Piantedosi non ha dubbi. Con ostinata coerenza dice: “Non deve in alcun modo passare l’idea che si possano vandalizzare impunemente le nostre città”.

Il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, con alle spalle una lunghissima carriera prefettizia, parlando al Parlamento, che pensava di metterlo in difficoltà, oggi ha detto: “La libertà di manifestare, legata alla mobilitazione di solidarietà col popolo palestinese, certamente legittima, è stata, in più di una occasione, strumentalizzata da gruppi che hanno posto in essere in atti di puro e indiscriminato vandalismo e assalti violenti contro le Forze dell’Ordine”.
Impossibile dissentire.
Nelle piazze e nei cortei dei pro-Pal si sono sentite cose irripetibili, si è assistita ad una continua aggressione alle Forze dell’Ordine e ci sono stati sindaci che si sono schierati con “l’equipaggio di terra” della “Global Sumud Flotilla”.
Bene ha detto il Ministro Piantedosi quando ha affermato: “Non deve in alcun modo passare l’idea che si possano vandalizzare impunemente le nostre città, danneggiando la proprietà pubblica e privata e mettendo in pericolo l’incolumità dei cittadini”.
Purtroppo non in tutte le città questa cosa si è capita perché ci sono sindaci che consentono ai “marinaretti” di terra di andare in giro con birre in bottiglie di vetro nei cortei, di lanciare bombe carta, di incendiare cassonetti del pattume, e autovetture della Polizia di Stato.

A Cuneo, tanto per non stare nel vago, è stato permesso ad uno sparuto gruppo di “compagni” fuori contesto di occupare la centrale Piazza Europa. In questa splendida area del Quartiere Cuneo Centro oggi ci sono gazebo con sedie pieghevoli, gente stravaccata sul prato, cartelli anacronistici posti sulla fontana centrale, invito al boicottaggio delle aziende che – a dire dei “marinaretti” – sosterrebbero lo Stato di Israele.
Qualche giorno fa, per dovere di cronaca, abbiamo riportato quanto i “compagni” dicono della pregiata “Ferrero SpA” di Alba, colpevole a loro dire, di sostenere uno stato genocida.
Dopo il nostro articolo si è scatenato un gran “tam tam” di commenti e, va detto, pochi sono stati quelli che hanno solidarizzato con i “compagni” che stanno ammorbando Piazza Europa.
La gente spende i suoi soldi come meglio crede e se vuole comprare “Nutella”, “EstaThe”, o altre leccornie targate “Ferrero SpA”, lo fa nella libertà più assoluta. Chi vi scrive, avendo amici che lavorano nello stabilimento albese, ha trovato assurdo l’invito al boicottaggio di un’Azienda che tanto ha fatto per l’economia della Granda.
Molte persone hanno trovato offensivo che una piccola combriccola di manifestanti – tra cui i Consiglieri Comunali di minoranza Ugo Sturlese e Aniello Fierro, “Cuneo per i Beni Comuni”, Claudio Bongiovanni, “Cuneo Mia” – abbiano avallato la retorica anti-aziendale volta a danneggiare aziende di primo piano e operatori della Grande Distribuzione come “LIDL” e “Carrefour”.
I dipendenti della “Ferrero”, della “LIDL” e del “Carrefour” sono persone oneste, per bene, che si alzano al mattino per andare a lavorare, a produrre, a servire il consumatore, al fine di conseguire un reddito, mantenere se stessi e le loro famiglie.
Per solidarizzare con i “bambini di Gaza” si dovrebbero far morire di fame quelli italiani?
La domanda non è retorica ma concreta.

Se si boicottano le Aziende e le catene di supermercati che non piacciono ai pro-Pal, infatti, si crea un danno economico a chi ha la sola colpa di lavorare e dare lavoro. Se si cagiona un danno economico, giocoforza, l’imprenditore è costretto ad applicare dei tagli sul costo del lavoro. Se dei lavoratori finiscono in cassa integrazione o, Dio non voglia, licenziati, i loro figli chi li sfama?
Se si vuole fare della facile battaglia a chi non la pensa come noi, si va in piazza con i “marinaretti” del movimento pro-Pal. Diversamente si continua ad andare a lavorare, onestamente, con coscienza, senso di responsabilità ed ostinata coerenza.
Del resto – come benissimo ha detto il Ministro Piantedosi – “è apparso evidente come i disordini dei giorni scorsi avessero ben poco a che fare con le sorti del popolo palestinese”.
I “marinaretti” che ammorbano le piazza di tutta Italia sono gli stessi che qualche tempo fa erano “gretini” e che, prima ancora, erano “sardine”.

L’Esecutivo Italiano ha permesso che costoro manifestassero, bloccassero porti, aeroporti, stazioni ferroviarie, arterie autostradali, ma, nonostante ciò, viene definito “Governo Fascista” da attempate signore che, in modo del tutto inspiegabile, preferiscono passare le loro giornate in piazza anziché fare cose più costruttive e degne di significato.
D’altronde si sa, lo diceva il grandissimo giornalista Indro Montanelli: “La sinistra ama talmente i poveri che quando va al potere li aumenta di numero”.
Sarà per quello che la Destra di Governo ha svergognato la Sinistra in Valle d’Aosta, nelle Marche e in Calabria. L’inconsistenza, l’inconcludenza, l’incapacità amministrativa di “Partito Democratico”, “Movimento 5 Stelle”, “Alleanza Verdi Sinistra”, hanno stancato le persone oneste e per bene.
Non parliamo poi del nulla cosmico rappresentato da “Possibile”, “Potere al Popolo”, “Rifondazione Comunista” che possono contare i loro voti sulle dita di una mano.

Le manifestazioni e gli slogan aggressivi, violenti e pieni di odio, del tutto inutili ai fini della pace, sono usciti da delle persone che non sanno ciò che dicono; manifestazioni contraddittorie, slogan esasperati scritti da gente che si sente grande perché offende, vandalizza e incendia, ma mi gioco la testa che non sanno nemmeno la storia dello Stato d’Israele e della Palestina. E trovo grave che chi fa montare la testa ai ragazzi siano certi professori che non sono degni di questo nome. La pace agli attuali manifestanti non interessa perché si divertono un mondo a giocare alla guerra e a non andare a scuola
Margherita, le piazze sono lì per delegittimare quanti creano lavoro, sviluppo, sicurezza e argine all’islamizzazione del mondo.