I Carabinieri di Alba, dopo alacre azione investigativa, consegnano alle patrie galere un immigrato già arrestato giorni prima ed interdetto dal dimorare in Alba.
Il 22 agosto scorso davamo notizia del fatto che i Carabinieri di Alba traevano in arresto un immigrato tunisino, autore di diversi reati. All’extracomunitario, dopo un regolare processo con rito direttissimo, era stata “applicata la misura cautelare del divieto di dimora nel comune di Alba”.
A distanza di soli cinque giorni – grazie alla precisa rendicontazione del Comandante del Nucleo Investigativo presso il Comando Provinciale di Cuneo, Capitano Marco Dainese – siamo a dirvi che “nella notte tra il 5 e il 6 agosto” lo stesso cittadino tunisino di 29 anni “ha tentato di introdursi furtivamente in un bar di Corso Nino Bixio, venendo immortalato dalle telecamere di sorveglianza cittadine”.
Questo “benché già sottoposto alla misura cautelare del divieto di dimora nel comune di Alba, impostagli per essersi reso responsabile, giorni prima, di una serialità di furti in danno di due ristoranti, una gioielleria nonché nel furto di una bicicletta di pregio”.

Molti cittadini restano basiti dinanzi a tali situazioni perché un soggetto che già aveva compiuto e perpetrato simili azioni avrebbe dovuto essere in carcere e non solo titolare di una “misura cautelare del divieto di dimora nel comune di Alba”.
Dal Comando Provinciale dell’Arma tengono a sottolineare come grazie a “questo nuovo evento delittuoso, unito alla pericolosità del soggetto” la Procura della Repubblica di Asti, egregiamente retta dal Procuratore Capo Biagio Mazzeo, è riuscita ad ottenere dal Giudice per le Indagini Preliminari (G.I.P.) di Asti “l’aggravamento della misura cautelare, ottenendo così la misura della custodia cautelare in carcere a carico dello straniero, nel frattempo resosi irreperibile”.

L’irreperibilità dei soggetti sottoposti a misura cautelare è sempre causa di un aggravio di lavoro per le Forze dell’Ordine che, per forza di cose, devono mettere in campo azioni investigative per ritrovare il reo e poterlo monitorare.
Così è successo anche in questo caso. I militari della Compagnia Carabinieri di Alba, comandati dall’eccellente Capitano Giuseppe Santoro, hanno attivato “ricerche nel concentrico albese e dopo pochi giorni, grazie all’attività info-investigativa messa in campo, riuscivano ad intercettare il giovane presso l’Ospedale di Verduno, in coda, unitamente alla propria compagna in gravidanza, accompagnata per una visita di controllo”.
I Carabinieri, vista al ghiotta occasione, lo hanno “immediatamente bloccato e tratto in arresto”. Ora il giovane tunisino si trova in carcere.
La questione comunque non è chiusa.
I Carabinieri, unitamente alla Procura della Repubblica di Asti, competente per territorialità, stanno effettuando precisi e puntuali accertamenti al fine di verificare “il possibile coinvolgimento dell’arrestato in altri episodi predatori avvenuti sul territorio”.
Ovviamente, non serve dirlo, ai sensi del Decreto Legislativo 188/2021 “si rammenta la presunzione d’innocenza sino all’ultimo grado di giudizio”.
Ciò detto, chi segue la cronaca locale ben conosce il danno che l’immigrazione criminale sta cagionando alla provincia di Cuneo.

Non si può non elogiare il Comando Provinciale dei Carabinieri di Cuneo, agli ordini del Colonnello Marco Piras, e il Comando Compagnia Carabinieri di Alba, alle dipendenze del Capitano Giuseppe Santoro, per le tante e qualificanti azioni compiute nell’ultimo biennio a contrasto dei reati di natura predatoria.
Sono tanti, troppi, gli immigrati che vivono nella Provincia Granda e che “campano di espedienti”.
L’immigrazione irregolare e incontrollata – che ha investito il nostro Paese negli ultimi vent’anni – sta iniziando a creare tensioni sociali, intolleranza e sgomento nella popolazione italiana che – sempre di più – vorrebbe si attuasse la “remigrazione”, di cui il Generale Roberto Vannacci è portabandiera al Parlamento Europeo.
L’Italia ha già tanti delinquenti autoctoni. Che bisogno c’è di arruolarne anche d’importazione?

Sono assolutamente d’accordo con Vannacci perché i delinquenti sanno che possono fare quello che vogliono e ne approfittano sempre più e la situazione sta peggiorando; non oso pensare a cosa potrà succedere; le battaglie di strada stile sans papiers o simili sono un incubo. Anche qui succede già di tutto; qualche giorno fa una signora 92enne è stata aggredita all’uscita dalla chiesa e le hanno strappato dal collo un catena d’oro di valore; un giovane è stato aggredito e picchiato da un gruppo di stranieri. Mi auguro che Vannacci riesca a fare qualcosa