“Radicali Italiani” mette in scena l’ennesimo teatrino imbarazzante a favore di droga e drogati.
Tra qualche giorno, precisamente il 20 aprile 2026, ricorrerà la Giornata Mondiale della Cannabis, “evento globale dedicato alla cultura, al consumo e all’attivismo per la legalizzazione della marijuana” come fanno sapere i colleghi di “Euronews.com”.
Lascia perplessi veder accostare la parola “cultura” alla parola “marijuana”. Che cultura ci sarebbe nel consumo della droga?
Sulla questione – com’era del tutto prevedibile – è intervenuto il Segretario di “Radicali Italiani” che ha dichiarato: “Il 20 aprile promuoveremo una nuova azione di disobbedienza civile davanti alla Camera dei Deputati. Insieme a decine di attivisti e cittadini, compiremo un gesto semplice: fumare cannabis”.

Iniziativa che non stupisce visto che a compierla saranno i seguaci di Marco Pannella ed Emma Bonino, due soggetti che del consumo di sostanze stupefacenti hanno fatto una bandiera per prendere i voti dei tanti, troppi, tossicodipendenti che ammorbano il nostro Paese.
Ma Blengino continua sostenendo che la cannabis “a differenza di alcol e tabacco, non provoca morti”.
Asserzione decisamente discutibile visto che l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, sul suo “inchiostronline”, a cura della Scuola di Giornalismo Suor Orsola Benincasa, in convenzione con l’Ordine Nazionale dei Giornalisti, ha scritto: “Si muore anche di droghe leggere”.

Il 22 febbraio 2014, Ciriaco Viggiano, scriveva: “La cannabis può uccidere: è quanto emerge da un recente studio condotto dall’Università di Dusseldorf, pubblicato sulla rivista Forensic Science International e rilanciato su internet dal magazine inglese New Scientist”.
A detta di chi ne sa – e che non ha interessi politici ed elettorali – “l’indagine è stata condotta su 15 persone decedute. I medici hanno studiato dettagliatamente tutti i casi, sottoponendo i cadaveri ad autopsia, esame degli organi, test tossicologici e genetici”.
Forse i “figli politici” di Pannella non conoscono questi dati, così come non sanno che al termine di questi studi, analisi, accertamenti scientifici, “l’equipe capitanata dal professor Benno Hartungha ha accertato che due morti su 15 sarebbero state provocate dal consumo di cannabis. In entrambi i casi, gli uomini erano stati colpiti da aritmia cardiaca. Inoltre, i livelli di cannabis nel loro sangue testimoniavano il consumo della droga pochi minuti prima del decesso. Risultato: la morte deve essere necessariamente attribuita all’assunzione di marijuana”.
Bisogna, sulla base degli studi scientifici di medici competenti, aggiustare il tiro e dire che la cannabis procura pochi morti. Pochi sono comunque da tenere in considerazione e lo Stato non può avallare delle morti per far contenti coloro i quali si vogliono “sballare” con la cannabis.
Oltretutto, e anche questo è scientificamente provato, “l’abuso di marijuana può aumentare il rischio di schizofrenia, depressione, problemi cardiaci e respiratori nei soggetti che la consumano abitualmente”.
Il 30 novembre 2017, inoltre, la collega Chiara Palmerini, per “Focus”, scriveva: “La morte di un bambino negli Stati Uniti è stata presentata come la prima per overdose da cannabis” e, immediatamente, aggiunge: “Secondo gli esperti, però, è improbabile che sia così”.
“Improbabile”, giusto per amore della semantica, non è “impossibile”.
I fatti sostengono che “un bambino di 11 mesi è morto nel 2015 in un ospedale in Colorado per arresto cardiaco, poche ore dopo essersi sentito male: alcuni mesi fa, due dei medici che hanno seguito il piccolo paziente, hanno riportato la descrizione del suo caso su una rivista medica, ipotizzando che potesse trattarsi del primo caso di morte per overdose da marijuana”.
Probabilmente la marijuana non è stata la causa effettiva della morte ma è stata la sostanza che ne ha accelerato l’arrivo.
Sempre la collega Palmerini, infatti, scrive: “I medici non sono riusciti a identificare alcuna causa infettiva, mentre le analisi hanno rivelato che nel sangue e nell’urina del piccolo erano presenti livelli elevati di THC, il principio attivo della cannabis. La quantità osservata era secondo i due medici compatibile con l’ingestione di qualche prodotto commestibile a base di cannabis. I genitori, comunque, hanno ammesso di aver fumato regolarmente marijuana e di essere in possesso anche di altre droghe”.
Risulta, dopo queste informazioni di una prestigiosa università e di una autorevole rivista di divulgazione scientifica, difficile accettare quel che dice Blengino, ossia, che la cannabis “in Italia continua a essere oggetto di repressione, alimentando un sistema ipocrita che arricchisce mafie e criminalità”.
In Italia, a detta di molti cittadini, la “repressione” tanto sbandierata dalle sinistre è assai poca. Ci vorrebbe molta più coercizione da parte dello Stato, si dovrebbe dare maggior libertà di azione a Polizia di Stato e Carabinieri, bisognerebbe rivedere il Codice Penale, inasprendo le pene per quanti vendono droga (e dunque morte) e quanti la acquistano.
Per Blengino e “Radicali Italiani”, al contrario, “l’obiettivo rimane la legalizzazione di tutte le sostanze, a partire dalla cannabis”. Legalizzare “tutte le sostanze” significa hashish, cocaina, eroina, crack, ecstasy, Fentanyl, ossicodone, … gettando alle ortiche anni di lavoro alacre e puntuale di chi indossa una divisa.

Dinanzi alla Camera dei Deputati andrà in scena l’ennesimo teatrino imbarazzante di quella “politica” che difende chi si droga e – de facto – criminalizza uno Stato che ha la sola colpa di voler rendere la Nazione sgombra da tossici, drogati e venditori di morte.
Il Governo Italiano, il Ministro dell’Interno, il Presidente della Camera dei Deputati, il Questore di Roma, sono informati del fatto che il 20 aprile ci sarà un gruppo di assuntori di droga che andrà a rendere l’aria pesante dinanzi a Montecitorio.
Chissà che gli Organi dello Stato non decidano di intervenire con coercizione e “repressione”.
L’immagine di copertina è stata generata con Microsoft Copilot AI.

Sono zecche che ogni giorno propagano la cultua della morte.Mentre auspichiamo il suicidio di Cappato, invitiamo la magistratura a seguire le gesta di questi delinquenti e perseguirli