La Polizia Penitenziaria, durante la Seconda Guerra Mondiale, ha perso molti membri per colpa dei partigiani.
Nei giorni che precedono il 25 Aprile è bene ricordare le vittime dei partigiani che, dal canto loro, narrano un eroismo che hanno visto solo essi.

Una delle tante troppe vittime dell’odio partigiano è stato il Maresciallo Costantino Satta che l’11 maggio 2011 è stato insignito di Medaglia d’Oro al Merito Civile alla Memoria. Sempre a lui, il Ministero di Grazia e Giustizia ha intitolato la Casa Circondariale di Ferrara.
E’ doveroso ricordare che Costantino Satta, nato a Macomer, in provincia di Cagliari, il 7 luglio 1898, si arruolò nel Corpo degli Agenti di Custodia (oggi Corpo della Polizia Penitenziaria) il 16 marzo 1921. Prima di allora prestava servizio nella Regia Guardia di Finanza “ove aveva prestato servizio nel primo conflitto mondiale”.
L’8 giugno 1945 – ultimo giorno della sua vita – “alla portineria del carcere si presentarono quattro individui in divisa kaki armati di mitragliatori. Gli uomini scortavano un uomo con i polsi coperti. Alla richiesta di Satta di mostrare l’ordine di carcerazione, gli uomini lo costrinsero, sotto la minaccia delle armi, ad aprire il cancello che portava verso la matricola”.
La narrazione è fornita dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria che, sul sito del Corpo della Polizia Penitenziaria, scrive come “gli assalitori, raggiunti da altri da altri quattro uomini con la medesima divisa, costrinsero gli agenti a consegnare le chiavi delle sezioni consentendo l’evasione di molti detenuti politici. Imposero quindi al Maresciallo Satta di accompagnarli nella sezione ove erano ubicati i detenuti fascisti e repubblichini che furono fucilati sul posto”.
Queste parole obbligano i giornalisti a ricordare come queste esecuzioni sommarie furono “uccisioni senza un processo regolare, spesso decise da tribunali improvvisati o da gruppi armati partigiani nei giorni immediatamente successivi alla “liberazione”. Ad essere martirizzati furono, soprattutto, i membri della Repubblica Sociale Italiana e i “collaborazionisti” del Fascismo”.

Prova che queste parole sono vere è il fatto che “prima della fuga, Costantino Satta fu colpito a morte da uno degli assalitori”.
I giovani che frequentano le Scuole di formazione e aggiornamento del Corpo di Polizia e del personale dell’Amministrazione Penitenziaria hanno la possibilità di approfondire queste figure straordinarie che molto lustro hanno dato al Corpo cui si accingono ad appartenere.
In Emilia-Romagna, terra tendenzialmente “rossa” il Maresciallo Costantino Satta va ricordato in quanto, oltre ad esser stato un apprezzato Comandante delle Carceri Giudiziarie di Ferrara, è stato anche brutalmente martirizzato dai partigiani, oggi celebrati come eroi.
L’immagine di copertina è stata generata con Microsoft Copilot AI.
