Savona è preda e ostaggio dell’immigrazione criminale. La Questura di Savona non intende sottovalutare il problema.

A Savona, grazie al cielo, c’è un Questore, il dottor Giuseppe Mariani, che sta continuando – grazie al personale della Polizia di Stato in servizio presso l’Ufficio Immigrazione della Questura di Savona – un’attività “volta ad allontanare dalla provincia soggetti extracomunitari non in regola con le norme sul permesso di soggiorno, quindi non legittimati a permanere sul territorio nazionale”.
Una notizia importante riguarda la traduzione di un immigrato tunisino, dunque l’ennesimo nordafricano, presso il Centro per i Rimpatri (CPR) di Milano, in attesa del volo per la Tunisia. L’Autorità Giudiziaria, dopo un processo per direttissima, “ha concesso il Nulla Osta all’espulsione”.
L’immigrato tunisino, 37enne, “a seguito di incidente stradale con feriti e successiva omissione di soccorso, per il quale è intervenuta la Polizia Locale di Savona, è stato accompagnato dagli stessi operatori presso la Questura per approfondimenti della sua posizione in merito alla regolarità del soggiorno in Italia”.
Gli Agenti dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Savona “hanno accertato la sua condizione di irregolarità in quanto pregiudicato e già destinatario di un’espulsione emessa dal Tribunale di Genova – Ufficio Esecuzioni Penali, quale misura sostitutiva di un residuo di pena detentiva da scontare”.
Mentre la Polizia stava espletando le rituali funzioni atte ad accertare quanto sopra, “l’uomo, al fine di sottrarsi all’esecuzione dell’espulsione, si è scagliato contro gli agenti che lo stavano vigilando, cercando anche di ingoiare un accendino e distruggendo numerosi oggetti presenti nell’ufficio di Polizia, tanto da costringerli ad arrestarlo per resistenza a Pubblico Ufficiale e denunciarlo per violenza, minaccia e danneggiamento”.
Grazie a questo cospicuo “curriculum criminale” l’immigrato è stato condotto “per direttissima” dinanzi al Magistrato che lo ha condannato e ha stabilito l’imminente espulsione dal suolo nazionale.

Dispiace per la Sinistra – che difende le “risorse boldriniane” che ci “pagherebbero le pensioni” – ma soggetti così vanno remigrati con la massima coercizione possibile.
Non a caso l’immigrato ora si trova al CPR di Milano e dalla Questura di Savona tengono a sottolineare che si “sta intensificando ulteriormente l’attività di rintraccio di soggetti che in base al loro status di irregolari possano essere espulsi con accompagnamento diretto alla frontiera o portati nei CPR”.

L’immigrazione criminale è un fenomeno sempre più pregno e invasivo. Non si può più tollerare una simile invasione di “risorse boldriniane” che vengono in Italia credendo di poter fare alto e basso come gli pare.
Un plauso al Questore di Savona, al Dirigente dell’Ufficio Immigrazione, al personale della Polizia di Stato e a quanti stanno lavorando alacremente, nonostante l’immancabile sottorganico, per ripulire le nostre città da criminali, manigoldi, e risorse varie.
