A Cuneo, al Quartiere Donatello, succedono cose al limite dell’incredibile. L’Amministrazione Comunale è letargica.
Alle prime ore del mattino, attorno alle 2:00 del 03 giugno scorso, in Via Madonna del Colletto, presso il Caseggiato Popolare “ATC Piemonte Sud”, al Quartiere Donatello, c’è stato un prezioso e tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco per spegnere un’auto in fiamme che, giocoforza, ha incendiato anche le due parcheggiate a fianco.
Alle prime rilevanze parrebbe non trattarsi di un incendio doloso ma, comunque, ci sono investigazioni in corso perché la situazione non è ben chiara.
I residenti di Corso Alcide De Gasperi, che affacciano su Via Madonna del Colletto, si sono oltremodo spaventati perché le fiamme hanno superato i 5 metri e i botti delle auto incendiate sembravano autentici colpi di pistola.
Chi vi scrive, nella mattinata di ieri, si è recato in loco per verificare la situazione. Il tanfo di gomma bruciata, carburante, era ancora ben presente e le facce dei residenti non erano molto rassicuranti.
Alcuni residenti del Quartiere Donatello hanno approfittato della presenza del cronista per lamentare una serie di situazioni davvero al limite della tollerabilità. I cittadini – quelli onesti e per bene – hanno davvero pochissima fiducia nelle Istituzioni.
Il Quartiere, nelle ore serali/notturne, è una landa desolata.
Le persone che hanno un cagnolino preferiscono comprare le traversine igieniche e farlo sporcare in casa perché uscire di sera in Via Madonna del Colletto, Via Bernini, Via Augusto Rostagni, non è né sicuro né rassicurante.
Al pomeriggio, molti preferiscono evitare di passare in Via Bernini, Via Donatello e Via Augusto Rostagni perché ci sono diversi ragazzini poco educati, non guardati dalle famiglie che pongono in essere comportamenti degni delle “migliori” baby gang.
Cose note, cose dette, cose scritte, cose denunciate.
Chi vi scrive, nel mese di febbraio 2025, è stato oggetto di accerchiamento e minacce da parte di un gruppo di “maranza”, “immigrati di seconda generazione”, perché ha osato realizzare dei reportage sulla violazione della Legge 28 dicembre 2015, n.221.
A certi soggetti – grave che siano minorenni – non piace che un giornalista possa svolgere la sua funzione e realizzare articoli e servizi che mettono in mostra il nulla fatto da politiche sinistroidi che stanno trasformando la città in un “rifugio peccatorum” dove la legalità non trova spazio, se non nelle chiacchiere demagogiche.
Sono tanti, troppi, i residenti del Quartiere Donatello che non frequentano quello che una volta era un bellissimo e partecipato Circolo ACLI e che oggi è un luogo aggregativo (?!) chiamato “Casa del Quartiere Donatello”.
Prova ne sono alcune iniziative come, per esempio, la conferenza “La difesa del Servizio Sanitario Nazionale e delle Politiche Socio-Assistenziali in ambito pubblico”, tenutasi al piano interrato della “Casa del Quartiere Donatello”, il 15 aprile scorso, a cui, nonostante la presenza di quattro medici stimati ed apprezzati (di cui due Consiglieri Comunali di Cuneo), hanno partecipato meno di 20 persone.
La stessa identica conferenza, in altri luoghi, ha fatto il tutto esaurito. Come mai? Qualcuno si domanda perché altrove le cose funzionano e al Quartiere Donatello no.
Il tema sicurezza è sempre molto discusso perché quando qualcuno chiede legalità, sanzioni e azione coercitiva dello Stato viene immediatamente etichettato come “distruttivo”, “disfattista”, “irreale”, “fuori dal tempo” e – non di rado, specialmente a Cuneo – “Fascista”.
A chi elargisce questi epiteti come fossero caramelle mou va ricordato che trasmissioni come “Fuori dal Coro”, “Dritto e Rovescio”, “4 di Sera”, sono anni che narrano di quartieri diventati “banlieue parisienne” per colpa di amministratori che hanno preferito interpellare cooperative sociali, educatori di strada, operatori sociali, al posto di Carabinieri, Polizia di Stato, Polizia Locale e Guardia di Finanza.
Spiace dirlo ma integrazione non può far rima con “lasciamogli fare ciò che vogliono” perché, a conti fatti, molte persone hanno questa visione e – già è successo – non si può perseverare nel dire che “è una percezione di certa parte della popolazione”.
La sicurezza non è soggetta a percezione ma ad atti e fatti effettivamente verificabili.
Il fatto che i residenti del Quartiere Donatello non vivano il territorio in orario serale, non frequentino gli eventi della “Casa del Quartiere”, non prendano parte alle cene organizzate per fare socialità, la dice lunga.
Per carità, sicuramente hanno la “colpa” di non voler frequentare chi fa delle regole carta straccia ma, comunque, l’integrazione e la coabitazione non possono essere imposte.
Il tema è complesso, articolato e difficile da esaurire in poche centinaia di parole ma era opportuno trattarlo perché, al di là della retorica sinistroide, chi ha qualcosa da dire deve poterlo dire.

Fintanto che la sinistra così buonista non vede, non sente e non parla sarà ogni volta peggio. Questo è ancora niente. Il bello deve ancora arrivare. Continuate a votare PD e vedrete
Concordo con Mirella. Per poter far convivere etnie e culture diverse, bisogna che da tutte le parti ci sia lo stesso interesse ed obiettivo. Agli immigrati non interessa convivere né interagire né integrarsi, ma prendere tutto e diventare padroni; sono dei poveracci ma nella testa si sentono in diritto di disprezzare e dominare, in una parola “sostituirsi a noi “. La sinistra lo sa bene, e fa apposta a non capire, perché VUOLE far fuori la nostra cultura e “rinnovarla”con i nuovi elettori su cui conta per tornare al governo delle città e dell’Italia intera. Ci avviamo ad un periodo storico spaventoso
Cara Margherita e cara Mirella, questi sono i risultati di anni di lassismo da parte della Prefettura e della Questura. Pochissimi controlli, Polizia Locale pressoché assente.
Si è affidato il quartiere a soggetti facenti parte cooperative sociali, il solito giochino delle “coop rosse”.
Chi scrive è stato accerchiato, minacciato, intimidito e – dulcis in fundo – vittima di furto con strappo.
Dalla Procura della Repubblica non un fiato. Le “risorse” non si toccano.