Tajani, Ministro degli Esteri nel Governo Meloni, parla di continui aiuti a Ucraina e Gaza. E gli italiani?

Il 25 agosto scorso, il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, “Forza Italia”, si è recato nello Stato della Città del Vaticano per esser ricevuto in Udienza, assieme ad una folta delegazione, da Leone XIV.
A margine dell’incontro, il leader di “Forza Italia” ha scritto: “Impegno per la pace e difesa delle minoranze cristiane in tutto il mondo. Questi i principali temi che abbiamo affrontato con Papa Leone durante il nostro incontro di oggi. Felice di aver condiviso questo momento con la mia famiglia e i miei collaboratori. Prego per il suo Pontificato e per tutta la Chiesa”.
Il giorno prima, Tajani era stato al “Meeting di Rimini”, discutibilissimo momento annuale organizzato dal Movimento di “Comunione e Liberazione”.
In tale occasione, accanto ad un vescovo, Tajani ha parlato de “La presenza della comunità cristiana in Siria e la libertà religiosa”. Ha così commentato la sua apparizione al Meeting di CL. “Una bellissima occasione per promuovere i principi di pace e di cooperazione che sono alla base della nostra politica estera. Da Gaza all’Ucraina, dalla Siria all’Africa, l’Italia vuole essere in prima linea per costruire la pace e per assistere le popolazioni colpite dalle crisi con aiuti e gesti concreti, attraverso iniziative come ‘Food for Gaza’”.
Va detto – per onor di verità – che moltissimi elettori del Centrodestra non sono affatto contenti dell’impegno economico che il Governo Meloni sta prendendo “per assistere le popolazioni colpite dalle crisi con aiuti e gesti concreti”.
Specialmente nei quartieri di edilizia popolare ci sono persone – molte delle quali anziane – che non arrivano alla fine del mese. Le pensioni in Italia sono da fame e, come abbiamo recentemente analizzato, i salari non sono da meno.
Prima di occuparsi dell’Ucraina, dei territori palestinesi, della Siria, e così via, bisognerebbe occuparsi del Popolo Italiano. In fondo Antonio Tajani è ministro della Repubblica Italiana e non è un rappresentante delle ONG o dell’Organizzazione delle Nazioni Unite.
A costo di risultare polemici, molti italiani dissentono quando Tajani asserisce che “al centro della nostra azione vogliamo sempre dare importanza prioritaria alla libertà, alla dignità umana e alla centralità della persona”.
Anche perché, nella stessa giornata, il titolare della Farnesina ha affermato: “In occasione della Giornata dell’Indipendenza ucraina, ho avuto una riunione con i partner G7 per riaffermare il nostro fermo sostegno politico a Kyiv”.
Il leader di “Forza Italia” non può parlare a nome di tutto il Paese dal momento che, per esempio, l’elettorato della “Lega” non è affatto solidale con Zelensky ma preferisce mantenere rapporti sinceri e collaborativi con Vladimir Putin e la Federazione Russa.
Mentre Antonio Tajani “gioca a fare il buon samaritano”, ad Amatrice e nel Centro Italia ci sono ancora le rovine del sisma che colpi quelle splendide terre il 24 agosto 2016. Dopo nove anni le cose sono ancora in alto mare.
Anziché mandare tanti soldi agli ucraini o agli occupanti dei territori palestinesi l’Italia dovrebbe pensare ai suoi figli.
E’ pregevole lo spirito caritatevole di Antonio Tajani, per carità, ma tanti italiani hanno di che discutere quanto egli sostiene che “continueremo a sostenere la popolazione civile di Gaza e a lavorare per raggiungere la pace”.
Perché – per una volta – il Governo Italiano non prova ad imitare il Governo Svizzero, facendosi gli affari suoi, vivendo una situazione di neutralità e non parteggiando per nessuno? Va bene essere nell’Alleanza Atlantica, avere Basi NATO sul suolo nazionale, ma a tutto c’è un limite.
L’Italia non può essere il “polmone artificiale” di tutti quelli che hanno difficoltà respiratorie.
In una Nazione nella quale molti hanno ancora a dover scegliere se mangiare una pizza o pagare una scatola di medicine la priorità dovrebbe essere il sostegno alla popolazione autoctona.
Pensare sempre e solo agli altri è miope, oltreché irrispettoso verso chi è andato alle urne ed ha votato per veder tutelato il proprio interesse.

L’articolo è stato davvero esauriente, ma voglio ribadire che questo sbandierare l’impegno ad aiutare l’uno o l’altro e l’altro ancora sia un proferire parole inopportune e offensive per tutti quegli italiani che faticano a tirare avanti, per i bisognosi di cure che devono aspettare un anno per fare un esame, per chi è stato terremotato o alluvionato e non ha ancora potuto ricostruire la casa, per gli edifici scolastici da ristrutturare… l’elenco sarebbe ben più lungo. È il solito modo ipocrita di voler fare del bene a chi è lontano perché si nota di più; poi si dimenticano i problemi di chi ci è vicino
Carissima Margherita, “Forza Italia” sta cercando di intercettare quell’elettorato che oggi trova riparo in “Italia Viva” e “Azione”. Infatti Antonio Tajani – che nulla ha preso da Silvio Berlusconi – parla di di Ius Scholae, Cittadinanza, Diritti LGBT, Ucraina e Palestina, non rendendosi conto di essere al Governo con la “Lega” e “Forza Italia” che su questi temi hanno ben altra visione.