Il Quirinale, come da tradizione, è stato il luogo ove fare un bilancio per l’anno passato e proferire auspici per l’anno che viene.
Il 31 dicembre di ogni anno, secondo tradizione, è deputato al pronunciamento del “Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica”, dal Palazzo del Quirinale.
Quest’anno, in un discorso durato all’incirca un quarto d’ora, il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha detto che “si chiude un anno non facile” e ha auspicato che tutti gli italiani possano “incontrare un tempo migliore”.

Dal Quirinale si dice che l’“aspettativa è anzitutto rivolta alla pace. Di fronte alle case, alle abitazioni devastate dai bombardamenti nelle città ucraine, di fronte alla distruzione delle centrali di energia per lasciare bambini, anziani, donne, uomini al freddo del gelido inverno di quei territori, di fronte alla devastazione di Gaza, dove neonati al freddo muoiono assiderati, il desiderio di pace è sempre più alto e diviene sempre più incomprensibile e ripugnante il rifiuto di chi la nega perché si sente più forte”.
Anche se non li ha nominati, nel mirino del Presidente Mattarella vi sono il Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ed il Primo Ministro dello Stato di Israele, Benjamin Netanyahu.
Le prime reazioni della popolazione non si sono fatte attendere.
Su “X” i commenti al Profilo Ufficiale del Quirinale sono: “Grazie Presidente. Ricordare l’importanza della Democrazia è più che mai fondamentale in questo mondo e in questo momento”, “Una roccia di rigore istituzionale, senso civico e buon senso in un mare si pessima politica. Come faremmo senza di lui?”, “Buon Anno Nuovo, Grazie per la sua vicinanza… sempre viva la Resistenza e chi combatte contro i vili e le ingiustizie, Auguri Presidente”.
Noi giornalisti – com’è richiesto dalla nostra Professione, a servizio dell’informazione – abbiamo seguito il “Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica” ed approfittiamo per augurare a tutti i nostri lettori un buon 2026.
Il profeta Geremia, rivolgendosi da Gerusalemme agli Israeliti in esilio, scriveva: “Cercate il benessere del paese in cui vi ho fatto deportare. Pregate il Signore per esso, perché dal suo benessere dipende il vostro benessere” (Geremia 29:7).
Il 2026 sia un anno di benessere per l’Italia, per gli italiani, per le libere Istituzioni.
Un particolare ringraziamento – e doveroso pensiero – agli uomini delle Forze Armate e delle Forze dell’Ordine che stanotte saranno in strada – come ogni notte – per garantire sicurezza, ordine, disciplina e legalità.

Non ho ascoltato il messaggio del presidente Mattarella; non dubitavo che avrebbe detto cose del genere, banali e di parte. Mi fermo qui.
Cara Margherita, sappiamo che il Discorso di fine anno è animato da frasi fatte. Era doveroso riportarne le parole salienti. Personalmente avrei evitato di parlare di Ucraina e Gaza ma il Quirinale ha obblighi sociali.