuna “una pattuglia del Radiomobile si è subito presentata davanti alla porta di accesso, constatandone lo scardinamento e l’effettiva presenza di un uomo, un ventisettenne di origine nordafricana, irregolare sul territorio nazionale e già noto alle Forze dell’Ordine”.
I fatti di cui siamo a narrare si sono svolti in Piazza della Repubblica, nel centro di Torino, in una delle zone esageratamente multietniche del Piemonte.
Prima di diramare la notizia abbiamo voluto interfacciarci con una coppia di nostri lettori che vivono a Torino, in Via Milano, per farci narrare da loro come viene percepita dalle persone per bene questa massiccia presenza di immigrati nella zona.
Il quadro emerso non è stato affatto rassicurante. Le persone sono stanche di avere bivacchi pressoché continui negli androni condominiali, nei cortili, sui marciapiedi di fronte casa, … Quella zona sta diventando un vero e proprio “Bronx”.
Dal Comando Provinciale Carabinieri di Torino ci hanno spiegato che “i Militari hanno trovato all’interno anche un ingente quantitativo di eroina, pari a 674 grammi, insieme al bilancino di precisione, sottoposti a sequestro”.
Il connubio immigrazione criminale/spaccio di sostanze stupefacenti, ormai, è un classico.
Chi si occupa di cronaca si trova a parlarne un giorno sì e l’altro pure. Soltanto una certa – e sconclusionata – Sinistra continua a negare la correlazione tra le due realtà ma, per fortuna, “contra factum non valet argumentum”.
Grazie alla segnalazione del cittadino e al tempestivo intervento del NORM Carabinieri, l’immigrato è stato “dichiarato in stato di arresto per occupazione arbitraria di immobile destinato a domicilio altrui e detenzione ai fini di spaccio”.
Il nordafricano ventisettenne, dunque, è stato tradotto “presso la Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” a disposizione dell’Autorità Giudiziaria”.
Caso più unico che raro, vista la quantità di narrazioni fatteci da Mario Giordano nella sua “Fuori dal Coro”, “la soffitta è stata restituita al legittimo proprietario”.

Queste notizie ci danno speranza, ma purtroppo la lentezza dei rimpatri ci scoraggia contemporaneamente; mentre ne rimandiamo a casa uno, ne stanno arrivando dieci allo stesso tempo! Se questo processo non cambia, a poco a poco affogheremo nell’Islam!! Caro Elia, spiegami perché il governo è così lento! Forse a causa dei magistrati che frenano a scopi elettorali? Per questo c’è da sperare che gli italiani capiscano che è fondamentale che al referendum si voti TUTTI SÌ, in modo che, con la separazione delle carriere si abbia più onestà nei giudizi e si smetta di fare politica!!
Cara Margherita, il lassismo e la lentezza di cui parli sono figli di una politica pavida che – per timore di essere inquisita – ha lasciato correre.
Certa Magistratura ha usato la toga per colpire i nemici: Silvio Berlusconi, Lara Comi, Stefano Esposito, … E poi come è finita?
Dopo anni di Calvario giudiziario, vita rovinata, tutti assolti.
E proprio uno schifo