Remigrazione è una parola che non piace al mondo woke. Intanto i Cattolici temono un califfato in quel di Mestre, nel territorio del Patriarcato di Venezia.
Alle prossime Elezioni Amministrative di Venezia ci saranno schiere di candidati maomettani che hanno lanciato un appello: “Nel nome di Allah il misericordioso, metti una croce sul simbolo PD”.
Sembra quasi una presa in giro, una iniziativa goliardica, e invece no: è tutto tristemente vero e reale.
Dopo la loro influenza sul Referendum Giustizia, gli immigrati hanno alzato il tono dello scontro e sono pronti a metter in campo quell’islamizzazione dell’Europa di cui parlavano le nostre colleghe Oriana Fallaci e Maria Giovanna Maglie.
A Mestre i Cattolici sono preoccupati perché si ricandida anche il bangladino Ali Afay, eletto nel 2020 quale consigliere di municipalità che ha dichiarato: “Ho deciso di continuare perché c’è ancora molto da fare per portare avanti un percorso di piena integrazione, noi cerchiamo di insegnare la cultura e le regole ai nuovi arrivati, la lingua è un grosso limite e questo crea una barriera reciproca che va superata, dovremmo creare occasioni di scambio e incontro per imparare a conoscerci senza pregiudizi”.

In tutto questo c’è un silenzio assordante ed imbarazzante della Chiesa Italiana.
Il Patriarcato di Venezia, la diocesi della Laguna di Venezia, non ha proferito verbo. Il Patriarca Francesco Moraglia, com’è nel suo stile sciatto e dimesso, non ha detto niente. Evidentemente non gli importa che i maomettani hanno dichiarato: “La moschea si farà a Mestre e chi fa propaganda per il no, ignora che si tratta di un diritto”.
I seguaci del corano non hanno intenzione di mollare il loro obiettivo: l’Italia deve diventare un califfato islamico. Chi non è d’accordo assaggerà le metodiche del piccolo jihad.
La speranza di molti Cristiani è che il Ministero dell’Interno si adoperi con celerità per espellere quanti più immigrati possibile; le Questure facciano rispettare le norme relative all’utilizzo improprio di edifici di culto; il Parlamento Italiano legiferi quanto prima per una sempre più necessaria “REMIGRAZIONE”.
Bene dice il Generale di Divisione Roberto Vannacci, “Futuro Nazionale”, quando sostiene: “Tolleranza zero, sicurezza vera. Difendiamo gli italiani, basta impunità”.
Il 24/25 maggio si avvicinano. Il Patriarca Moraglia deve parlare, se non lo farà sempre più Cattolici volteranno le spalle a lui e al suo ordinariato.
L’immagine di copertina è stata generata con Microsoft Copilot AI.

Forza Vannacci, non si scherza!